Negli Stati Uniti la Presidenza sta prendendo sempre più le sembianze di un piccolo regno personale, con tanto di Vice-Presidente a fare da cavaliere d’acqua dolce. Ultimo episodio: JD Vance, vicepresidente, ha espresso il desiderio di fare un giro in kayak sull’Ohio. Risultato? Il fiume è stato alzato su misura per lui, perché nulla deve ostacolare i capricci di un importante “nobiluomo” americano. Quando le critiche sono piovute come grandine, il Secret Service ha improvvisamente scoperto che tutto era per “motivi di sicurezza”. Tradotto: sicurezza significa rendere più scenografico il passatempo di un vice.
Ma il kayak è solo il siparietto d’apertura. Il vero show è Donald Trump, che sembra convinto di essere al di sopra di due mandati presidenziali già esauriti. Alla Casa Bianca continua a distribuire cappellini rossi con scritto “Trump 2028”, come se stesse vendendo biglietti per un tour mondiale. Recenti ospiti Democratici hanno ricevuto l’omaggio: lo hanno respinto con la stessa grazia con cui si scarta un gadget di pessimo gusto in un catalogo di cianfrusaglie.
Quando qualcuno ha avuto la brillante idea di ricordargli la Costituzione – che stabilisce chiaramente “due mandati e stop” –, Trump ha risposto con un sorriso da prestigiatore: “Ci sono delle scappatoie… non che le userò, naturalmente”. Tra queste fantasiose “scappatoie” c’è l’idea di candidare Vance, che poi dovrebbe dimettersi per lasciargli il posto. Una trovata geniale, peccato che la Costituzione la vieti persino come sogno ad occhi aperti. Ma leggere le regole non è mai stato il suo forte, e ormai lo sappiamo tutti.
In sintesi: tra fiumi modellati su misura, cappellini da gadget presidenziale e fantasie di successione, la Casa Bianca somiglia sempre più a un teatro comico. Trump dirige lo spettacolo con convinzione, come se il mondo intero fosse lì solo a fare il pubblico applaudente. E noi, invece, osserviamo tra incredulità e ilarità, cercando di capire se ridere o piangere.
Maria Bernasconi

