Polizia davanti alla stazione di Winterthur dopo l’aggressione con coltello che ha ferito tre persone nel Canton Zurigo.

Paura a Winterthur: uomo accoltella tre persone vicino alla stazione

Attacco a Winterthur: secondo quanto riportato da diversi media svizzeri, momenti di forte tensione si sono verificati giovedì mattina a Winterthur, nel Canton Zurigo, dove un uomo armato di coltello ha aggredito alcuni passanti nei pressi della stazione ferroviaria.

L’attacco è avvenuto poco dopo le 8.30 in una zona particolarmente frequentata da pendolari, studenti e lavoratori. Secondo diversi testimoni oculari, l’aggressore avrebbe gridato ripetutamente “Allah Akbar” durante l’assalto.

Le persone ferite sono tre uomini cittadini svizzeri di 28, 43 e 52 anni. Uno di loro, colpito alla coscia, è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza e rimane ricoverato in ospedale. Gli altri due avrebbero riportato ferite meno gravi e sarebbero già stati dimessi o in via di dimissione.

L’aggressore è stato arrestato pochi minuti dopo l’attacco dalla polizia cantonale zurighese. Si tratta di un uomo di 31 anni con doppia nazionalità svizzera e turca, già noto alle autorità. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, nel 2015 era stato segnalato per presunti legami con ambienti vicini allo Stato islamico e per diffusione di propaganda jihadista.

Un dettaglio che sta facendo discutere riguarda il fatto che il 31enne sarebbe uscito soltanto il giorno precedente da una struttura psichiatrica, dove era stato ricoverato dopo essersi presentato spontaneamente alla polizia alcuni giorni prima. Secondo le autorità sanitarie, era stato giudicato non più pericoloso.

Durante l’aggressione era presente anche una scolaresca. Alcuni media locali riferiscono che un’insegnante si sarebbe frapposta tra l’uomo armato e gli alunni per proteggerli, evitando probabilmente conseguenze ancora più gravi.

Nel pomeriggio il responsabile della sicurezza del Canton Zurigo, Mario Fehr, ha definito quanto accaduto “un atto terroristico”, annunciando che il Cantone chiederà una condanna per tentato omicidio e la successiva espulsione dell’aggressore.

L’episodio ha provocato forte impressione in tutta la Svizzera e riapre il dibattito sulla sicurezza negli spazi pubblici, sulla gestione dei soggetti radicalizzati e sul coordinamento tra autorità sanitarie e forze dell’ordine.


Scopri altre notizie nella rubrica Attualità de L’ECO

 

Condividi questo articolo su:

Articoli correlati

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL