Benedetta Romagnoli, Console a Basilea

La Console a colloquio con la nostra redazione

Grazie per prendersi il tempo e rivolgersi direttamente tramite la nostra rivista ai numerosi connazionali. In molti riponiamo in lei con profonda stima la speranza di rinnovamento, snellimento dei servizi burocratici, cambiamenti sostanziosi e concreti a sostegno e soprattutto a tutela delle nostre radici italiane e dell’italianità in Svizzera.

Con quale mandato ufficiale, obiettivi personali e professionali si è insediata il 2 maggio 2023?

Prima di tutto, vorrei ringraziare la redazione dell’Eco per questa opportunità di confronto e dialogo con le lettrici e i lettori.

Il mio mandato ufficiale ha avuto inizio, come lei giustamente ricorda, il 2 maggio 2023. Come ho avuto modo di scrivere nel mio messaggio di augurio alla comunità, il 1° giugno 2023, per me è un grande onore essere a servizio della numerosa collettività di questa circoscrizione consolare (oltre 112.000, con un incremento del 10,2% rispetto al 2019) e del nostro Paese.

L’obiettivo personale che mi muove è quello della cura e della vicinanza alle esigenze delle connazionali e dei connazionali. Devo confessarle che mi emoziono ogni volta che, in occasioni ufficiali, vengo presentata come “la nostra Console”. Quanto agli obiettivi professionali, il mio auspicio è quello che il Consolato d’Italia a Basilea torni a rappresentare un punto di riferimento per la comunità. Per questo, ho deciso di investire su due strumenti: il dialogo diretto con le persone e una forte attenzione sui servizi.

Quali azioni ha messo in atto per incentivare la parità di genere all’interno del Consolato e quali sono le maggiori difficoltà che lei ha incontrato?

Prima di tutto, relativamente a questo tema, vorrei ricordare ed esprimere la mia solidarietà a tutte le donne che in Italia, in Svizzera e nel mondo, sono state e sono tutt’ora vittime di violenza. Il Consolato di Basilea, insieme alla Farnesina e a tutta la rete diplomatico­-consolare, ha aderito all’appello delle Nazioni Unite “Orange the world”, una campagna per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della lotta alla violenza contro le donne.

Quanto alla sua domanda sulle azioni messe in atto per incentivare la parità di genere all’interno del Consolato, sono molto orgogliosa di dirigere una struttura all’interno della quale c’è un perfetto equilibrio di genere. È un dato oggettivo, che però va tradotto in azioni concrete e quotidiane per incentivare la parità, nel rispetto delle diversità che caratterizzano ogni essere umano.

La domanda che lei mi ha posto affronta un tema complesso e molto delicato, al quale tengo particolarmente. Per questo, mi impegno con lei a tornare sull’argomento in modo più approfondito: purtroppo, la violenza di genere assume diverse sfaccettature che meritano di essere affrontate singolarmente.

Purtroppo il Consolato di Basilea e tutta la rete consolare in Svizzera hanno ricevuto una critica mediatica molto negativa. Lei ha avuto modo di replica? Desidera commentare i fatti con dati alla mano?

La ringrazio per questa domanda: credo fermamente nella libertà di espressione e rispetto il lavoro dei giornalisti che danno voce ai loro lettori. Allo stesso tempo, occorre anche contrastare la disinformazione e limitare gli effetti di affermazioni che, se decontestualizzate, rischiano di essere fuorvianti.

Per quanto riguarda la critica mediatica rivolta alla rete consolare italiana in Svizzera, l’Ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha risposto con una lettera aperta*, ripresa da diverse testate il 22 gennaio 2024. Non ho altro da aggiungere rispetto a quanto scritto dall’Ambasciatore.

Veniamo al Consolato di Basilea. Ho avuto modo di interloquire con alcuni giornalisti ai quali ho fornito dati oggettivi: nell’ultimo anno, il Consolato sta portando avanti un “processo virtuoso” – così lo ha definito il Direttore Generale per gli Italiani all’estero della Farnesina, Luigi Maria Vignali.

È un processo che ci ha portato a processare tutti gli arretrati, a riattivare il centralino telefonico, a creare una linea telefonica dedicata alle categorie più fragili. Gli sportelli per i passaporti e per le CIE (Carta di Identità Elettronica) sono raddoppiati e i numeri sono incoraggianti: le emissioni medie mensili di passaporti, nel 2024, sono aumentate del 45% rispetto al 2023. Per quanto riguarda le CIE, l’aumento è del 20%. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento, questo non posso negarlo, ma con certezza posso affermare che siamo sulla buona strada.

Molte e molti rappresentanti della collettività lamentano l’assenza del Consolato ­ mancanza di edifici, soppressione di servizi ponte tra la realtà in loco e quella di provenienza ­ come punto di sostegno culturale e sociale all’interno della circoscrizione. Come si sta muovendo in questo settore?

Posso rispondere con una sola parola: presenza. In questo primo anno, mi sono personalmente recata in tutti i Cantoni della circoscrizione consolare, accettando gli inviti che la collettività mi ha cortesemente rivolto. Allo stesso tempo, ho avuto modo di conoscere le realtà associative locali e l’eccellente lavoro di aggregazione che svolgono.

A questo proposito, vorrei condividere alcune osservazioni. La prima è che è in atto un processo di cambiamento a livello sociale, che riguarda tutti, non solo noi italiani. Il senso di solitudine che spesso percepiamo è dovuto a trasformazioni profonde del modo di vivere e di relazionarsi delle comunità.

Inoltre, anche le dinamiche migratorie sono profondamente cambiate: nel corso degli anni, la collettività italiana si è sempre più integrata nel contesto svizzero. Sono circostanze molto complesse che non possono essere ricondotte solamente a delle mancanze da parte del Consolato. Occorre leggere la realtà e fare del nostro meglio nelle diverse condizioni in cui ci troviamo a vivere e ad operare.

Quali sono le collaborazioni tra l’Istituto italiano di Cultura a Zurigo e il Consolato di Basilea?

L’Istituto di cultura italiano in Svizzera è a Zurigo, ma l’eccellente lavoro svolto dalla struttura e dal Direttore Francesco Ziosi è al servizio di tutta la rete diplomatico-­consolare italiana in Svizzera. Collaboriamo costantemente per offrire ai connazionali un’offerta culturale inclusiva e di qualità. Le faccio solo due esempi: grazie all’Istituto di cultura di Zurigo siamo riusciti ad organizzare un bellissimo concerto dedicato al cinema italiano, proprio in occasione delle celebrazioni per la Festa della Repubblica.

Inoltre, sempre grazie alla collaborazione dell’Istituto, alcuni dei Direttori dei principali musei italiani di arte contemporanea parteciperanno ad un programma dedicato durante la settimana di “Art Basel”, con l’obiettivo di creare sinergie e progetti che speriamo possano contribuire allo sviluppo di questo importante settore in Italia e all’estero.

Chi definisce e assegna e secondo quali criteri il budget culturale e come si può ottenere?

Da diversi anni il MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale) ha avviato una strategia che viene definita di “promozione integrata”. Come ha affermato il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista lo scorso 29 maggio, “la nostra identità culturale è una delle risorse più potenti che abbiamo, ovunque nel mondo c’è voglia di Italia”.

Per questo, ogni anno tutte le sedi diplomatico-­consolari, coordinate dalla Farnesina, definiscono un programma di iniziative per far conoscere e promuovere le eccellenze italiane in ambito culturale, scientifico e tecnologico. I fondi vengono assegnati alle Sedi dal Ministero sulla base di proposte dettagliate e concrete che vanno poi a definire la programmazione annuale. La tematica del rilascio dei documenti di viaggio (passaporti e carta di identità elettronica) rimane di urgenza attuale.

Dopo l’intervento di inizio febbraio 2024 del Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, lei ha assunto a tempo determinato di sei mesi, quindi fino a dicembre 2024, tre nuovi dipendenti per far fronte allo snellimento burocratico delle pratiche dei passaporti e carte d’identità elettroniche. Cosa succede dopo questi sei mesi? Quali sono le informazioni che desidera comunicare alle connazionali e ai connazionali su questo tema?

Il nodo delle risorse umane è di cruciale importanza per migliorare l’erogazione dei servizi consolari. Attualmente, a Basilea, il rapporto tra personale e utenza è di circa 1 a 8000. Sono numeri che fanno riflettere e vorrei ringraziare le dipendenti e i dipendenti del Consolato per la loro professionalità e per il loro impegno. Desidero inoltre ringraziare l’Amministrazione, che sta dando attenzione e sostegno al Consolato per aumentare il numero di risorse umane a disposizione.

La nostra gratitudine va sentitamente al Direttore Generale per gli italiani all’estero e le politiche migratorie, Luigi Maria Vignali, che con la sua visita ha dato un impulso fondamentale al lavoro della struttura. I tre impiegati a tempo determinato assumeranno le loro funzioni entro l’inizio di luglio 2024, con contratti a tempo determinato della durata di sei mesi. Sono certa che queste nuove risorse daranno un contributo fondamentale al percorso “virtuoso” del Consolato.

Di quale supporto e sotto quale canale di scambio avrebbe bisogno lei per poter adempiere con risultati positivi il suo mandato? In questo senso vorrebbe lanciare un appello, una richiesta alle nostre lettrici e ai nostri lettori e a chi vivamente desidera apportare una miglioria collettiva?

Certamente: sono lieta di farlo a pochi giorni dalla ricorrenza del “78° anniversario della proclamazione della Repubblica”, un momento importante per la collettività in occasione del quale tutte e tutti ci uniamo per festeggiare il nostro Paese. Il messaggio di augurio che vorrei inviare alle lettrici e ai lettori è quello di continuare a sentire fortemente il senso di appartenenza ad una comunità, che ho l’onore di rappresentare in questa circoscrizione consolare. Auspico che le connazionali e i connazionali che leggeranno questa intervista possano tornare a riconoscersi parti attive del processo di miglioramento che è in atto presso il Consolato d’Italia a Basilea.

C’è molta necessità di dialogo e di trasparenza, dato che il Consolato Italiano di Basilea non si riduce al rilascio di passaporti e carte di identità. Vogliamo fare il punto della situazione e possibilmente presentare dei risultati e/o delle nuove proposte/visioni prima di Natale 2024?

Con grande piacere!

*La presa di posizione dell’Ambasciatore Cornado è stata pubblicata integralmente dal Caporedattore tio­-20 minuti, di Sal Feo, il 22 gennaio 2024 su Ticinonline.

Di Graziella Putrino

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