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Rachele Mori campionessa del mondo U20 nel martello

Rachele è nipote di Fabrizio Mori, che l’oro mondiale lo vinse a Siviglia nel 1999 nei 400hs. La diciannovenne delle Fiamme Gialle ha consegnato all’Italia la prima medaglia d’oro nei lanci nella storia dei Mondiali under 20, a conferma del momento favorevole del martello femminile dopo il quarto posto di Sara Fantini a Eugene.

La livornese allenata da Massimo Terreni, e cresciuta con Riccardo Ceccarini, aveva messo un’ipoteca sul titolo con i 62,97 del secondo lancio. Al rientro in pedana, dopo una snervante attesa di quattro ore a causa di un forte temporale, l’azzurra ha allungato a 63,82, poi ha superato i sessantacinque metri con 65,84 e ha fatto esplodere la “curva” dei compagni azzurri con il 67,21 del quinto lancio. Rachele chiude con oltre quattro metri di vantaggio su tutte le rivali, argento alla messicana Paola Bueno Calvillo (62,74) e bronzo alla giapponese Raika Murakami (61,45). Quello di Rachele è il sesto oro azzurro in diciannove edizioni della rassegna iridata under 20, dopo Ashraf Saber nei 400hs (Seul 1992), la doppietta di Andrew Howe a Grosseto 2004 (lungo e 200), il titolo dell’alto di Alessia Trost a Barcellona 2012 e la vittoria della 4x400 maschile a Tampere nel 2018.

Rachele: “È stata infinita, che botta di emozione!” - “Non so come ho fatto, ero a pezzi, sembrava di stare in un incubo, dopo l’interruzione siamo tornate per tre ore in call room, è stato tutto infinito. Rientrata in gara mi sono sentita bene, ho sentito soltanto crampi ai polpacci al quarto lancio ma ho continuato e quei 65 metri sono stati una botta di emozione! Ho urlato perché ho sentito subito che il lancio era buono. Mi presentavo con la miglior misura ma la gara è gara, e bisogna ripetersi in quel momento”. (Fonte / foto Orlandi-Fidal/Mateo)

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