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Anziani in Italia senza reddito

Frediano (nome di fantasia, volendo il nostro lettore mantenere l’anonimato), vive da oltre venti anni in Svizzera nel Cantone Uri dove ha messo su famiglia con una donna pu­re emigrata di nazionalità austriaca.

In Italia, ­ in un piccolo paesino della Campania, ­ vive sua madre quasi settantenne che, dopo una vita coniugale vissuta tranquillamente senza problemi, da quasi un anno si è ritrovata sola essendo stata abbandonata da suo marito, cioè dal padre di Frediano, che se ne è fuggito presumibilmente in Africa con una donna di colore conosciuta chissà dove, peraltro molto più giovane di lui e della quale non si conosce neppure l’origine. La madre non ha mai versato contributi previdenziali per cui non ha alcuna pensione e con la sparizione del marito, mancando il reddito della sua pensione, finora è vissuta con quei pochi risparmi che aveva. Ma adesso quei risparmi sono terminati e Frediano ha iniziato a farsene carico personalmente essendo figlio unico. Tuttavia anche lui e la sua famiglia “non vivono nell’oro” ed è quindi problematico per Frediano il mantenimento della madre in Italia che, oltretutto, ha rifiutato di riunirsi con loro in Svizzera.

Questo nostro lettore ha quindi deciso di scriverci per sottoporci questa brutta situazione in cui si è venuta a trovare sua madre per domandarci se non è possibile, per sua madre, avere un’assistenza economica da parte dello Stato italiano.

In Italia coloro che non hanno diritto ad una pensione di vecchiaia (almeno venti anni di contribuzione) possono aver diritto all’Assegno sociale (che dal 1996 ha sostituito la precedente Pensione sociale) che è una prestazione assistenziale destinata a coloro che si trovano in condizioni economiche disagiate certificate dall’ISEE (ovvero il così detto Indicatore Situazione Economica Equivalente che permette di misurare la condizione economica delle famiglie italiane). Rientrando in queste condizioni di disagio economico, per maturare il diritto all’Assegno sociale necessitano anche altri determinati requisiti: 67 anni di età; cittadinanza italiana o di altro Paese europeo purché iscritti all’anagrafe del Comune di residenza o cittadini extracomunitari con un permesso di soggiorno di lungo periodo; residenza effettiva, stabile e    continuativa in Italia da almeno 10 anni.

Vi sono poi dei requisiti legati al reddito personale o familiare. Per esempio per il corrente anno (2022) l’Assegno sociale, ammontante a 468 euro per 13 mensilità, spetta a coloro che: sono senza reddito, se non coniugati; hanno un reddito massimo di 6’079,45 euro annui, se coniugati.
Mentre spetta in misura ridotta in caso di: reddito personale annuo fino a 6.079,45 euro per i non coniugati; redditi cumulati con il coniuge compresi fra 6’079,45 e 12’158,90 euro.

Vista la situazione familiare di Frediano è bene rimarcare il requisito della residenza in Italia per i beneficiari dell’Assegno sociale che, quindi, non è esportabile all’estero. Pertanto l’Assegno verrebbe sospeso
qualora sua madre decidesse di trascorrere in Svizzera un periodo di tempo superiore a 29 giorni, mentre l’Assegno sociale verrebbe addirittura revocato con un soggiorno in Svizzera o, comunque all’estero, per più di un anno!
Inoltre l’Assegno sociale è compatibile con la Pensione di cittadinanza (da non confondere con il Reddito di cittadinanza!) per cui, se vengono soddisfatti i requisiti richiesti, che sono pressappoco analoghi a
quelli per l’Assegno sociale, la madre di Frediano potrebbe arrivare ad ottenere complessivamente fino ad un massimo di 780 euro mensili.

Tuttavia, nel caso in questione, può esserci un problema. Infatti la madre di Frediano per lo Stato civile, con tutta probabilità, risulta ancora coniugata con una persona che è titolare di un reddito da pensione per cui credo che dovrebbe chiarire la sua situazione a livello legale visto che siamo in presenza del così detto “abbandono del tetto coniugale” da parte del coniuge del quale non ha più avuto notizia. Consiglio pertanto a Frediano ed a sua madre di consultare un legale in loco per chiarire questa  sua situazione familiare e di rivolgersi al ITAL UIL o ad altro patronato di fiducia, per presentare comunque la domanda di Assegno sociale e di Pensione di cittadinanza.

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