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Il patto federale del 1291

Prendo lo spunto per questo articolo dall’interessante articolo pubblicato sul numero 31-32 di 2 settimane or sono dal collega Giovanni Longu. Il mio intento odierno è quello di analizzare il patto federale del 1291 sotto il punto di vista del diritto.

Prima un po' di storia:

A seguito della nascita del Sacro Romano Impero nel 962, le città della Svizzera, nate sotto il dominio romano (tra le tante Aventicum (Avenches), Arbor Félix (Arbon), Augusta Raurica (vicino a Basilea), Basilea, Curia (Coira), Genibra (Ginevra), Losanna, Octodurum (Martigny), Saytlodurum (Soletta), Turicum (Zurigo)), vengono affidate a dei feudatari. Nel 1273 Rodolfo I d'Asburgo diventa il nuovo imperatore e riorganizza il regno ripristinando il ducato di Svevia, i cui territori erano passati in mano asburgica dopo l'uccisione di Corradino di Svevia da parte di Carlo d'Angiò. Per aumentare il controllo sui territori imperiali, Rodolfo invia un balivo in ognuno di essi, rendendoli de facto possedimenti asburgici. Alla morte di Rodolfo nel 1291, i Paesi Forestali di Uri e Svitto e UNterwalden si alleano al fine di prevenire ulteriori ingerenze da parte del nuovo imperatore. La firma del patto viene fatta risalire al 1º agosto 1291 sul praticello del Grütli o Rütli.

Nel testo del patto

Il patto federale del 1291 o “Bundesbrief”, redatto in latino, è conservato presso il Museo  dei patti federali a Svitto

Il patto in questione non porta nessuna data, salvo un breve riferimento temporale alla fine del medesimo e meglio:

“Fatto l’anno del Signore 1291, al principio del mese di agosto”. Per convenzione (decisione del Consiglio Federale del 1891) questo principio del mese di agosto è stato fatto coincidere con il primo di agosto.

Il documento rappresenta anche, dal punto di vista della storia del diritto svizzero, un atto di diritto costituzionale, ma non solo, poiché in esso si ritrovano degli elementi di diritto civile, penale e di procedura.

Per quanto attiene il diritto penale e o civile  vi si può, infatti, leggere:

Chi avrà ucciso alcuno con premeditazione e senza colpa imputabile alla vittima, sia preso, mandato a morte, come esige il suo nefando delitto, salvo che riesca a provare la sua innocenza: se fosse fuggito, gli si vieti il ritorno. Chi ricetta o protegge un tal malfattore, deve essere bandito dalle vali, né potrà ritornarvi finché non sia esplicitamente richiamato dai confederati.

Se alcuno, di giorno o nel silenzio della notte, da dolosamente fuoco ai beni dei confederati, non sia più considerato come membro della comunità. E se alcuno, dentro le valli, favorisce o difende il suddetto malfattore, sia costretto a risarcire egli stesso il danneggiato.

Leggendo il patto  (una traduzione in taliano la trovate quii) , ci si accorge subito che non era la prima volta che gli abitanti dei così detti cantoni primitivi, si riunivano in vista di siglare degli accordi di alleanza e difesa. Di quanto precede fa stato il cappello del patto:

“Nel nome del Signore, cosi sia. È opera onorevole ed utile confermare, nelle debite forme, i  patti della sicurezza e della pace.

Poco più lontano nel testo si legge pure quanto segue:

A conferma che tali promesse saranno lealmente osservate, prestano giuramento, rinnovando con il presente accordo l’antico patto pure conchiuso sotto giuramento (…)

È quindi palese e evidente che non furono i primi giorni di agosto dell’anno del Signore 1291 che le tre comunità di Uri, Svitto e Uterwalden, si univano per la prima volta stringendo un patto di alleanza e difesa. Doveva per forza esserci stato un altro e precedente patto se non diversi altri. Peccato solo che nessuno è in grado di dire che precedente patto è stato concluso e neppure quando.

Nella foto in alto un particolare del dipinto di Jean Renggli der Ältere Il giuramento del Grütli (Rütli), 1891.

Curiosità

Il patto non indica nessuna località, pertanto il praticello del Grütli o Rütli, come luogo della conclusione del medesimo, è da ricondurre alla leggenda popolare.

Il patto del 1291 è stato trovato nel 1724 da un archivista durante un riordino dei documenti.

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