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Mahmood – Creatività e passione

Io partirei subito dall'inizio: vinci “Sanremo Giovani” nel 2018, poi a febbraio 2019 vinci anche Sanremo con “Soldi”. Arrivi secondo all'Eurovision Song Contest 2019. La domanda è questa: la tua vita è cambiata, sei diventato una star praticamente, cosa ti ha aiutato a mantenere un equilibrio mentale?

Ma guarda l'equilibrio mentale, (ride) fa ridere perché in realtà c'è una cosa che io cerco sempre, di stare attaccato alle cose di sempre, alle persone di sempre, i miei amici, la famiglia, quello lì diciamo è un po’ il mio equilibrio mentale. Per il resto bisogna….. io sono anche uno che si pone tanti obiettivi, sempre, quindi raggiunto un obiettivo diciamo che mi adagio per poco tempo, poi penso subito a quello successivo.

Quanto ha inciso su te, dopo l'Eurovision 2019, la possibilità di arrivare ad un pubblico anche internazionale?

Tantissimo. Dopo l'Eurovision ho avuto l'opportunità di fare un Tour Europeo per la prima volta. Quindi devo dire che è stata un'opportunità davvero unica nel suo genere. Infatti, sono molto contento di essere tornato quest'anno con Blanco.

Adesso passiamo al tuo ultimo album: quando è nato “Ghettolimpo”?

“Ghettolimpo” è nato tre anni fa. Ho scritto questo disco già da un po’ di tempo. Da subito dopo Sanremo. Durante l’Eurovision stavo iniziando a scriverlo. Devo dire che, infatti, parla proprio dei miei ultimi anni, di come ho vissuto la vita in quest'ultimo periodo. Devo dire che è un disco in cui ho sperimentato molto anche a livello di sound. È stato quasi un azzardo uscire con un disco del genere, però è stato utile soprattutto per la mia creatività.

Si può dire che “Ghettolimpo” fonde mito e realtà?

Sì, esatto! Cioè diciamo che parto da una passione che è la mitologia per trovare delle chiavi in comune con quella che è la mia vita reale. Quindi diciamo che in “Ghettolimpo” sono racchiuse quasi tutte le mie passioni. Perché poi si passa anche da anime giapponesi ad, appunto, proprio miti dell'antica Grecia. Tra cui io appunto: “Icaro”. L’intro dell'album “Dei”. Faccio proprio una filastrocca perché da piccolo mi piaceva leggere l'enciclopedia sulla mitologia Greca ed è una cosa che un po’ si è…. una passione che si è dilungata negli anni fino a sfociare in questo album.

Qual è il pezzo nucleo del disco?

Il pezzo nucleo credo sia “T’amo”. Racconta chi sono, da dove vengo, parla di mia madre, della Sardegna. C'è tanto in quel pezzo, credo sia un po’ il punto chiave di “Ghettolimpo”.

Quali sono gli artisti internazionali e gli italiani che maggiormente influenzano le tue scelte musicali?

Io sono cresciuto ascoltando Paolo Conte, Lucio Battisti, Lucio Dalla, De Gregori. Devo dire che comunque i grandi cantautori mi hanno dato una grossa mano soprattutto nel primo periodo in cui ho iniziato a scrivere canzoni. Si, sono questi.

Quali sono gli artisti sia italiani che internazionali con i quali ti piacerebbe lavorare insieme, fare magari una canzone, un duetto?

Sicuramente mi piacerebbe un sacco collaborare con i “Them Days” perché sono un fan da un sacco di anni, quindi sarebbe fighissimo poter fare insieme qualcosa.

Passiamo al Festival di Sanremo: quando e com’è nato il brano del Festival “Brividi”?

È nato quest'anno. Mi sono incontrato per caso con Michelangelo dato che avevamo deciso di scrivere i nuovi pezzi. Poi, un giorno, lui mi ha chiesto se poteva venire anche Ricky (ndr Blanco) in studio e abbiamo così iniziato a scrivere partendo dal ritornello. Dopo quattro mesi abbiamo chiuso il pezzo. Io ho scritto la mia strofa a casa mia e lui l’ha scritta a casa sua. Quindi ci sta questo incontro tra due generazioni diverse che si uniscono in un punto comune che è il ritornello.

Eurovision 2022: sui social Mahmood e Blanco vincono alla grande, siete i più social del mondo, li dominate. Che cosa pensi di queste previsioni, questi sondaggi?

La stessa cosa che pensavo di quando c’erano le previsioni a Sanremo. Bisogna un po’ lasciarle perdere sennò non ti godi l'esperienza. Alla fine non siamo andati lì per vincere ma ci siamo andati per fare una bella esibizione e portare la nostra musica ad un pubblico molto grande, europeo. Ecco qual'è la nostra ansia più grande: in realtà è fare bene, cantare bene.

Il tuo stile musicale è stato descritto come «innovativo e ricercato, non etichettabile e difficilmente incanalabile in un genere musicale specifico». È giusto?

Sì, non mi piace mai mettere la mia musica in un solo genere musicale. Perché alla fine le mie ispirazioni vengono da tanti generi differenti. Quindi è un po’ un controsenso dire che faccio un genere piuttosto che un altro. Già dall'infanzia mio papà mi faceva ascoltare canzoni arabe delle sue cantanti preferite. Mia madre, invece, mi faceva ascoltare musica italiana. Diciamo che c’è stato questo mix che si ripropone quando creo le mie canzoni.

Ghettolimpo” è secondo me un bel brano, ambizioso, cambia stile e ritmo, è stato un tour de force per te realizzarlo? O è arrivato in maniera più semplice di quello che si possa immaginare?

No, “Ghettolimpo” l'ho scritto un pomeriggio in studio con Fugazza e Marcello che sono appunto i miei due produttori e che suonano pure con me “live”. Devo dire che Francesco aveva già fatto una sorta di beat. Su quel beat ho iniziato a fare delle melodie soprattutto ispirandomi, per l'intro di “Ghettolimpo”, alla preghiera che lanciano da sopra le moschee la mattina. Ho un ricordo vivo di quando ci ero andato da piccolo con mio papà. Quindi ci eravamo ispirati appunto al tema religioso. In realtà, però, “Ghettolimpo” è una canzone che non parla di religione... comunque ho voluto mischiare un po’ quelli che sono i miei ricordi d’infanzia.

Di Luigi Farulli

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