Amarezza tra i Lucani nel mondo: “La nuova legge è il funerale della nostra rappresentanza”

Nel 2024, concludendo il mio comunicato per la Giornata dei Lucani nel Mondo, lo feci con entusiasmo e uno sguardo fiducioso verso il futuro. Speravo non solo in nuove prospettive, ma anche nel superamento dei cinque anni precedenti, che per la Commissione Regionale Lucani nel Mondo (CRLM) erano stati particolarmente sterili.

Il 22 maggio dello scorso anno, la nuova dirigenza della CRLM non si era ancora insediata. Proprio in attesa di quel momento, il morale era alto e il mio messaggio si chiudeva con auspici positivi:

Per concludere degnamente questo importante 22 maggio 2024, che coinciderà presto con l’insediamento della nuova dirigenza della CRLM, è necessario lasciarci alle spalle cinque anni di vuoto istituzionale e di gestione inefficace. Per rimediare, abbiamo bisogno di una figura istituzionale che si occupi di noi Lucani nel mondo in modo costante, per tutta la legislatura. Se queste intenzioni sane, concrete e costruttive troveranno attuazione, potremo guardare con entusiasmo e ottimismo al futuro. Se poi questi auspici saranno condivisi da tutti – Lucani nel mondo, Lucani residenti e Istituzioni – potremo finalmente tornare a respirare un’aria nuova, propizia al rilancio dell’economia regionale e comunale, come avvenne negli anni ’60, ’70, ’80 e ’90. Oggi con una motivazione in più: fermare lo spopolamento silenzioso in atto.”

Purtroppo, il nostro entusiasmo si è infranto a metà giugno 2024, quando si è insediato il nuovo Consiglio Regionale e Marcello Pittella è stato eletto Presidente del Consiglio e, di conseguenza, anche Presidente della CRLM.

Considerata l’esperienza negativa della passata legislatura, avevamo espresso con forza la necessità che non venissero accentrati troppi incarichi in una sola persona. I cinque anni precedenti ci hanno insegnato, a nostre spese, che una gestione disattenta ha penalizzato noi Lucani all’estero e ha avuto ricadute su tutta la regione.

Per questo motivo, abbiamo suggerito al Presidente Pittella di delegare un consigliere regionale di sua fiducia a seguire in maniera continuativa, giorno dopo giorno, le attività della CRLM. Purtroppo, il Presidente non ha mai preso in considerazione questo suggerimento.

A distanza di un anno dal 22 maggio 2024, ci ritroviamo delusi, amareggiati e insoddisfatti per il modo in cui il Presidente Pittella ha impostato il lavoro della CRLM.

L’approvazione della nuova Legge Regionale 11/2025 ha ulteriormente aggravato la situazione, logorando i rapporti con i Lucani nel mondo, in particolare con quelli che vivono all’estero.

Nonostante i proclami del Presidente Pittella, che ama ripetere di voler “costruire ponti e non muri”, la realtà ci mostra l’opposto: sempre più muri e sempre meno ponti.

È giusto che chi legge sia consapevole dei danni che questa gestione sta causando, non solo a noi Lucani all’estero, ma anche ai cittadini lucani che vivono sul territorio regionale.

A tal proposito, segue ora un’analisi più dettagliata:

Primo punto: La Legge Regionale 11/2025 non può essere considerata la legge dei Lucani nel mondo, e tanto meno dei Lucani all’estero. Si tratta, piuttosto, di una legge costruita su misura per l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, e in particolare pensata per il Presidente Marcello Pittella.

Secondo punto: Questa affermazione è confermata dal fatto che l’Esecutivo della CRLM, che fin dalla nascita della Commissione è sempre stato composto da rappresentanti legittimamente eletti dai Lucani all’estero (in rappresentanza dei quattro continenti), è stato radicalmente modificato. Nel tempo si era anche aggiunta la figura del rappresentante delle Associazioni Lucane in Italia. Ora, invece, con la nuova legge, l’Esecutivo è composto esclusivamente da cinque consiglieri regionali, diventando di fatto un duplicato dell’Ufficio di Presidenza.

Terzo punto: Il Presidente Pittella afferma di voler ringiovanire la CRLM, ma nei fatti, con la legge 11/2025, ha eliminato il Forum dei Giovani. Come intenda ringiovanire la Commissione resta un mistero noto solo a lui.

Quarto punto: È stata soppressa anche la figura del rappresentante delle Federazioni all’interno della CRLM, una figura fondamentale che fungeva da ponte tra la Regione e le Federazioni dei Lucani sia all’estero che in Italia.

Quinto punto: Sono stati aboliti gli “Sportelli Basilicata” presso le Federazioni, che rappresentavano un servizio prezioso sia a livello socio-economico che d’immagine per la nostra regione all’estero. Questi sportelli erano anche un punto di riferimento per molti corregionali rientrati in Italia, che cercavano informazioni e supporto.

Sesto punto: È stato introdotto un limite di mandato per i componenti della CRLM, nonostante il nostro impegno sia di natura completamente volontaria. Se si confronta questa norma con lo Statuto della Regione Basilicata e con la Costituzione Italiana, non si trova alcuna disposizione simile. Se davvero tale norma fosse contemplata negli ordinamenti regionale e nazionale, gran parte degli attuali senatori, deputati e consiglieri regionali – per i quali la politica è un mestiere retribuito – non potrebbero più essere in carica. È quindi incomprensibile perché una tale restrizione venga imposta proprio a chi, come noi, opera a titolo gratuito al servizio della propria comunità.

Settimo punto: La L.R. 11/2025 contiene numerosi elementi che potrebbero risultare incostituzionali. Esperti giuridici stanno già esaminando la legittimità della legge.

L’aspetto più sconcertante della Legge Regionale 11/2025 si trova nell’articolo 13, che disciplina le modalità di iscrizione all’albo regionale delle Associazioni e Federazioni. Secondo quanto previsto, chi desidera far parte del mondo dell’associazionismo lucano – sia in Italia che all’estero – è oggi tenuto a presentare un curriculum vitae, come se si trattasse dell’accesso a una grande azienda. Un requisito tanto assurdo quanto scoraggiante.

Se questa disposizione dovesse essere confermata così com’è scritta, il rischio concreto è che le Associazioni Lucane all’estero – e persino quelle in Italia – cessino di esistere. Già oggi è difficile attrarre nuove adesioni, sia da parte dei giovani che delle persone più mature; con simili ostacoli burocratici, sarà praticamente impossibile coinvolgere qualcuno.

Nel ricordare l’importanza simbolica e storica del 22 maggio 2025 come Giornata dei Lucani nel Mondo, non avrei mai voluto commemorare questa data in termini così negativi. Ma sarebbe irresponsabile far finta di nulla e lasciare che uno scempio istituzionale del genere passi inosservato. Speriamo almeno che ci sia ancora spazio per un ripensamento e che qualcuno abbia il coraggio e il buon senso di correggere una legge che, nella sua forma attuale, non rappresenta affatto i Lucani nel mondo.

La sola certezza che questa Legge 11/2025 oggi offre è quella di aver sancito, di fatto, il funerale della Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo.

A questo proposito, rivolgo un appello diretto al Presidente Marcello Pittella, al Presidente Vito Bardi e a tutte le istituzioni che eventualmente parteciperanno alla celebrazione del 22 maggio: vi prego, non prendete in giro noi Lucani nel mondo, né i nostri concittadini in patria. I fatti parlano da soli: mentre con le parole dite di voler costruire ponti, nella realtà non fate altro che erigere muri.

Con la vostra politica avete calpestato la nostra dignità, quella di un popolo – i Lucani nel mondo – che ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo della Basilicata e dei suoi comuni. E cosa avete fatto negli ultimi anni? Avete smantellato, pezzo dopo pezzo, tutto ciò che era stato costruito con pazienza e dedizione in oltre mezzo secolo di impegno da parte delle nostre comunità all’estero e in Italia.

Con atti amministrativi frettolosi e poco ponderati, state smantellando l’unica “industria” che non è mai fallita in Basilicata: quella rappresentata dai Lucani all’estero.
Le nostre rimesse, nei decenni d’oro, sono state la prima voce economica per la Regione e i Comuni. E oggi, grazie al turismo delle radici e al turismo di ritorno, lo siamo ancora.

È giunto il momento di assumervi le vostre responsabilità e di agire con serietà, per evitare che la desertificazione demografica e istituzionale della Basilicata continui a peggiorare.

L’ANCI Basilicata, che fa parte della Commissione Regionale dei Lucani nel Mondo, non può restare in silenzio. È il momento di intervenire. Non farlo significherebbe diventare complici di un sistema istituzionale sempre più autoreferenziale e distante dalla realtà.

Giuseppe Ticchio, Presidente della Federazione Lucana in Svizzera

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