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Il dolore non è misurabile un tanto al metro

Perdere una madre, seppur anziana, è sempre un dolore immenso che ognuno di noi vive a modo suo. Chi segue la trasmissione "Ballando con le stelle" saprà che all'alba di sabato scorso è scomparsa la mamma di Selvaggia Lucarelli. La signora Nadia, da tempo malata di Alzheimer, aveva 79 anni ed è deceduta a causa del Covid. La figlia ne aveva dato notizia in mattinata con una storia su Instagam e, udite udite, la stessa sera ha, comunque, partecipato alla trasmissione. Le sono piovute addosso critiche a non finire e commenti meschini sui vari social. "Per me è a dir poco fuori luogo avere in giuria una persona che ha perso la madre oggi" ha scritto una telespettatrice su Twitter. "Solo io trovo inopportuna la presenza di Selvaggia stasera? La madre morta stamattina e lei sta in trasmissione. Stamattina, cavolo! Doveva essere sostituita!" scrive un'altra. Ora, dico io, ma cosa importa a queste signore se Lucarelli decide di essere comunque presente? E come si permettono di giudicare? Cosa ne sanno loro di quanto e di come la giornalista stia soffrendo? Avrebbero costoro preferito un eclissamento totale di mesi e mesi della giornalista? Avrebbero voluto vederla in collegamento dalla sua abitazione mentre grossi lacrimoni solcavano il suo viso? Per me, questi commenti sono inaccettabili. Il dolore non si misura un tanto al metro. Il dolore e la sofferenza quando perdiamo una persona che amiamo è enorme e ognuno di noi reagisce alla sua maniera. C'è chi esterna i propri sentimenti e chi soffre in silenzio, senza stracciarsi le vesti in pubblico. C'è chi ha bisogno di starsene da solo e chi, invece, ha bisogno di una spalla su cui piangere. Pur non nutrendo simpatia nei confronti di Lucarelli, personalmente apprezzo la forza di questa donna e la scelta di rispettare il suo impegno di giurata. Forse la madre avrebbe voluto proprio così!

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