Bruna Piccirillo – costruire un futuro senza barriere

In prima linea per i diritti del migranti.

Prima di tutto congratulazioni per la tua recente conferma alla Presidenza della Commissione Migrazione del Sindacato Syna. Com’é arrivata questa nuova responsabilità e in quale occasione?

Grazie. Durante il periodo della pandemia, ho notato che, nonostante le difficoltà, ho continuato ad impegnarmi attivamente nel supporto della comunità degli immigrati di Rapperswil, dove io vivo. Mentre la commissione, purtroppo, si era dovuta fermare. Una
stimata collega, Diana, ha osservato il mio costante impegno e, scherzando, mi ha suggerito di considerare una candidatura a livello nazionale. Inizialmente, ho accolto l’idea con scetticismo, ma poi ho riflettuto sul significato profondo di questa proposta. Il mio motto é sempre stato: “Se vuoi che qualcosa cambi, sii tu stesso il primo cambiamento”.

Questa filosofia mi ha portato a riconoscere |’importanza di assumere un ruolo attivo e responsabile. Pertanto, ho deciso di presentare la mia candidatura per la presidenza ad interim, con l’intento di contribuire in modo significativo e positivo. Il 26 ottobre, in occasione della conferenza che si é tenuta a Olten, sono stata confermata alla Presidenza
della Commissione Migrazione.

Da quanto tempo lavori presso il Sindacato Syna?

Ufficialmente da 4 anni ma precedentemente ero già socia e persona di fiducia e attiva nel movimento sindacale.

Anche se potrebbe essere facile intuirlo, di cosa si occupa nel dettaglio la Commissione Migrazione?

La Commissione dell’immigrazione si dedica alla promozione e alla tutela dei diritti di tutti gli immigrati a livello nazionale. Tra le nostre priorità ci sono questioni cruciali come il ricongiungimento familiare, il supporto alle assicurazioni sociali ecc ecc.

Durante la recente conferenza, abbiamo istituito diversi gruppi di lavoro per affrontare tematiche specifiche:

1. Stop all’aumento delle casse malati: Vogliamo cercare di contenere l‘aumento dei costi delle assicurazioni sanitarie. Purtroppo. a subire spesso le conseguenze di questi aumenti sono le famiglie e i pensionati.

2. Migrazione e integrazione: L’integrazione degli immigrati nella società svizzera, con i corsi di tedesco che offriamo da tempo, far si che anche i diplomi europei siano accettati evitando trafile e costi alti ecc. ecc.

3. Diritto alla naturalizzazione: Promuovere il diritto alla naturalizzazione, con particolare attenzione a chi è nato in Svizzera, abbattere i costi e anche determinate discriminazioni.

4. Miglioramento del sindacato: Identificare come il nostro sindacato possa rafforzare la protezione dei di ritti delle lavoratrici e dei lavoratori. A partire dal 2025, ci dedicheremo con impegno a queste iniziative, emerse come priorità nelle richieste della comunità in un recente sondaggio. Siamo determinati a dare ascolto a queste istanze, per garantire un futuro migliore a tutti gli immigrati.

Parlaci un po’ di te. Quando sei arrivata in Svizzera? Qual è stata la tua esperienza personale come migrante e quali sono state le maggiori difficoltà che hai dovuto affrontare Come le hai superate?

Nel 2008, all’età di 27 anni, durante una vacanza in Svizzera, ho preso una decisione che avrebbe cambiato per sempre il corso della mia vita. Affascinata dalla cultura e dalle opportunità che questo Paese offriva, ho accettato una proposta di lavoro improvvisa. Non conoscevo la lingua, le  usanze o le complessità che mi aspettavano, ma ero determinata a sfruttare questa occasione. Quel passo audace ha segnato l’inizio di un cammino fatto di sfide e sacrifici. Ho perso mio padre. Ho cresciuto il mio primo figlio da sola fino ai suoi quattro anni, Nel frattempo, ho subito diverse forme di discriminazione legate  al mio ruolo di madre e dal fatto di essere straniera. Spesso ho abbassato la testa, rimanendo in silenzio… Ad un certo punto ho scelto di trasformare ogni difficoltà in un’opportunità per crescere e, soprattutto, per fare la differenza.

Con dedizione e passione, ho iniziato a sostenere le comunità vulnerabili: ho difeso i diritti dei migranti, delle donne e delle madri che affrontano ingiustizie, discriminazioni e violenze psicologiche. Ogni piccolo gesto mi ha arricchita profondamente, insegnandomi che, nonostante le difficoltà, possiamo sempre essere quella mano che solleva chi ne ha bisogno. Sono mamma  di 3 bambini, e se ho deciso di non mollare mai, nonostante mi sentissi stanca, è grazie a loro che sono la  mia vita. Conosco bene cosa significa sentirsi esclusi, ignorati o giudicati, sia per le proprie origini che per la mancanza iniziale di conoscenza della lingua. La discriminazione e l’ingiustizia possono essere devastanti. Ci sono state volte in cui ho temuto di crollare. Ma ogni volta ho trovato la forza di rialzarmi. La mia è la storia di chi non si arrende, di chi non accetta l’ingiustizia come risposta definitiva.

Quali sono i tuoi obiettivi come presidente della Commissione Migrazione?

Sono solo all’inizio del percorso, ma il mio intento è quello di costruire ponti e fare in modo che lo scambio culturale, indipendentemente dal colore della pelle o dalla nazionalità, diventi segno di intelligenza e rispetto. Dobbiamo abbattere insieme tutte le  barriere del razzismo. Deve ritornare il vero movimento sindacale dove ogni passo dovrà far rumore, dove ogni voce dovrà essere ascoltata, e dove ogni mano stringerà l’altra mano!

Fortunatamente, posso contare sul grande supporto dei miei colleghi della commissione e del direttivo, e desidero cogliere l’occasione per ringraziarli  personalmente e pubblicamente. Rebetez Veronique lavora nel Syna da tanti anni, oggi è una delle donne del  direttivo e si occupa della politica sociale sindacale: una grande donna che ammiro tantissimo per la sua professionalità e determinazione. 

Il collega Michele Paternostro, lavora da  più di 20 anni come segretario regionale nel nostro sindacato: è un grande punto di riferimento per gli abitanti di Lucerna. Donato Saturnino, vicepresidente della commissione, socio di base da anni e sempre attivo e pronto a difendere i diritti dei migranti. Manuel Jassi, anche lui socio di base e presidente della sezione immigrati Zurigo, è un uomo che si batte per i valori e i diritti di tutti. E infine tutti i colleghi e soci di base della commissione. Un grande GRAZIE!

Che consiglio daresti a chi oggi sta affrontando un percorso simile al tuo?

Di non mollare! Le difficoltà sono tante, ma se abbassiamo la testa ci calpesteranno, quindi non vi arrendete e ricordatevi sempre che siete esseri umani e meritate rispetto!

Vuoi aggiungere qualcosa per i nostri lettori?

Probabilmente chi oggi sta leggendo questa intervista avrà forse vissuto anche i famosi anni duri: gli anni della famosa valigia di cartone, dei bambini nascosti, gli anni in cui gli italiani non avevano diritti ma dovevano abbassare la testa, rimanere in silenzio e lavorare…. perché questo era quello che qui interessava, le braccia… Io abbraccerei uno ad uno chi ha patito la fame, chi ha avuto la schiena a  pezzi e tutti quei figli che hanno sofferto così tanto perché non avevano diritto di stare con i loro genitori, di vivere serenamente la loro l’infanzia, giocare liberamente, sorridere, studiare…

Raccontate le vostre storie,anche se segnate dal dolore, perché nel tempo avete contribuito a costruire un futuro migliore. I giovani di oggi devono conoscere il passato e la storia per comprendere e  rendere omaggio a coloro che, con coraggio, hanno lottato affinché tutti noi potessimo godere della libertà tanto desiderata. I ragazzi di oggi non dovrebbero mai dare nulla per scontato. Io sono aperta ad ascoltare e ad aiutare chi ne ha bisogno. Uniti possiamo essere forti!

A cura della Redazione

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