Una buona notizia per molte famiglie italiane residenti all’estero. Le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento al decreto “Milleproroghe” che estende di tre anni il termine per l’iscrizione presso i Consolati dei figli minorenni nati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa sulla cittadinanza.
La scadenza, inizialmente fissata al 31 maggio 2026, viene così posticipata al 31 maggio 2029.
Chi riguarda la proroga
Il provvedimento interessa i figli minorenni di cittadini italiani residenti all’estero che devono essere iscritti presso il Consolato competente per regolarizzare o confermare la propria posizione rispetto alla cittadinanza italiana.
Si tratta di una misura particolarmente rilevante per le comunità italiane nel mondo, dove i tempi amministrativi e le difficoltà legate alle procedure consolari possono talvolta rendere complessa la gestione delle scadenze.
Un emendamento bipartisan degli eletti all’estero del PD
L’emendamento porta la prima firma dell’onorevole Fabio Porta ed è stato sottoscritto da tutti i parlamentari eletti all’estero del Partito Democratico, tra cui Nicola Carè.
«È un risultato concreto – ha dichiarato Carè – che risponde alle esigenze delle famiglie italiane nel mondo, concedendo un margine temporale adeguato per completare le procedure consolari senza il rischio di penalizzazioni. Abbiamo ritenuto doveroso intervenire per garantire certezza dei diritti e continuità del legame con l’Italia».
Perché è importante
La proroga rappresenta una tutela concreta per le nuove generazioni nate all’estero. In molti Paesi, compresa la Svizzera, i Consolati registrano un numero elevato di pratiche e tempi di attesa non sempre brevi. Estendere la scadenza significa:
- evitare il rischio di irregolarità involontarie
- garantire continuità nei diritti di cittadinanza
- offrire alle famiglie maggiore serenità nella gestione delle procedure
L’iter parlamentare
Il decreto “Milleproroghe” dovrà ora essere sottoposto al voto di fiducia alla Camera e successivamente trasmesso al Senato per la conversione definitiva in legge.
Solo dopo questo passaggio la proroga diventerà pienamente operativa.

