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La brunella (Brunella vulgaris)

La brunella o prunella, è comunissima allo stato spontaneo, dalle regioni costiere del Mediterraneo fino a quelle montane; cresce indifferentemente in terreni profondi, fertili e freschi, ad esempio nei prati e nei pascoli, come pure in quelli superficiali, sassosi, asciutti o calcarei. Infatti, la si incontra anche lungo i viottoli di campagna, sulle scarpate brulle e in tutti i luoghi incolti. È conosciuta anche come morella o erba mora, forse per la colorazione scura e bruniccia dei calici e delle infiorescenze ormai appassite.

COME SI RICONOSCE

Pianta erbacea cespitosa e perenne, a portamento prostrato e di altezza variante da 10 a 50 cm a seconda della fertilità del terreno. Gli steli radicano quando vengono a contatto del terreno, le foglie sono opposte, ovali, picciolate e a margine interno o appena dentato. I fiori sono violacei e riuniti in spighe ovoidali.

COME SI UTILIZZA

L'erba brunella viene apprezzata per le proprietä astringenti, antinfiammatorie, detergenti e cicatrizzanti, per uso esterno e anche interno. Le foglie sono commestibili, ma solo se raccolte quando sono ancora tenere e da piante cresciute in terreni freschi o fertili.

QUANDO SI RACCOGLIE

Si recidono i cespi al piede nel momento della fioritura, da giugno a settembre.

I CONSIGLI DELL'ERBORISTA

Come si prepara per la conservazione: viene essiccata all'aria e si conserva in sacchi di carta o di tela.

Uso farmaceutico

I fiori possono servire a preparare un infuso, in alternativa alla Camomilla, utile per lo stomaco. In fitoterapia questa pianta, raccolta in estate durante la fioritura, ha proprietà antivirali, antibatteriche, antinfiammatorie, immunomodulanti, antiossidanti, antitumorali, antipertensive e ipoglicemiche. La pianta contiene tannini e polisaccaridi ad azione antivirale, triterpeni principalmente del tipo acido oleanolico e acido ursolico ad azione antitumorale, e acidi fenolici, acido rosmarinico e flavonoidi ad azione antiossidante e antinfiammatoria. Studi clinici a supporto della sua efficacia sono pressoché assenti, malgrado sia molto utilizzata soprattutto nella medicina tradizionale cinese.

Nella diarrea: far bollire in mezzo litro di acqua calda un cucchiaio di brunella per 3 minuti. Filtrare e bere a piccoli sorsi.

Per l'infiammazione delle gengive: in mezzo litro di acqua calda, versare due cucchiai da tavola e bollire lentamente per 5 minuti. Filtrare e fare degli sciacqui, tenendo a lungo il liquido in bocca.

Nella cura delle emorroidi: far bollire in un litro d'acqua calda 4 cucchiai di brunella per 5 minuti. Spegnere e lasciare riposare per altri 10 minuti. Filtrare e usare per fare degli impacchi freddi.

Per cicatrizzare una piaga: versare due cucchiai di brunella in tre quarti di acqua calda e bollire per 5 minuti. Filtrare, imbevere una tela nel liquido e applicarla sulla piaga avendo cura di rinnovarla ogni quarto d'ora. Ripetere tre, quattro volte al dì.

Contro l'angina: versare un cuchiaio da tavola di brunella in un quarto di acqua calda e coprire. Filtrare dopo 15 minuti. Fare dei gargarismi più volte al giorno.

In cucina

Le foglie sono aromatiche e si possono aggiungere alle insalate.

CURIOSITÀ

In tedesco viene chiamata bräune, a indicare che quest'erba aveva fama di lenire le scottature e i danni causati alla pelle dall'abbronzatura. Nel mondo anglosassone, invece, prende il nome di self-heal o all-heal (che potremmo tradurre come "salute fai da te" o "tutta salute"), per la sua reputazione di cicatrizzante, in grado di far rimarginare qualsiasi ferita.

Di Aty Lenzo

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