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Ononide spinosa (Ononis spinosa)

L'ononis spinosa (si. O. arvenisis o O. vulgaris), detta comune-mente ononide o anche bonaga, è una specie assai polimorfa. Infatti di essa si conoscono diverse sottospecie, che si differenziano sensibilmente per sviluppo vegetativo, portamento e altre caratteristiche, sui cui influiscono in modo rilevante anche i fattori ambientali (i rametti secondari possono risultare assai spinosi o anche quasi completamente privi di spine).

Questa pianta è diffusa dappertutto, in riva al mare, in pianura, in collina e anche in montagna, per lo più in posti caldi e soleggiati e su terreni asciutti. Alligna benissimo anche sulle scarpate aride e su terreni poveri o pietrosi, grazie all'apparato radicale ben sviluppato anche in profondità. Le radici sono ben ingrossate, lunghe e tenaci, tanto che, come ben sanno i contadini, ostacolano i lavori di aratura (per questo l'ononide viene detta "stancabue").

Solitamente l'ononide forma dei cespugli eretti, alti fino a 60 cm, molto fioriferi. I fiori, solitari o ascel-ari, sono rossi o, a volte bianchi oppure violacei e sbocciano tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate.

QUANDO SI RACCOGLIE

Le radici si estirpano in autunno o anche alla fine dell'inverno.

COME SI UTILIZZA

L'ononide è ben conosciuta fin dall'antichità come pianta medicinale: infatti veniva consigliata da Dioscoride per favorire la diuresi e anche per combattere i caIcoli renali. Effettivamente, ha proprietà diuretiche e depurative; inoltre, per uso esterno, è astringente.

COME SI RICONOSCE

È un tipico suffrutice a steli lignificanti alla base, alti fino a 70 cm, ben ramificati e spinescenti, eretti o prostrati. Le foglie inferiori sono sempre ternate, cioè composte di tre foglioline obovate, mentre quelle superiori sono semplici. La fioritura avviene a primavera o d'estate e i fiori sono ro-sati.

COME SI PREPARA PER LA CONSERVAZIONE

La radice viene ulita ed essiccata in luogo ventilato e all'ombra. Si conserva poi la parte in sacchetti di tela oppure di carta.

I CONSIGLI DELL'ERBORISTA

Contro l'infiammazione della prostata: versare 2 cucchiai di radice in mezzo litro di acqua fredda e far bollire per 15 minuti. Filtrare e bere a sorsi durante la gioranta.

Un diuretico efficace: in un litro di acqua fredda versare 4 cucchiai di radice e far bollire per  20 minuti a fuoco basso. Filtrare e berne una tazza al mattino a digiuno e una alla sera immediatamente prima di coricarsi.

Per eliminare l'infiammazione alla bocca: in mezzo litro di acqua fredda versare un cucchiaio di radice e far bollire per 10 minuti. Filtrare e fare sciacqui.

Per eliminare il gonfiore: versare un cucchiaio di radice in un quarto di acqua fredda e far bollire lentamente per 5 minuti. Filtrare dopo 10 minuti. Berne 2/3 tazze al giorno.

Un vino diuretico: macerare in un litro di vino bianco secco 40 grammi di radice per 8 giorni. Filtrare e berne un poco prima dei pasti.

Per eliminare i disturbi della cistite: versare un cucchiaio di radice in un quarto di acqua fredda e far bollire per 10 minuti. Filtrare e berne 2 tazze al giorno addolcendo con un po' di miele.

Di Aty Lenzo

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