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L’irrazionalità della burocrazia – Dallo sportello fantasma al Consolato Generale d’Italia a Lugano

Vi ricordate il citofono del numero della scorsa settimana?

Bene, i motivi perché aumenti la pressione, nell’ambito dell’assistenza offerta alla mia cara amica, residente in Svizzera da più di 60 anni, non erano terminati con l’invio del famoso formulario. La signora necessitava di un Certificato di Stato Civile. Essendo straniera, come visto, il documento non poteva essere richiesto al servizio centrale dello stato civile di cui ogni Cantone dispone, ma ad uno sportello particolare (quello del citofono per intenderci) che è ubicato nel Comune di residenza. Orbene, compilato ed inviato il formulario all'ufficio preposto, la risposta della funzionaria (quella na-scosta dietro al citofono per intenderci) è stata la seguente: dal 2004, è stato introdotto il sistema informatizzato che documenta lo stato civile di cui all’art. 39 cpv 1 CC e sostituisce il registro dello stato civile tenuto sotto forma cartacea. Tutti gli eventi che lei mi elenca sono avvenuti prima di que-sta data, pertanto eventualmente registrati nei registri cartacei dello stato civile, oppure non motivo di rilevamento. Non siamo pertanto in grado di rilasciarle una conferma di stato civile per cittadini stranieri.

Potrà richiedere il documento all’autorità competente del suo Paese di origine..

Per "eventi che lei mi indica" si intende, e scusate se è poco, di un matrimonio, un divorzio e la nascita di due figli!!!

Cosa dire? Boh???

Ma a parte ciò, questo significa che una cittadina straniera, dopo 60 anni di vita in Svizzera (trasferitasi quando aveva quattro anni), che di straniero non ha più nulla e che è molto più svizzera del vostro umile servitore, per ottenere un semplice Certificato di Stato Civile deve contattare il suo comune di nascita ed iniziare il percorso del combattente per ottenere uno straccio di carta? Ma vi è di più, ossia:

1) ma che controllo esiste in Svizzera sugli stranieri?

2) Questo è il ringraziamento per una miriade di donne e uomini che hanno lasciato il loro paese per trasferirsi in Svizzera dove hanno, come tutti, suda-to e lavorato anche per il benessere della nazione, adattandosi ai nostri usi e costumi?

Da persona razionale quale sono, non voglio credere che tutto si possa risolvere con un laconico “non siamo pertanto in grado di rilasciarle una conferma di stato civile per cittadini stranieri!!!

Ditemi per favore che non è vero, non nella civilizzata Svizzera, non in uno dei paesi sempre preso a modello di efficienza, dove la burocrazia, quella peggiore intendo, era solo un lontano incubo che mai avrebbe potuto realizzarsi.

Io sono svizzero, ma sono davvero in imbarazzo, perché non ammetto che determinate cose possano succedere. Non è logico che chi è vissuto da noi quasi tutta la vita, senza mai dare alcun problema, non sia registrato in una semplice banca dati e non possa, come tutti gli altri cittadini, ricevere un semplice documento nell’ambito del quale risultino altrettante poche e semplici, ma fondamentali informazioni e cioé: nome, cognome, data di nascita, paternità, stato civile (sposato, divorziato, vedovo) e figli.

La solerte funzionaria, nel suo email mi rinvia ad una direttiva, la Direttiva UFSC n. 10.08.10.01 del 1. ottobre 2008 che, ovviamente, ho subito cercato in internet e scaricato per leggerla e capirla. Vabbé, “capirla” è una grande parola poiché in 40 anni di carriera lavorativa, mai e poi mai mi è capitato di leggere una Direttiva così incomprensibile, come quella appena indicata.

Si tratta di un susseguirsi di para-grafi, senza alcun senso e soprattutto senza che venga spiegato come mai uno straniero può ritrovarsi, dopo 60 anni di vita nel nostro paese, senza essere registrato in un registro dello Stato Civile.

Vi chiederete com’è andata a finire? Beh, ho contattato il servizio dello stato civile del Consolato Generale d’Italia a Lugano al quale tutti gli italiani, residenti nella Circoscrizione e iscritti all’AIRE possono rivolgersi. Vi terrò aggiornati nei prossimi numeri sul risultato delle mie ricerche.

Sarebbe comunque il colmo se per una persona residente in Svizzera da più di 60 anni, riuscissi ad ottenere un Certificato di Sato Civile con informazioni riguardanti fatti successi in Svizzera, non dalla Svizzera ma bensì dalla rappresentanza consolare del suo paese d'origine!

Burocrazia a parte, una buona settimana a tutti i lettori de l’ECO

 

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