Il tour di Elisa ha fatto tappa in Ticino, dove ad attenderla c’era un pubblico caloroso e trepidante di emozioni. La cantautrice friulana è salita sul palco del Nevermind Music Fest, la rassegna che ha animato il Parco Urbano di Bellinzona, regalando una serata di pura magia.
Non solo ticinesi e italiani, ma appassionati arrivati da tutta la Svizzera si sono ritrovati ai piedi del palco per applaudire una delle voci più limpide e riconoscibili della musica italiana: un’artista capace, cosa più unica che rara, di conquistare l’Italia cantando in inglese e di farsi amare ben oltre i confini nazionali.
Reduce da una carriera costellata di successi, dalla vittoria a Sanremo con “Luce (Tramonti a nord est)” alle collaborazioni con i grandi nomi della scena internazionale, Elisa è salita sul palco con la sua eleganza discreta e quella voce che sembra non conoscere ostacoli, pronta a emozionare e a lasciarsi emozionare insieme al pubblico.
Elisa è un’interprete completa: un timbro cristallino che tocca vette altissime senza mai perdere il controllo (fattore non scontato e da non sottovalutare oggigiorno…), una presenza scenica sobria eppure magnetica, e la rara capacità di trasformare un concerto in un dialogo intimo con chi ascolta.
Ed è proprio quello che è successo al Parco Urbano: fin dall’ingresso Elisa è apparsa carichissima, piena di energia, travolgendo la folla e accompagnandola in un crescendo di emozioni ed entusiasmo. Il momento clou è arrivato con “Luce“, intonata a squarciagola da tutta la piazza: pelle d’oca e qualche lacrima l’ho versata anche io, lo ammetto.
Poi, come in un copione scritto apposta per rendere la serata indimenticabile, è iniziato il temporale. Ma nemmeno la pioggia ha scoraggiato il pubblico, che ama follemente questa meravigliosa cantante: nessuno si è mosso, nessuno ha cercato riparo. Anzi, tra gli ombrelli e le gocce che scendevano, il concerto si è trasformato in qualcosa di ancora più intenso e autentico.
Nonostante fossimo all’aperto, tra la gente e sotto il cielo che si apriva, mi sono sentita “a casa”: Elisa riesce a trasmettere una sensazione di familiarità e vicinanza incredibile, come se cantasse per ciascuno di noi. Durante il concerto non c’era distanza tra l’artista conosciuta a livello internazionale e il pubblico eterogeneo che intonava i suoi brani: eravamo lì, Elisa e noi, tutti insieme a emozionarci.
In molti brani non avrebbe nemmeno avuto bisogno di cantare: bastava lasciar fare alla piazza, che conosceva ogni parola a memoria. E invece si è donata in performance vocali di altissimo livello, che raccontano la sua costante crescita, sia tecnica che umana.
Elisa è stata brava, bravissima e, soprattutto, è rimasta se stessa: sorridente, generosa, pronta a divertirsi e a far divertire, ma anche a soffermarsi a guardare con stupore un pubblico che, sotto la pioggia, non ha smesso un istante di cantare per lei. Del resto, non è possibile rimanere immuni di fronte alla voce di Elisa, a quell’estensione vocale eccezionale che tocca le stelle e alla grazia di un’artista che ha scelto di restare, sempre, meravigliosamente se stessa.
Rossana Seghezzi
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