È una storia che si ripete: chi sta al potere, o chi gli sta vicino, a volte sembra giocare con regole diverse. Parliamo di quei momenti in cui politici e i loro familiari evitano le code, i ritardi e, in generale, le scocciature che capitano a tutti noi. Questo strano mix tra potere e vita di tutti i giorni ci fa spesso sorridere amaramente.
L’ultimo esempio arriva dall’aeroporto. Qui, la moglie del Ministro D’Urso è passata davanti a tutti all’imbarco. Immaginatevi: centinaia di persone in fila e lei che, con fare deciso, si presenta direttamente in testa. Il Ministro ha detto che non è stata maleducazione, ma che sua moglie ha agito così per via di minacce ricevute, per scappare via il più in fretta possibile. Una sorta di scena da film d’azione in aeroporto, insomma.
Chi “Ferma il Treno” per Comodità?
Ma il caso della signora D’Urso non è l’unico. Ci ricordiamo tutti del Ministro Lollobrigida e del treno. Il treno, che doveva andare a Roma, si è fermato in una stazione extra solo per farlo scendere e prendere un’auto blu, facendogli risparmiare qualche minuto. È come se il treno fosse diventato un taxi personale.
Certo, la vita di un ministro è complicata. Tra cene importanti, inaugurazioni e la preoccupazione di dimenticare il discorso, ogni minuto è prezioso. E magari, se ci sono anche minacce, la fretta è giustificata.
Però, questi episodi, anche se sembrano piccole cose, mostrano un problema più grande: la tendenza a pensare che, una volta al potere, si possano saltare le regole che valgono per tutti. È come se entrassero in un mondo parallelo dove le code spariscono e i treni si fermano a comando.
Noi di L’ECO preferiamo riderci su, altrimenti ci verrebbe il mal di fegato. Ma dobbiamo ammettere che un po’ li invidiamo. Chi di noi non ha mai sognato di saltare una fila infinita? Chissà, forse un giorno, con un po’ di fortuna o diventando qualcuno di importante, anche noi potremo dire di aver corso all’imbarco per una “emergenza di stato”. Nel frattempo, continuiamo a fare la fila, con un sorriso e la speranza che, un giorno, la democrazia sia uguale per tutti, senza corsie preferenziali.
Maria Bernasconi

