In Italia il primato fra le rassegne librarie spetta certo a Torino, salone antico e meritevole ma prevalentemente cassa di risonanza per Autori consacrati. A Torino è difficile vendere romanzi o incontrare lettori, se non ci si chiama almeno Ken Follett o Stephen King.. E mentre file di aspiranti spettatori attendono di ascoltare Marco Travaglio, Irene Pivetti o Chiara Francini, intere presentazioni di nuove collane editoriali o dibattiti privi di personaggi tv vengono disertati
Siccome è la grossa editoria a far da protagonista, al Salone è difficile orientarsi fra gli stand e fare scelte oculate per amanti della grande letteratura, perchè in prima linea sono esposte e propagandate soprattutto opere prime di vip: attori, presentatori, e perfino calciatori in vena autobiografica, sorretti dal nome e, forse, da qualche bravo ghost writer. Sono sì presenti pure Editori non consolidati, come i siciliani Navarra che pubblicano sulla storia delle miniere o della mafia, ma i visitatori sono rari e le vendite in proporzione…Potere della pubblicità.
Una valida alternativa è rappresentata dal Pisa Book Festival, rassegna della piccola e media Editoria, dove il pubblico è sempre numeroso e attento a novità e suggerimenti, compra con entusiasmo e assiste a dibattiti e conferenze. A Pisa il lettore incontra novità, voci e temi che altrimenti si perderebbero, rifiutati dai grossi Editori. Ormai, dopo la scomparsa di Giulio Einaudi, che si spartiva con Calvino i manoscritti per leggerli integralmente, per un Autore privo di notorietà e conoscenze l’invio di manoscritti alla grande Editoria è tempo perso.
Il Festival pisano rappresenta sin dal 2003 una validissima vetrina per Autori emergenti e per i loro Editori, sempre in bilico fra la fede nella letteratura e la difficoltà di andare avanti senza adeguati capitali. Per i lettori, invece, il Festival è un’ occasione unica di di piacere e apprendimento, visto che l’offerta va oltre la letteratura nazionale e il Festival è multlingue, dallo svedese al romeno, dallo spagnolo al portoghese.
Nel 2018, quando la Spagna era Paese ospite, ho avuto personalmente l’occasione, dopo aver ascoltato la grandissima Dolores Redondo, di far pranzo con un’altra grande, Rosa Montero, nel dehors della bella caffetteria del Festival. Pura coincidenza, suggerita a entrambe dalla splendida cornice e da una giornata mite di inizio autunno.
A Genova, negli stessi giorni – mi permetto una sommessa critica agli organizzatori: perché sempre nelle stesse date due Festival così interessantI? – avrà inizio la nona edizione del Book Pride, che segue a ruota l’omonimo festival milanese. Oggi le due manifestazioni, milanese e genovese, sono entrate a far parte dei progetti del Salone del Libro di Torino, e questo aggiunge prestigio e risonanza.
Con il sottotitolo “Fiera nazionale dell’Editoria indipendente” nei prestigiosi spazi di Palazzo Ducale, dal 3 al 5 ottobre, si alterneranno presentazioni e firmacopie presso gli stand con oltre 150 appuntamenti e 100 Editori nonché la novità assoluta dei Book Comics sul mondo del fumetto, a cura di Federico Vergari. Anche a Genova, passeggiare fra gli stand permetterà ai lettori curiosi la scoperta di vere chicche, come quella di Abe editore – noir e gotico – e del suo magico grafico Lorenzo Incarbone, autore delle originalissime copertine in stile.
Luisa Pavesio

