Come funziona il sostegno della LADI per i neo diplomati in cerca di lavoro
Ci Scrive la Signora Lucia, il cui nipote ha appena conseguito un diploma presso una scuola di economia e commercio:
Caro avvocato,
mio nipote appena diplomato non trova un posto di lavoro. Ho sentito da amici che potrebbe intervenire la disoccupazione. Me lo conferma?
Cara Signora Lucia, l’Assicurazione contro la disoccupazione interviene generalmente quando dei lavoratori diventano disoccupati e possono dimostrare di aver pagato i contributi sociali (AVS/AI/IPG e AD) per almeno 1 anno. In funzione, infatti, del periodo contributivo e della presenza di obblighi di mantenimento, variano i giorni di copertura. Per un disoccupato anziano il periodo minimo contributivo per poter percepire le indennità giornaliere è di 1 anno (200 indennità giornaliere). Il massimo poi delle indennità che si possono percepire (520 indennità giornaliere) si ottiene dopo 24 mesi di contribuzione (2 anni). I giovani studenti invece, se non hanno mai lavorato, molto difficilmente possono vantare dei periodi contributivi.
Fatta questa premessa, effettivamente la LADI (legge federale contro la disoccupazione) prevede degli interventi a favore dei giovani appena diplomati o laureati che sono esonerati dagli obblighi contributivi per ragione di formazione scolastica. Interventi che, proprio perché i giovani, per rapporto ai disoccupati anziani, non hanno mai versato i contributi contro la disoccupazione (che vengono prelevati dal salario dei lavoratori) risultano essere inferiori per quanto attiene alla durata e ovviamente all’ammontare. La LADI prevede infatti il versamento di sole 90 indennità giornaliere basate su di un salario medio ipotetico corrispondente alla formazione conseguita.
Considerato che mensilmente le indennità giornaliere consumate variano da 21 a 22 a dipendenza dei giorni che conta il mese in questione, si può affermare che il giovane diplomato disoccupato otterrà un sostegno per poco più di 4 mesi. Per tutto il resto il sistema ed i conteggi sono analoghi a quelli che valgono per un disoccupato anziano e meglio:
a.) Necessità di annunciarsi presso una cassa disoccupazione (la scelta è libera),
b) dal salario medio ipotetico per la formazione conseguita, riconoscimento di un’indennità calcolata sul 70% dello stesso,
c) periodo d’attesa di 120 giorni. Dopo l’annuncio alla cassa ed il primo versamento dell’indennità devono, infatti, trascorrere (120 giorni). Per i disoccupati anziani il periodo d’attesa può variare e a volte dipendere anche dal licenziamento (se avvenuto o meno per colpa del lavoratore)
d) apertura di un termine quadro di 2 anni (trattasi del periodo massimo per la riscossione delle prestazioni)
In merito a questo “termine o periodo quadro di 2 anni” e sulla base di alcuni casi che mi è capitato di trattare, vale la pena evidenziare un errore nel quale incorrono molti giovani disoccupati quando ricevono la conferma del versamento delle 90 indennità giornaliere dalla cassa disoccupazione. Per un’infelice formulazione del testo (comune a tutte le casse) viene data l’erronea l’impressione che il contributo per i giovani disoccupati verrà versato per 2 anni quando in realtà, come visto, sarà versato solo per 4 mesi (o poco più).
A mo’ di conclusione, cara Signora Lucia mi sento di osservare che, pur non essendo la panacea contro ogni male, il contributo versato dalle casse disoccupazione, può aiutare finanziariamente un giovane che fatica a trovare un posto di lavoro e dare un minimo di sollievo per alcuni mesi.
Invito pertanto suo nipote, come pure qualsiasi altro neo diplomato o laureato che fatica, dopo la sudata formazione, a trovare un posto di lavoro, a rivolgersi ad una delle molte casse disoccupazione presenti sul territorio e iniziare questa, tutto sommato, semplice procedura. L’angoscia, perché a volte può proprio essere definita “angoscia” la ricerca di un posto di lavoro, potrà forse risultare meno assillante se alla fine del mese, poco o tanto che sia, viene accreditato qualche soldino sul conto bancario.
Di Mauro Trentini



