Nella prima parte abbiamo ricordato il mondo in cui sono cresciuti i “Baby boomer”: un’Italia fatta di sacrifici, povertà dignitosa, ingegno e solidarietà familiare. Ma cosa è accaduto dopo? Siamo davvero passati dalla fatica al Bengodi? Riprendiamo il filo del racconto.
NATI NEL BENGODI
Certamente difficile credere a questi racconti di vita vissuta dei “Baby boomer” da parte dei figli che non hanno conosciuto quel mondo essendo nati e cresciuti in un epoca che, sia pure gradatamente, ha consentito loro – e ancor di più da parte dei nipoti – di godere di un benessere sempre crescente:
– ogni occasione è buona per i bambini per ricevere dei doni, oggi, soprattutto tecnologici con compleanni festeggiati in luoghi sorti ad hoc per loro (gonfiabili, parco giochi) oppure in pizzerie o ristoranti insieme ad amichetti e compagni di scuola;
– molti giovani studiano fino alla maturità o università evitando l’apprendistato in lavori manuali, peraltro molto ricercati e premianti per la vita lavorativa futura ma ritenuti lavori umili e quindi esercitati sempre di più (fortunatamente) dai giovani immigrati;
– gli accoppiamenti amorosi ormai avvengono alla luce del sole (madri, zie, sorelle tutte disoccupate!) e magari per iniziativa delle femmine al contrario del passato;
– i matrimoni religiosi sono un antico ricordo, oggi ci si accompagna o, al massimo, si opta per un matrimonio civile e questi riti vengono: preceduti dai così detti “addio al celibato”, tenuti separatamente dai contraenti, in ristoranti di grido e talvolta in località famose sia in Italia che in Paesi esteri e poi “matrimoni” festeggiati in locali alla moda con viaggi di “nozze” di qualche settimana in giro per il mondo;
– famiglie composte non più da tre generazioni bensì, sempre più spesso solo dalla coppia poiché i figli sono diventati una rarità ed i familiari anziani, non più autonomi, collocati in case di riposo;
– le abitazioni sono diventate un rifugio caldo o fresco a seconda delle esigenze stagionali e sempre più strette per tutta una serie di elettrodomestici più o meno utili con delle stanze da bagno (altro che latrine!) dotate di acqua fredda/calda, doccia/vasca, lavabo, bidet, wc anche supertecnologici e carta igienica per ogni gusto;
– ognuno in famiglia ha un suo telefonino e la sua auto personale, nonché tutta una serie di scarpe: da casa, da passeggio, da ginnastica, da trekking, da mare, da ballo;
– si festeggia ogni tipo di ricorrenza: battesimo, cresima e comunione per i figli nelle famiglie cattoliche, compleanni, nozze di ogni metallo prezioso;
– le vacanze, i “ponti” non servono più per riposarsi ma per viaggiare in giro per l’Italia o all’estero;
– nelle abitazioni è sempre più frequente trovarvi un amico a quattro zampe che, ovviamente, non viene nutrito con gli avanzi della cucina bensì con tutta una serie di leccornie di quelle pubblicizzate quotidianamente dalle reti tv e che trovano sempre più spazio negli scaffali dei supermercati a scapito dei prodotti per l’infanzia ormai meno ricercati.
CHISSÀ COSA RISERVERÀ IL FUTURO
In poche parole per renderci conto di come sia cambiato il mondo nell’arco di tempo della generazione “Baby boomer” basti pensare che negli anni del Dopo guerra: si soffriva la fame ed una fetta di pane anche senza companatico, magari mangiata con un frutto, era tutta grazia di Dio, oggi si è alla ricerca della dieta migliore per perdere peso; si sudava per guadagnarsi la “pagnotta” ed oggi si va in palestra per sudare a pagamento; si emigrava alla ricerca di un lavoro e l’unico collegamento con la famiglia in Italia era una lettera, con i suoi tempi più o meno lunghi, oppure un telegramma mentre oggi c’è internet, il telefonino e le video chiamate che rendono meno amara la lontananza. Chissà di cos’altro saranno testimoni le attuali e future generazioni. Peccato non esserci più per scoprirlo!
P.S. – Evidentemente non si deve mai generalizzare per cui non tutti i testimoni del tempo andato e attuale sono annoverabili in un’unica categoria sociale ovvero tra i poveri, i meno abbienti, gli abbienti, ed i ricchi per cui il loro vissuto può avere avuto, ed avere, anche esperienze diverse da quelle descritte, cioè anche peggiori o migliori.
Per chi si fosse perso l’inizio, qui la prima parte dell’articolo.

