Curiosando tra i numeri – La popolazione residente in Svizzera

Federico del Cantone di Lucerna è uno dei tanti figli di emigrati, lasciato crescere in Italia con i nonni, che da adulto ha poi raggiunto i propri genitori in Svizzera per lavorarvi anche lui visto che, nel territorio in cui è nato e vissuto in Campania, non è riuscito a trovarvi alcuna opportunità di lavoro. I suoi genitori sono abbonati a L’ECO da molti anni così Federico ne ha approfittato per contattarci alfine di saperne di più della Svizzera e degli stranieri che risiedono in questo Paese, considerato che – in casa e tra i suoi conoscenti – non sempre ne ha sentito parlare positivamente.

Innanzitutto la Svizzera è una Confederazione di Stati (26 Cantoni di cui 6 semi cantoni tra cui Basilea Città/Basilea Campagna, Nidwaldo/Obwaldo, Appenzello Interno/Appenzello Esterno) che hanno una loro ampia autonomia, infatti ogni Cantone ha una sua costituzione, un suo parlamento, un suo governo e suoi organi giurisdizionali. Le lingue nazionali sono quattro: tedesco, francese, italiano, romancio.

Nel 2024 la popolazione residente in Svizzera contava 9’048’900 abitanti (826’700 persone di nazionalità elvetica risiedevano all’estero, cioè la così detta Quinta Svizzera), superando così per la prima volta la soglia dei 9 milioni di abitanti (86’600 persone in più rispetto al 2023). La popolazione straniera è aumentata più rapidamente di quella di nazionalità svizzera (più 2,5% contro lo 0,4%) così, al 31.12.2024, il numero degli stranieri che risiedevano in modo permanente in Svizzera aveva raggiunto quota 2’478’700, ovvero il 27,4% della popolazione elvetica e di questi il 67% erano cittadine e cittadini dell’UE/AELS e il 33% di Stati terzi. La comunità italiana nella Confederazione – ammontante a 639’000 persone (compresi i doppi cittadini) – è la più numerosa tra quelle straniere. Tuttavia l’immigrazione in Svizzera, nel 2024, è diminuita dopo aver raggiunto un picco storico nel 2023, anno in cui il numero di immigrati era stato particolarmente importante soprattutto per il fatto che le persone provenienti, come rifugiate, dall’Ucraina – che in Svizzera avevano ottenuto inizialmente uno statuto di protezione S – sono state poi conteggiate nella popolazione permanentemente residente. Infine, ancora nel 2024, la Svizzera ha registrato 78’000 nuove nascite (meno 2,5% rispetto al 2023) con un calo demografico sempre più marcato di anno in anno in rapporto alla popolazione residente a fronte di un numero di decessi (71’800) più o meno stazionario in un Paese dove le speranze di vita sono di 86 anni per le donne e 82,5 anni per gli uomini.

A riguardo, poi, del “sentiment” degli elvetici nei confronti degli stranieri, oggigiorno non è certamente più quello che vi era in Svizzera nei decenni a seguire la fine della Seconda guerra mondiale, in particolare nei confronti degli italiani, per cui quello citato da Federico è un ricordo di quei tempi, certamente brutti tempi per gli emigrati italiani. A questo proposito cade a puntino una frase detta recentemente a Zurigo dal generale Roberto Vannacci, oggi parlamentare europeo per la Lega, in occasione della presentazione di un suo libro e riportata dai media elvetici che mi sembra utile ricordare «Gli italiani in Svizzera? Immigrati regolari, col permesso di soggiorno che producono e lavorano. Infatti, di loro, gli svizzeri sono molto contenti». Certamente una considerazione del tutto condivisibile ma, probabilmente, l’onorevole Vannacci intendeva riferirsi all’oggi ignorando – con tutta probabilità (?) – come venivano considerati gli immigrati italiani dagli svizzeri fino agli anni ’70 del secolo scorso quando, in questo Paese, “immigrato” era allora sinonimo di “italiano” e si tenevano frequenti referendum lanciati dalla destra xenofoba elvetica per cacciare dalla Svizzera gli immigrati (italiani). Un clima che sicuramente ha ispirato, a quell’epoca, la nascita della LEGA NORD nel varesotto in Italia, ossia il movimento/partito al quale ha aderito recentemente anche il generale!

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