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IL mirtillo nero (Vaccinium Mirtyllus)

Il mirtillo nero, appartenente alla famiglia delle ericaceae, cioè il classico mirtillo dei boschi, è diffusissimo allo stato spontaneo nelle zone montane e submontane delle Alpi e degli Appennini settentrionali, per lo più ad altitudini superiori a 1.000 metri, fin oltre il limite della vegetazione arborea; è presente soprattutto nel sottobosco chiaro di conifere e, allo scoperto, in zone di brughiera, ma semre su terreni silicei o comunque acidi, molto umiferi e piuttosto freschi.

È ben diverso dal mirtillo rosso e dall'uva ursina, sia per il colore dei frutti, sia anche perché queste due specie hanno foglie persistenti e coriacee. È più difficile distinguerlo dal mirtillo uliginoso o dal mirtillo blu (Vaccinium uliginosum) che cresce nel medesimo habitat e che ha rametti cilindrici, foglie a margine intero e frutti tondeggianti o leggermente ovoidali, di colore nettamente bluastro.

I frutti del mirtillo sono inconfondibili, piuttosto grossi, di 4-5 mm di diametro, quasi tondeggianti o appena schiacciati all'apice, dove è presente una caratterisca cicatrice a forma di anello, hanno un succo rosso-violaceo e un sapore dolce-acidulo, ma molto aromatico e alquanto gradevole.

Oggi il mirtillo nero  è una pianta dalle note proprietà curative, una delle poche di cui si utilizzano quasi tutte le droghe (bacche, foglie, parti meristematiche) per i principi specifici contenuti in ogni parte e per il suo fitocomplesso.

Il mirtillo nero vanta anche diversi impieghi in cosmetica per i suoi preziosi principi attivi che ne fanno un valido alleato di bellezza. Efficace per contrastare e prevenire la cellulite, i mirtilli neri sono anche ottimi per la cura di pelle e capelli.

COME SI RICONOSCE

È una pianticella arbustica a foglie caduche, comunissima nel sottobosco dove forma una vegetazione folta e alta 40-60 cm. I fusti sono legnosi e prostrati, mentre gli steli erbacei sono angolosi e ad andamento ascendente. Le foglie sono ovali, sottili e dentellate; i fiori sono bianchi o rosati e i frutti nerastri.

QUANDO SI RACCOGLIE

I frutti si raccolgono ben maturi ad agosto; le foglie si recidono nel corso dell'estate.

COME SI UTILIZZA

I frutti del mirtillo nero si consumano direttamente o servono per preparare confetture diverse. Inoltre, al pari delle foglie, hanno notevoli proprietà curative; infatti sono astringenti, antisettici, antinfiammatori, antidiarrotici, diuretici.

Decotto: il decotto di mirtillo si prepara con circa 3 cucchiai di bacche secche, fatte bollire per 5 minuti in 1 litro di acqua e bevuto durante l’arco della giornata. Lo si può usare contro la diarrea, grazie alle sue proprietà astringenti e lenitive.

Tintura madre: la tintura madre di mirtillo si prepara con macerazione delle foglie e delle bacche. Viene usata generalmente come stimolante delle funzioni gastriche, per migliorare la vista, la circolazione e come possibile ipoglicemizzante e antidiarroico. La si può trovare in erboristeria e va assunta seguendo le dosi riportate sulla confezione o secondo quanto consigliato dall’erborista.

Integratori: uno dei modi migliori per sfruttare tutte le proprietà del mirtillo è quello di assumerlo sotto forma di estratti standardizzati, integratori reperibili in farmacia o in erboristeria a base di antociani. Gli integratori al mirtillo hanno potere antiossidante e migliorano il microcircolo, oltre che a offrire benefici alla vista. Il quantitativo di antociani consigliato per ottenere effetti sulla salute è di circa 120 mg al giorno. Per le modalità di assunzione è bene fare riferimento a quanto riportato sulla confezione.

Marmellata: l’uso popolare riconosce la marmellata di mirtilli quale regolatrice delle funzioni intestinali. Relativamente alla marmellata, poi, va segnalato che, sebbene il contenuto di vitamine sia molto inferiore rispetto al frutto fresco, il contenuto di antiossidanti viene preservato meglio per via della maggior stabilità al calore degli antociani. Pertanto, consumare la marmellata al mirtillo è una buona strategia per beneficiare delle qualità antiossidanti del frutto.

COME SI CONSERVA

Le foglie si essicano all'aria, le bacche si raccolgono a completa maturazione. L'essiccazione avviene in luogo ombroso e aerato: si conservano le parti in sacchi di juta.

Contro la dissenteria: versare 3 cucchiai di bacche in mezzo litro di acqua e far bollire per 10 minuti a fuoco lento. Filtrare, addolcire con miele e berne 2-3 tazzine al giorno. Se la diarrea non è molto forte, si riduce di un cucchiaio la dose delle bacche.

Per i convalescenti: raccogliere dei mirtilli, pulirli senza lavarli. Aggiungere del miele e il succo di mezzo limone. Prendere mezz'ora prima di ogni pasto. L'alto contenuto di vitamine A e C li rende particolarmente utili alle persone debilitate o malaticce.

Contro la faringite: preparare un decotto con 5-10 g di sostanza secca di frutti. Bere 2-3 volte al giorno.

Contro i disturbi alla retina: con 160 mg di estratto di mirtillo per due volte al giorno, o mangiando regolarmente i frutti freschi, si è osservato un miglioramento della condizione della vista.

Una maschera contro la couperose: far bollire in un quarto di acqua calda un cucchiai di bacche per 10 minuti. Schiacciarle con una forchetta, aggiungerci 2 cucchiai di avena polverizzata e mescolare molto bene. Stendere sul viso tenendo circa 15 minuti Sciacquare con acqua tiepida.

Curiosità

Una storia  racconta che nel Nord del continente americano, i mirtilli erano parte della dieta degli indiani Delaware. Li consumavano freschi in estate e seccati in inverno. Usavano questo frutto per colorare i corpi o i tessuti ed era considerato un simbolo di pace. Gli Sciamani ritenevano che il mirtillo palustre fosse un frutto sacro. Infatti lo utilizzavano nei loro riti propiziatori e gli attribuivano capacità curative e benefiche.

Di Aty Lenzo

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