Borgo italiano con sovrapposte le scritte IMU e TARI, simbolo delle agevolazioni fiscali per italiani all’estero

A proposito di IMU e TARI: la montagna ha partorito un topolino

Nei giorni scorsi L’Eco ed i media in generale (social compresi) hanno dato ampio risalto all’approvazione, da parte della Camera dei Deputati italiani, della così detta “Legge Ricciardi” (parlamentare del PD eletto nella Circoscrizione Estero e residente in Svizzera) che consente l’esenzione o la riduzione dell’IMU e della TARI – già dal prossimo anno (2026) – sull’abitazione in Italia degli iscritti all’AIRE ma, ovviamente, a certe condizioni.

Una questione, quella di queste due imposte, sempre “molto calda” per tantissimi emigrati italiani ed in particolare per quelli residenti in Svizzera che tradizionalmente hanno investito i loro primi risparmi nell’acquisto di una casa in Italia. Ed infatti, appresa questa notizia, in molti hanno subito espresso la loro soddisfazione ed altri hanno chiesto maggiori informazioni al sottoscritto essendomi sempre interessato a queste problematiche fiscali, sia da dirigente del patronato ITAL-UIL che da coordinatore UIM in Europa e consigliere CGIE nonché attraverso questa rubrica sociale.

Vediamo, quindi di fare un po’ di chiarezza in merito a questa proposta di legge. Innanzitutto essa è stata approvata solo dalla Camera dei Deputati per cui prima di diventare legge dovrà superare anche il voto del Senato, sperando che i suoi tempi siano inferiori a quelli della Camera (due anni e mezzo) visto che questa proposta era stata presentata dall’on.le Ricciardi ancora il 6 marzo 2023!

Ciò premesso, ammesso che questa proposta di legge possa effettivamente entrare in vigore nel 2026, vediamo di analizzarla nei suoi particolari:

Primo ? l’esenzione dell’IMU è prevista solo agli immobili con una rendita catastale fino a 200 euro, per quelli con un reddito catastale da 201 a 300 euro si pagherà il 40% del dovuto mentre per gli immobili con un reddito catastale da 301 a 500 euro si pagherà il 67% del dovuto (tutti questi stessi beneficiari godranno pure di una riduzione del 50% per la TARI), quindi dai benefici descritti sono esclusi tutti gli immobili con un reddito catastale che supera i 500 euro.

Secondo ? questa proposta di legge riguarda l’abitazione degli iscritti all’AIRE possedute nel 2026 in Comuni sotto i 5’000 abitanti, quindi solo una minima parte degli italiani emigrati è originaria da tali Comuni mentre tutti gli altri (la stragrande maggioranza) ne verranno esclusi.

Terzo ? per godere delle agevolazioni l’immobile deve trovarsi nel Comune di ultima residenza prima di emigrare, quindi ne sono esclusi gli immobili che spesso gli emigrati hanno acquistato successivamente in altre località come, per esempio, al mare o in città.

Quarto ? l’emigrato, proprietario dell’immobile, deve aver risieduto in Italia almeno cinque anni prima di essersi trasferito all’estero, quindi le seconde (e successive) generazioni di italiani, nate e vissute all’estero, che hanno ereditato l’immobile dal genitore (o nonno) emigrato, sono escluse da questi benefici.

Morale, siamo di fronte ad una proposta di legge che – a mio avviso – sempre che sia approvata definitivamente dal Senato, consentirà a ben pochi iscritti all’AIRE di ottenere dei benefici fiscali per l’IMU e la TARI sull’immobile di proprietà tenuto a propria disposizione in Italia. Non per niente vi è stata la sua approvazione all’unanimità da parte della Camera dei Deputati e senza alcuna opposizione del governo e soprattutto del MEF. Ovvero, citando Orazio antico poeta romano, “la montagna ha partorito un topolino” nonostante il lodevole intendimento dell’on.le Ricciardi di voler risolvere un’annosa questione che continua a fare arrabbiare tanti emigrati italiani!

Condividi questo articolo su:

Articoli correlati

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL