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Il 12 giugno si vota… per 5 Referendum sulla Giustizia

Innanzitutto ricordo che nella Circoscrizione estero, in cui si vota per corrispondenza, oltre cinque milioni di elettori scritti all’AIRE riceveranno il plico elettorale dagli Uffici consolari di loro pertinenza per la votazione dei cinque referendum abrogativi del prossimo 12 giugno. Tuttavia, secondo la consuetudine, nella Circoscrizione Estero gli elettori riceveranno il plico elettorale, presumibilmente, già a decorrere dal lunedì della settimana precedente, quindi in questo caso dal 30 maggio, mentre le buste con il voto espresso dovranno ritornare all’Ufficio consolare entro le ore 16 di giovedì 9 giugno.

I QUESITI

In questa occasione gli elettori sono chiamati ad esprimersi su cinque quesiti - promossi dai Radicali e dalla Lega - già illustrati recentemente da questo settimanale (L’ECO nr. 20 del 18.5.2022) e che ricordiamo succintamente qui di seguito: la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) per consentire la presentazione di autocandidature di singoli magistrati; l'equa valutazione dei magistrati nei Consigli Giudiziari che sono organi “ausiliari” del CSM affinché anche avvocati e professori possano partecipare alla valutazione dell’operato dei magistrati; la separazione delle carriere dei magistrati tra giudici e pubblici ministeri; i limiti agli abusi della custodia cautelare affinché essa non si applichi più nei casi di “gravi indizi di colpevolezza” e per la “possibile reiterazione del reato”; l'abolizione della Legge Severino ovvero sull’incandidabilità e ineleggibilità (o decadenza) da cariche elettive (Parlamento Europeo e Italiano, Consigli Regionali e Comunali o cariche di governo) dei condannati per gravi reati.

IO VOTO “SI”

Avendo, peraltro, sottoscritto tutti e sette i quesiti referendari proposti da Radicali e Lega (sia questi cinque, approvati dalla Corte Costituzionale, che gli altri due su cannabis ed eutanasia purtroppo respinti dalla Consulta), io voterò con un “si” convinto a tutti e cinque i quesiti. Questi, non saranno un toccasana per la giustizia italiana, ma certamente - se approvati – renderanno il sistema giudiziario italiano, da un lato, meno giustizialista (basti pensare che, mentre le carceri “scoppiano” dovendo ospitare molti più detenuti rispetto alla loro disponibilità di celle, circa il 30% della popolazione carceraria non sta scontando una pena ma è detenuta in attesa di giudizio) e, dall’altro, più democratico l’iter della carriera nella magistratura non più condizionata dall’appartenenza a questa o quella corrente. Tutto ciò con evidenti benefici per il popolo italiano. E questa non è una opinione del sottoscritto bensì la constatazione dei guai che molti pubblici ministeri e giudici hanno combinato negli ultimi decenni da quando la politica è succube della Magistratura che, di fatto, è divenuta “proprietà” delle varie correnti a cui aderiscono la maggioranza dei magistrati. Troppi innocenti che finiscono in carcere con una media di 1’000 all’anno, negli ultimi 25 anni lo Stato ha già speso in risarcimenti più di 740 milioni di euro e il costo, secondo i Radicali, prosegue al ritmo di 81 mila euro al giorno. Un esempio di malagiustizia tra i personaggi famosi, pensiamo al caso di Enzo Tortora il quale, a seguito della conclusione della sua triste vicenda, disse che solo tre categorie di persone non rispondono dei loro crimini: i bambini, i pazzi e la magistratura! oppure, altro esempio tra quelli sconosciuti al grande pubblico, pensiamo al caso di Giuseppe Gulotta, definito il più grande errore della storia giudiziaria italiana, che ha trascorso 22 dei suoi 60 anni in carcere per un reato che non ha mai commesso e che dopo aver ottenuto un risarcimento dallo Stato di 6,5 milioni di euro ne ha richiesti altri 66 milioni. Ed il contribuente paga ma mai quei magistrati che ne sono stati responsabili. Anzi, con gli anni, il sistema correntizio che gestisce il CSM li premia facendoli avanzare nella carriera anche in ruoli apicali.

IL RISCHIO DEL QUORUM

Purtroppo, anche in questo caso, mancando i due quesiti su cannabis ed eutanasia, temi molto attrattivi specie tra gli elettori più giovani, vi è il rischio - soprattutto per colpevole disattenzione dei media verso questi referendum che coinvolgono la magistratura - che i votanti non superino il quorum del 50% del corpo elettorale rendendo nulli i referendum, ma anche a causa della crescente disaffezione al voto, in generale, dell’elettorato italiano.

APPELLO AL VOTO

Indipendentemente da quella che sarà la partecipazione al voto degli elettori residenti in Italia è, tuttavia, importante che nella Circoscrizione Estero votino molti elettori, parecchi di più di quanti abbiano mai votato all’estero da quando è stato introdotto il voto per corrispondenza. Innanzitutto per dimostrare l’interessamento dei cittadini italiani all’estero per quanto accade in Italia, ma anche per contribuire al superamento del quorum nonché per difendere la conquista del voto all’estero messo sempre di più in discussione in questi ultimi tempi!

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