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La maionese impazzita della politica italiana

State seguendo anche voi quello che io chiamo “la maionese impazzita della politica italiana”? Fino a qualche giorno fa non si sentiva altro se non parlare di alleanze. Chi si alleava con questo, chi si alleava  con quello, chi rompeva il patto d'alleanza siglato 24 ore prima, chi cercava disperatamente un alleato ma non lo trovava...

“Non mi alleerò mai col tale” e l'indomani, immancabilmente, annunciavano di avere sì avuto idee divergenti in passato, ma che avevano scoperto (probabilmente in sogno durante la notte) di avere molte cose in comune.

Non so cosa ne pensiate voi, ma io penso che la confusione è davvero troppa. Finito il balletto delle alleanze si passa alla corrida dei simboli. Nel momento in cui scrivo ne sono stati presentati al Viminale ben 81 e ci sono anche poeti, sirene e persino il partito della Follia creativa il cui fondatore promette preservativi gratis per tutti. E, credetemi, c'è anche il partito dei matti e quello di Pinocchio (anche se, a mio modo di vedere, di partiti di Pinocchio ce ne sono ben più d'uno!).

Chi ha già depositato il simbolo inizia a proporre o a proporsi come candidato al Senato o alla Camera (anche all'anticamera pur di ottenere una poltrona) perchè, dice, glielo hanno chiesto in tanti. C'è chi invia videomessaggi alla stampa estera in tre lingue, chi segue a ruota con altrettanti videomessaggi. E, ovviamente, tutti contro tutti per essere, dopo le elezioni, tutti con tutti. Qualcuno, perchè costretto, inizia a parlare di programmi elettorali, qualcuno, invece, lo sta facendo da qualche giorno sparandole grosse.

Ebbene, in questo marasma generale non mi sorprende affatto che il partito che va per la maggiore sia quello dell'astensionismo. Poi però, chi non vota non ha il diritto morale di lamentarsi se chi viene eletto governa o amministra in malo modo.

di Maria Bernasconi

 

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