E la chiamarono Vigata – La Sicilia nel cuore

Una raccolta di racconti accattivanti, gustosi ed ironici

Il nuovo libro di Pasquale Hamel, noto autore di saggi storici che pongono sempre la Sicilia al centro dei suoi studi, è un piccolo ma intenso e intrigante lavoro. Intitolato E la chiamarono Vigata. La Sicilia nel cuore (Spazio Cultura Edizioni, 2024), l’opera si immerge nei ricordi dell’autore, evocando la terra di affezione attraverso i racconti ascoltati da amici e parenti.

È un Amarcord di un vissuto che cerca un tempo perduto ma sempre presente. Nell’introduzione, l’autore riassume l’argomento dell’opera come: “Libretto di memorie, di profili, di aneddoti che costituiscono memoria viva” L’opera riflette i mutamenti della toponomastica che ha visto Porto Empedocle diventare la Marina o Vigata, in omaggio al grande Andrea Camilleri, che qui trascorse la sua giovinezza.

E come non citare Luigi Pirandello tra gli illustri empedoclini di questo luogo unico, caratterizzato dall’operosità e dal dinamismo dei suoi abitanti, che si manifestano nel commercio e nell’industria, oltre che nella pesca e nella marineria. Pasquale Hamel sente il bisogno di immortalare alcuni di questi personaggi attraverso microstorie di fatti ed eventi.

Quarantadue brevi racconti, alcuni di sole due pagine, descrivono emozioni, umori e odori impressi nella mente e nel cuore. La narrazione, piena di aneddoti curiosi, delinea un modo di essere, una “fotografia” che rimane impressa nel lettore, con una prosa leggera e accattivante. Personaggi apparentemente minori, come “Nucciareddu” o l’uomo che fabbricava ingiurie, rappresentano una diversità di esistenza e comportamento.

Le ingiurie, patrimonio diffuso dei piccoli centri siciliani, sono note di colore caratterizzanti, spesso non offensive ma significative di alcuni tratti fisici o caratteriali. Gli aneddoti sono gustosi, divertenti e coloriti, con espressioni dialettali del “fiorito dialetto giurgintano” e note meno liete con finali a volte amari, creando un insieme di umori contrastanti.

L’agile volume presenta una carrellata di figure che vivevano a Porto Empedocle quando l’autore vi dimorava, come il barbiere, il cui salone era luogo di socialità e riunioni estemporanee. Altre figure particolari, come il pazzo del paese, sono descritte con affetto e comprensione. La terra di Pirandello, per spirito emulativo, ha contemplato personalità strane, diverse, eccentriche, così come i suoi celebri scrittori e intellettuali. Una “diversità” che si qualifica anche come eccellenza per particolarità, tempra e forza espressiva.

Pasquale Hamel è uno scrittore e saggista italiano. È stato vice segretario generale dell’Assemblea regionale siciliana, e docente a contratto presso l’Università di Palermo. Storico di formazione cattolica, è anche autore di opere letterarie. È stato direttore della Fondazione Federico II di Palermo e direttore dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Santa Margherita Belice. Nel 2005 diviene responsabile culturale della Margherita in Sicilia, fondando e dirigendo anche il quotidiano regionale Progetto sicilia legato al movimento, ma dopo due anni abbandona il partito. Consigliere della Società siciliana per la storia patria, dal novembre 2012 è Direttore del Museo del Risorgimento a Palermo. Si è laureato in giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, trascorrendo gli anni di studio presso il Collegio Augustinianum. Dopo varie esperienze lavorative, approda a metà degli anni ’70, come consigliere parlamentare, all’Assemblea regionale siciliana Qui percorre l’intera carriera fino a raggiungerne i vertici. È stato docente a contratto presso l’Università di Palermo.

Di Giovanna Coppola

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