Professionista over 60 al lavoro in un ufficio con vista sulla città di Berna e sul Palazzo federale svizzero

Riforma AVS 2030: nessun aumento dell’età pensionabile

Il Consiglio federale svizzero ha deciso di non aumentare, almeno per ora, l’età di pensionamento nell’ambito della riforma AVS 2030. Una scelta che rassicura molti lavoratori, ma che non significa affatto che tutto resterà invariato. La nuova strategia punta infatti a incentivare chi lo desidera a proseguire l’attività professionale anche dopo i 65 anni, nel tentativo di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale svizzero nei prossimi decenni.

La pressione sull’AVS continua infatti ad aumentare. Da un lato pesa l’invecchiamento della popolazione, dall’altro l’arrivo all’età pensionabile della generazione del “baby boom”. Per questo motivo il Governo federale ha avviato la consultazione sulla riforma AVS 2030, che mira a mantenere stabile il primo pilastro almeno fino al 2040.

Tra le misure principali figura l’aumento della franchigia per chi continua a lavorare oltre l’età di riferimento: il limite dei redditi esentati dai contributi AVS dovrebbe salire dagli attuali 16.800 franchi annui a oltre 22.000 franchi. Inoltre, verrebbe eliminato il limite dei 70 anni per migliorare la propria rendita AVS, permettendo quindi una maggiore flessibilità a chi sceglie di restare attivo professionalmente più a lungo.

Il Governo intende anche rendere più equo il sistema contributivo, chiedendo maggiori contributi ad alcuni lavoratori indipendenti con redditi elevati e intervenendo sui dividendi considerati eccessivi rispetto al salario dichiarato. Secondo le stime federali, queste misure potrebbero generare circa 600 milioni di franchi supplementari ogni anno fino al 2040.

Resta però aperta la questione del finanziamento della tredicesima rendita AVS, approvata dal popolo svizzero ma ancora al centro del dibattito politico. Se il Parlamento non troverà una soluzione stabile, il Consiglio federale non esclude ulteriori interventi, compreso un possibile aumento dell’IVA.

La riforma entrerà ora nella fase di consultazione, che durerà fino a settembre. Il tema delle pensioni continua dunque a dividere la politica e l’opinione pubblica: da una parte c’è chi chiede maggiore sicurezza per le future generazioni, dall’altra chi teme che lavorare più a lungo possa diventare, nel tempo, quasi una necessità più che una scelta.


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