Siamo in piena stagione estiva e mentre cerco di crogiolarmi al fresco nella mia casa in Garfagnana, una valle che si insinua tra le Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano percorsa dal fiume Serchio, mi torna alla mente quando molti paesini disseminati lungo le pendici di queste montagne (come certamente a quell’epoca accadeva anche in altre regioni italiane) si rianimavano di villeggianti – ovvero interi nuclei familiari, tra nonni/figli/nipoti, che magari si alternavano durante il loro soggiorno – provenienti da varie città e località della Toscana alla ricerca del fresco estivo: lucchesi (di Lucca Fora e Lucca Drento), pisani, livornesi e fiorentini che alloggiavano, anche per un mese se non addirittura per l’intera stagione estiva, in piccole pensioni o alberghi oppure in alloggi presi in affitto.
Villeggianti che noi giovani indigeni individuavamo per il loro diverso idioma che, pur “toscano”, si caratterizza da provincia a provincia e che, in genere, ritornavano ogni estate per molti anni consentendo a noi giovani di intrecciare amicizie, anche amorose, che qualche volta si concludevano pure con un matrimonio.
Nel contempo le famiglie di questa vallata che, ovviamente, potevano permetterselo finanziariamente andavano in villeggiatura al mare in Versilia, soprattutto a Viareggio una località facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. Anche in questo caso alloggiando in piccole pensioni ma per lo più affittando degli alloggi per un mese in cui si alternavano spesso interi nuclei familiari. Mentre i più sfortunati di noi giovani, che eravamo costretti a restare nei nostri paesi per tutto il periodo estivo e delle vacanze scolastiche, non restava altro che approfittare di vivere vicino al fiume Serchio, o di qualche suo affluente, per trascorrervi interi pomeriggi appropriandoci dei suoi rari arenili.
Un vantaggio questo che ha consentito a (quasi) tutti noi giovani cresciuti lungo il fiume di imparare a nuotare, una possibilità che molti giovani dell’epoca – in assenza di piscine – non hanno avuto vivendo lontani da un corso d’acqua. Ricordi degli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso di quando, appunto, chi poteva permetterselo andava in “villeggiatura”, per periodi più o meno lunghi, riempiendo questi villaggi collinari o di montagna come pure molte località marittime. Anni in cui per gran parte degli italiani, per allontanarsi da casa, si doveva fare il servizio militare che aveva il pregio di far conoscere altre città e regioni italiane, oppure per motivi lavorativi spesso emigrando all’estero.
Poi anche in Italia si è cominciato ad assaporare il benessere: il mondo del lavoro ha visto inserirsi sempre più donne con la conseguenza che anche i nuclei familiari, un tempo composti da tre generazioni, si sono ridotti a due con la scomparsa della figura dei nonni collocati in strutture per anziani se non addirittura nuclei limitati alla solo coppia (coniugi o conviventi che siano) essendo i figli divenuti, ormai, sempre più rari alle nostre latitudini; l’automobile è divenuta un mezzo di trasporto personale sempre più diffuso che ha consentito di spostarsi facilmente in località più lontane di quelle precedentemente frequentate scoprendo nuove località marittime o di montagna; l’Italia – per molti – è divenuta sempre più stretta e si è iniziato a spostarsi fuori dai confini nazionali per trascorrervi le vacanze, approfittando magari dei sopraggiunti voli low cost che da qualche lustro popolano i nostri cieli. Così che la vecchia ed agognata “villeggiatura” di un tempo, oggi, è divenuta un lontano ricordo, una parola che per i nostri giovani non ha addirittura alcun significato!
Per approfondire:
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Fiume Serchio – Wikipedia
? https://it.wikipedia.org/wiki/Serchio -
Viareggio e la Versilia – Touring Club Italiano
? https://www.touringclub.it/destinazione/versilia



