Alberto Guglielmi Manzoni durante una conferenza pubblica

Sanremo oltre la musica: l’impegno culturale di Alberto Guglielmi Manzoni

Nel panorama culturale del Ponente ligure si sta affermando una realtà che coniuga riflessione culturale e attenzione sociale. È la Fondazione “L’uomo e il Pellicano”, nata nel 2023 per iniziativa di Alberto Guglielmi Manzoni, studioso e promotore culturale.

Attraverso eventi, incontri e iniziative solidali, la Fondazione si ispira al pensiero di Albert Schweitzer, mettendo al centro il principio del “rispetto per la vita”. In questa intervista, realizzata da Luisa Pavesio, Manzoni racconta le origini del progetto, i valori che lo guidano e le prospettive future.


Alberto Guglielmi Manzoni, sanremese, dopo la Laurea in Filosofia a Pisa ha conseguito a Milano il Master in Comunicazione d’Impresa. Nel 2023 ha dato vita alla Fondazione “L’uomo e il Pellicano”. È autore di vari saggi, fra i quali “La villa di Alfred Nobel a Sanremo tra storia, misteri e personaggi”; “Giovanni Semeria” e “Tedeschi in Riviera.”. Ha dedicato vari scritti al medico e filantropo alsaziano che ha ispirato la Fondazione: “Albert Schweitzer. L’etica del rispetto per la vita”; “Pace e pericolo atomico. Le lettere tra Albert Schweitzer e Albert Einstein, con prefazione di Arrigo Levi.

(http://www.uomoepellicano.it)


Stai diventando un astro nascente della promozione culturale in una città già ricca di eventi. Questo anche grazie, oltreché alla tua partecipazione alla vita culturale di Sanremo, alla fondazione della tua associazione. Come e quando nasce? E quale elemento prevale, la cultura o l’attenzione sociale?

La Fondazione l’Uomo e il Pellicano è nata nel maggio del 2023 a Sanremo (città in cui vivo e risiedo) e quindi a maggio di quest’anno festeggerà i suoi primi 3 anni di vita. Avevo in animo di creare questa fondazione già da molti anni e alcune dolorose vicende famigliari (un fratello malato neurologico grave, costretto a casa ormai da qualche tempo) ne hanno, per così dire, accelerato il percorso di attuazione.

Toccando con mano certe situazioni, si guarda poi alla vita con occhi e con animo diversi, si rivede la scala delle priorità e si sviluppa un senso di gratitudine per i talenti e i doni ricevuti o, comunque, per tutto ciò che di positivo si ha a disposizione. Ha sede nel Ponente ligure, ha realizzato diversi eventi nel Ponente ligure e dal novembre 2024 si è affacciata anche su Milano.

Quali sono i progetti del passato che ricordi con maggiore piacere, fra quelli realizzati fino ad ora?

Beh, ogni evento sia di natura culturale che di natura solidaristica è stato interessante e degno di rilievo. Alcuni eventi sono stati più partecipati, altri meno ma, in ogni caso, da parte mia non sono mancati impegno e cura e le persone intervenute lo hanno apprezzato.

A questo vorrei aggiungere che il filo conduttore di molti eventi culturali e filantropici realizzati in questi quasi tre anni di vita è consistito in una certa attenzione verso l’altro, in un sentimento di responsabilità, di condivisione del sapere nonché di gentilezza e di gratitudine.

Secondo me, dovremmo cercare di avere gratitudine nei confronti della Vita per la buona salute e il benessere economico di cui disponiamo, per le condizioni favorevoli che ci riguardano rispetto a tanti milioni di esseri umani che a questo mondo versano in condizioni critiche o assai drammatiche. Noi che stiamo bene, malgrado piccoli fastidi o crisi passeggere di cui ci lamentiamo (talvolta esageratamente), dovremmo cercare di stare ancora meglio, a livello psicofisico e morale, per aiutare coloro che stanno davvero peggio.

Un progetto che è troppo ambizioso, per ora, ma che è come un sogno nel cassetto..

Chissà, non mi dispiacerebbe un bel convegno della durata di un giorno sul tema, ad esempio, della prevenzione e cura delle malattie neurologiche o psichiatriche, o sul tema della crescita e del miglioramento personale.

Il nome della tua associazione, “L’uomo e il Pellicano” è singolare. A cosa si deve?

La denominazione è particolare e originale, lo so. In molti mi chiedono il motivo e mi fa piacere. Volevo trovare un’espressione che suscitasse curiosità e rimanesse impressa nella mente e nel cuore e credo proprio di esserci riuscito. Uomo con la U maiuscola sta ad indicare gli esseri umani nella loro totalità e il Pellicano con la P maiuscola è termine metaforico per indicare la Natura, l’ambiente fatto di animali e piante.

Albert Schweitzer (1875-1965) come medico missionario in Africa, più precisamente nel Gabon, ha curato molti lebbrosi ma ha curato anche tanti animali feriti o maltrattati che gli venivano portati, compresi i pellicani.

Ma poi il pellicano è un animale ricco di simboli: è rappresentato come simbolo di dedizione e sacrificio, fino a diventare nella tradizione cristiana immagine di Cristo stesso.

La tua Fondazione è ispirata a Albert Schweitzer. Perché proprio lui?

Sì, è vero: questa fondazione nasce nel ricordo di una grande figura del Novecento, l’alsaziano Albert Schweitzer (1875-1965) al cui messaggio etico idealmente si ispira.

Schweitzer è stato un uomo di pensiero e un uomo di azione: teologo, musicista, medico-missionario in Africa, dove ha fondato un lebbrosario. Nel 1953 gli è stato conferito il Premio Nobel per la Pace.

Egli sosteneva che il progresso scientifico e tecnologico non è vero progresso se non è accompagnato da uno sviluppo morale e dal riconoscimento del principio del rispetto per la vita.

Al centro del suo pensiero vi è anche il concetto di responsabilità, intesa come consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni.

Come sei arrivato a dedicarti a questa attività culturale e sociale

Come dicevo prima, avevo in animo di creare una realtà del Terzo Settore già da molti anni. Il mio percorso di studi e l’esperienza nella Pubblica Amministrazione, a contatto con situazioni socio-economiche complesse, hanno contribuito a far maturare questo progetto.

Sanremo è alle porte della Francia… e invece tu stai facendo da ponte fra Svizzera e Italia…

Sto concludendo un percorso di dottorato in Scienze Religiose all’Università di Lugano. Il Canton Ticino è una terra che ha accolto grandi figure come Giuseppe Prezzolini, Erich Fromm e Hermann Hesse.

Quanto a Zurigo, è una città che apprezzo molto per la qualità di vita e che mi richiama alla mente l’attore Bruno Ganz.

Hai progetti di prossima realizzazione?

Ci saranno sicuramente alcuni appuntamenti culturali a Bordighera (presso la Biblioteca Civica Internazionale) all’interno della rassegna ‘Sguardi dentro e fuori di noi’ dopo Pasqua: il 16 aprile con Giovanni Perotto (insegnante di religione presso le scuole secondarie, cattolico) e Jonathan Terino (pastore valdese, in questa occasione voce del mondo cristiano protestante) sul tema:

Le Chiese cristiane di fronte alle sfide etiche attuali. Riflessioni sulla dignità del malato, cure palliative, suicidio assistito ed eutanasia”; il 23 aprile con Lorenzo Vizzini (insegnante di lingua e letteratura italiana in Belgio, ora in pensione) ed il sottoscritto, in qualità questa volta di studioso di Albert Schweitzer sul tema

Un ricordo del Premio Nobel per la Pace Albert Schweitzer (1875-1965)”; il 7 maggio con Donatella Lauria (insegnante e giornalista), autrice del romanzo introspettivo “La tela dell’anima”; e infine il 21 maggio con Andrea Cartotto (docente di Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, formatore professionista) sul tema: “La Tecnologia è neutrale? Un viaggio tra la Storia e l’Intelligenza Artificiale”. 

Sabato 9 maggio, invece, ci sarà un evento musicale benefico presso la ex chiesa Anglicana di Bordighera (in via Regina Vittoria 4) a sostegno di AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) zona di Imperia, per aiutare famiglie con malati di SLA del Ponente ligure. Altri eventi culturali e filantropici avranno luogo in autunno, tanto nel Ponente ligure quanto a Milano.

Intervista a cura di Luisa Pavesio. Tutti i suoi contributi sono disponibili nella sua rubrica.

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