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Riflessioni…

La febbre non del Saturday Night, del sabato sera, come con il nostro italo-americano John Travolta, sale. Siamo in periodo di elezioni. Ogni canale televisivo propone ore e ore di dibattiti politici. Per seguirli tutti da italiani in Svizzera, bisognerebbe prendersi delle vacanze non retribuite. Affaticano questi politici. La presentazione dei loro programmi sembra la unica promessa solenne per risolvere ogni tipo di problemi. Sembra. Appunto!

E proprio in questa fase calda che mi piace raccogliere le testimonianze di italiani che vivono oramai in diversi cantoni della Svizzera da ben 50 anni. Italiani che negli anni ’60 elemosinavano nel loro paese di origine per potere avere il passaporto e imbarcarsi alla ricerca di un posto di lavoro retribuito, in modo da mantenere la propria famiglia e altri familiari.

Ai quei tempi, il governo svizzero non dava la possibilità di frequentare dei corsi di tedesco. Agli italiani non si affittavano neanche delle minuscule stanzette, figuriamoci degli appartamenti se avevano bambini. Ai siciliani inoltre, il padrone di casa toglieva il passaporto come garanzia! Erano per definizione tutti mafiosi! Le sedi consolari in loco erano sempre in carenza di organico e di personale che conoscesse sia la lingua, sia la realtà del posto. Erano? L’attuale situazione non è cambiata…anzi: è peggiorata! Per caso, il nostro Console parla il tedesco? Conosce le usanze e le regole locali e le vere, reali condizioni degli Italiani della sua circonscrizione consolare?

Ma proprio in questa fase di elezioni, i candidati alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione estero-Europa, mandano i plichi ai loro connazionali e si mostrano disponibili ad incontrarli, a dialogare con loro. Ma su quale tema reale ed imminente?

I politici vecchi e in spe si sono assolutamente dimenticati degli italiani all’ estero. I loro connazionali venuti con le loro gambe, giovani e pieni di ideali, si ritrovano nella loro terza età abbandonati dal governo italiano. Alcuni, anche se hanno avuto economicamente successo, hanno pagato i loro sacrifici con la salute. Si ritrovano invalidi, malati cronici e alla mercé delle istituzioni sociopolitiche svizzere. In più, confrontati con una lingua di cui capiscono poco per un discorso alla pari e parlano in modo storpio e subiscono umiliazioni di continuo.

Ecco: tutti questi connazionali hanno lasciato il loro cuore al loro paese e regione di origine. I loro corpi e le loro menti vengono ancora confrontati con degli svizzeri e dei tedeschi a cui piace l’Italia e il cibo italiano, Ma in casa loro regnano le loro regole. E quindi ci chiediamo: il governo italiano quale «casa» ha saputo dare e quale protezione sarà in grado di dare nostri vecchietti?

I secondos, le seconda e le terze generazioni, nati per lo più in Svizzera, non si interessano minimamente di votare per dei politici che sono fonti di umiliazioni per i loro nonni o genitori e nessun trampolino di lancio per un assaporare, un andare a lavorare e vivere in Italia. Per queste generazioni non si tratta di un rientro. Di un ritorno. Non sono stati mai confrontati con il quotidiano sociopolitico in Italia. Conoscono da turisti la Patria dei loro avi. Da turista!

Quasi la totalità degli italiani in Svizzera non vedono l’utilità di votare dei politici che sono bravi in una dialettica che gli Italiani all’estero sono arcistufi di sentire, perchè priva di senso e contenuti reali. Stanchi di non essere a casa a nessun posto. Amareggiati di sentirsi un pesce fuor d’acqua sia in Svizzera che in Italia. Stufi di essere doppiamente usati e gettati quando non servono più. Non scomodatevi solo per ottenere il voto e salvare il vostro stipendio. Basta essere presi in giro con promesse vuote di voi politici! Sono solo riflessioni?

Di Graziella Putrino

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