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Giustizialisti i pochi votanti – Il voto all’estero per i referendum sulla giustizia

Con il referendum sulla giustizia dello scorso 12 giugno è stato applicato per la tredicesima volta (quattro elezioni politiche e nove consultazioni referendarie) il voto per corrispondenza agli elettori italiani iscritti all’AIRE dall’introduzione della così detta legge Tremaglia del 2001. Purtroppo, per l’ennesima volta, la stragrande maggioranza degli elettori iscritti all’AIRE hanno ancora dimostrato, non tanto, di non apprezzare il loro essere cittadini di un Paese democratico che consente anche a loro di esprimersi con un voto per decidere le vicende sociali e politiche dell’Italia, quanto di non essere affatto interessati agli accadimenti del Belpaese. Altrimenti diventa difficile da spiegare l’ormai tradizionale bassissima partecipazione al voto per corrispondenza dell’elettorato residente all’estero nonostante che quel diritto-dovere non comporti per loro alcun sacrificio a differenza degli elettori residenti in Italia i quali quando non votano possono, invece, avanzare anche delle scusanti (la pioggia, la canicola, la nuotata al mare, l’escursione in montagna, il trovarsi in giro per l’Italia o per il mondo per lavoro o turismo, ecc. ecc.) dovendo raggiungere fisicamente il loro seggio elettorale.

Infatti anche in questa ultima occasione referendaria – dove pure l’elettorato italiano nel suo complesso (50'915'402), con il 21% dei votanti, non ha brillato per la sua partecipazione - su 4'735'783 elettori residenti all’estero hanno votato solo il 16,03% degli aventi diritto. Ovvero il 13,08% su 2'570'962 elettori in Europa, il 22,31% su 1'511'406 elettori in America meridionale, l’11,79% su 411'521 elettori in America centro-settentrionale ed il 14,39% su 242'316 elettori in Africa-Antartide-Asia-Oceania. Ebbene di fronte a questi numeri ed alla persistente indifferenza al voto da parte della maggioranza dell’elettorato italiano della Circoscrizione Estero è evidente che la Legge Tremaglia dovrà essere rivista al più presto da chi di dovere e senza ostracismi di sorta da parte di chi, come noi, ne siamo i destinatari.

Tutto ciò ricordato a proposito di numeri, quello che salta agli occhi verificando i dati della partecipazione al voto, Paese per Paese, è che essa è stata minore nelle nazioni di più antica emigrazione dove risiedono le più numerose comunità italiane rispetto ad altri Paesi di più recente emigrazione italiana, scelti magari dai tanti cervelli in fuga, a conferma che l’interesse per le vicende sociali e politiche italiane interessano maggiormente quest’ultimi rispetto alla vecchia emigrazione e, soprattutto, ai loro discendenti. Unica eccezione l’America meridionale dove vi è stata, stranamente, la più alta partecipazione al voto di una pur numerosa comunità italiana tuttavia composta, per lo più, da doppi cittadini grazie al recupero della nazionalità italiana - in virtù dello jus sanguinis - di molti abitanti di quella parte del mondo che hanno potuto dimostrare di aver avuto un ascendente, più o meno lontano, di cittadinanza italiana.

Altro aspetto che salta agli occhi di questo voto referendario nella Circoscrizione Estero è il giustizialismo degli elettori iscritti all’AIRE, perlomeno di coloro che hanno votato. Infatti ovunque - pure in Svizzera - è risultato vincente il “no” ai quesiti sulla legge Severino (incandidabilità anche dopo una condanna di primo grado) e quello relativo alla limitazione delle misure cautelari, mentre hanno prevalso i “si” agli altri tre quesiti referendari (separazione delle funzioni de magistrati, inserimento dei membri laici nei consigli giudiziari, elezioni dei componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura). In ogni caso, al di là del risultato che i singoli referendum sulla magistratura hanno avuto all’estero, i cinque quesiti posti sono stati, comunque, tutti bocciati poiché la partecipazione al voto - con il suo 21% complessivo degli aventi diritto - non ha raggiunto la soglia del 50% più uno dei votanti necessaria per rendere validi i referendum abrogazionisti.

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