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Il papavero selvatico (Papaver rhoeas)

Nei giardini si coltivano seppur raramente alcune specie di papaver annuali, biennali o anche perenni, di grande effetto decorativo per i vistosi fiori, semplici, semidoppi o doppi, e di colori varianti dal giallo brillante al rosso acceso. La specie più interessante a scopo terapeutico è indubbiamente il Papaver sonniferum da cui, come è noto, si ricava l'oppio facendo fuoriuscire il lattice con opportune incisioni sulle capsule.

Nelle nostre regioni è diffusissimo, dalla pianuara fino alla montagna, sia nei terreni incolti sia, soprattutto, nei campi di frumento. Il Papaver rhoesas, cioè il comune papavero selvatico o rosolaccio, inconfondibilile per i vistosi fiori, composti di quattro petali di colore rosso vivo e per i numerosi stami neri che contornano la caratteristica capsula centrale. Per quanto sia annuale, questa pianta erbacea tende a diffondersi rapidamente, fino a diventare infestante e a soffocare le messi e le altre colture agrarie. Tra le specie figurano il Papaver alpinum, il Papaver glaucum, il Papaver nudicaule e il Papaver orientale.

COME SI RICONOSCE

È una pianta erbacea annuale inconfondibile e molto appariscente alla fioritura per i grandi fiori di colore rosso vivo, che sbocciano in gran numero tra maggio e giugno. Gli steli, piuttosto esili, eretti, ben ramificati e alti fino a 80 cm, sono molto pelosi e contengono un lattice bianco. Le foglie sono pallide e pennatopartite.

QUANDO SI RACCOGLIE

Si raccolgono i singoli petali, nel mo[1]mento in cui i fiori si sono dischiusi. Si essiccano petali e semi velocemente all'aria e si conservano in sacchetti di carta.

COME SI UTILIZZA

Il comune papavero rosso che infesta le nostre colture, lo si può utilizzare con tranquillità a scopo terapeutico, purché nelle dosi prescritte. Inoltre è bene ricordare che di esso vanno impiegati unicamente i petali e non le capsule. Questa pianta ha proprietà sedative, espettoranti e sudorifere.

I CONSIGLI DELL'ERBORISTA

Per facilitare il sonno: versare un cucchiaio di petali in una tazza di tè di acqua calda e coprire. Filtrare, dopo 5 minuti, addolcire con miele e bere alla sera prima di coricarsi.

Contro gli stati di eccitazione nervosa: in mezzo litro di acqua calda versare 3 cucchiai di fiori e coprire. Filtrare dopo 10 minuti, aggiungere miele o melassa e bere a sorsi durante la giornata.

Per calmare la tosse nervosa: versare un cucchiaino di fiori in una tazzina da caffè di acqua calda e tenere coperto per 15 minuti. Filtrare, addolcire e berne 3­/4 tazzine al giorno.

Contro i dolori addominali: versare un cucchiaino di fiori in una tazza da tè di acqua calda. Coprire e filtrare dopo 10 minuti. Addolcire con miele e bere nell'arco della giornata fino a completa eliminazione del disturbo.

Un tonico contro le rughe: ma[1]cerare in mezzo litro di acqua bollente 50 gr di fiori per 30 minuti. Filtrare con un telo e spremere bene. Usare per fare impacchi al viso mattino e sera. Si consiglia di tenere il liquido in frigorifero.

Impacchi contro le infiammazioni della pelle: incorporare 40 g di fiori taglio tisana in una pentola con ½ litro d’acqua e lasciare bollire il tutto. Filtrare con un colino e aspettare che si raffreddi il decotto. Applicarlo con una garza per circa 15 minuti sulla zona interessata. Ripetere il procedimento almeno due volte al giorno.

Di Aty Lenzo

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