L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Un popolo lamentoso

Tutti noi che viviamo in Svizzera ed abbiamo la possibilità di vedere i canali principali delle reti tv italiane - e seguire i tantissimi dibattiti H24 che vengono trasmessi quotidianamente - abbiamo l’immagine di un Italia allo sfascio con persone (o gruppi di persone) intervistate in studio o nelle piazze che si lamentano un po’ di tutto: dalla mancanza di lavoro allo sfruttamento di chi invece lavora; di giovani cervelli disoccupati che se ne scappano all’estero; di una povertà sempre più diffusa; di una burocrazia soffocante; di servizi pubblici inefficienti con in primis un sistema sanitario malfunzionante; di un sistema fiscale sanguisuga; di opere pubbliche rimaste incompiute ecc. ecc.. In definitiva viene fatto un quadro dell’Italia come di un Paese governato da malfattori, popolato da poveri e da dove si fa bene a scappare per andarsene a vivere all’estero!

Poi veniamo in vacanza in Italia e sentendo ripetere le stesse lamentale da parenti, amici e nelle discussioni al bar ci convinciamo che la situazione in Italia sia proprio quella che ci viene descritta dai media. Tanto che in alcuni casi, quando questi lamenti provengono da parenti o amici intimi, ci azzardiamo a porre loro la domanda - peraltro alquanto indiscreta - se anch’essi avessero delle difficoltà personali nell’affrontare la quotidianità della vita. Al che, con uno sguardo meravigliato dell’interlocutore, la risposta ricorrente che riceviamo è “io? Scherzi! no, nessun problema personale, anzi, ma basta vedere la tv e leggere i giornali per avere il quadro di come sia grave la situazione in Italia”.

Dopo di che i giorni passano, cominci a muoverti guardandoti dintorno e ascoltando i racconti di questo o di quello e il tuo cervello va in confusione: trovandoti in lucchesia, nella Valle del Serchio tra le Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano e volendo andare un giorno al mare con la famiglia, una domenica ti metti al telefono per riservare per il giorno seguente un ombrellone o un gazebo in uno dei tantissimi bagni della Versilia (la località marittima più vicina)  per evitare di sorbirti inutilmente un viaggio di 150 km (tra andata ritorno) e, dopo decine di tentativi, riesci finalmente a trovare un gazebo libero ma non per il lunedì e neppure per il martedì bensì solo per il mercoledì ed al costo di 55 euro per una giornata; nella valle dove risiedo – non propriamente una zona della Toscana più benestante – se vuoi andare a mangiarti una pizza o cenare, in una qualsiasi sera della settimana, non ti azzardare a presentarti ad uno dei tanti ristoranti che vi sono nella vallata senza aver prenotato un tavolo; una volta il ritorno in vacanza dalla Svizzera era una simpatica rimpatriata con amici di una vita, oggi raramente li ritrovi perché sono (quasi) tutti - a loro volta - in vacanza in giro per l’Italia ma, soprattutto, all’estero e non solo in Europa; parli con un conoscenti, il cui figlio sta per sposarsi, e vieni a sapere che la festa (sic!) con gli amici per l’addio al celibato (lui) la sta organizzando a Barcellona mentre la futura sposa (compaesana) l’ha organizzata con le sue amiche a Palermo; ti affacci alla finestra di casa ad osservare il traffico e ti accorgi che tra le auto in transito una buona parte dei veicoli sono auto di grossa cilindrata; assistendo alla solita discussione da bar - con annessi ricorrenti lamenti sugli aumenti della benzina, del gasolio, del pellet, della legna, del pane e della tazzina del caffè - scopri che quelle stesse persone possiedono cani e gatti che costano loro 3/4mila euro all’anno (una moda quella del cane divenuta molto diffusa in Italia negli ultimi anni) e che nei loro appartamenti/case vi sono spesso più apparecchi tv che stanze!

E qui mi fermo con l’elenco degli esempi delle situazioni che contrastano con il racconto che i media, e gran parte della gente, fanno dell’Italia e degli italiani.

Ovviamente non sempre è tutto oro quello che luccica e quindi anche in Italia, come altrove, una parte della popolazione – soprattutto se straniera – ha delle difficoltà economiche oppure è addirittura povera (circa il 10% secondo l’ISTAT, malgrado nel 2018 il Movimento 5 stelle ne avesse proclamata l’abolizione dal terrazzo di Palazzo Chigi) ma non si può certo partire da questo dato statistico per fotografare lo stato di un intero Paese. Pure nella stessa Confederazione Elvetica, secondo l’UFS, circa il 10% della popolazione arriva a fine mese solo grazie all’aiuto sociale pubblico e ciò nonostante - chissà perché -  in tutto il mondo viene indicata come la “ricca” Svizzera! Forse perché in Svizzera il sistema di protezione sociale dei più deboli funziona egregiamente, sicuramente meglio che in Italia? ed  il mondo dell’informazione è un po’ più serio di quello italico? credo proprio di si!  

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