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Le propietà benefiche del carciofo

Questa pianta è di incerta origine; probabilmente, si tratta di un ibrido orticolo derivato, a seguito di incroci e di successive selezioni, dal carciofo selvatico (Cynara candunculus var. syilvestris) e da altre specie similari, presenti allo stato spontaneo nelle regioni del Mediterraneo; perciò, viene anche classificato come Cynara candunculus var. sativa (sin. var. scolymus). Il carciofo è una pianta erbacea molto vigorosa, che forma dei cespi alti e larghi fino a 2m; le foglie sono ampie, profondamente incise e di colore verde glauco; i capolini sono moto grossi, ovali o tondeggianti, con fiori azzurroviolacei e caratteristiche brattee coriacee, inermi o anche munite di grosse spine. L’Italia è il maggior produttore di carciofi e le coltivazioni si trovano soprattutto in Sardegna, Lazio, Toscana, Puglia e Liguria. Tra gli altri Paesi lo troviamo in particolare in Spagna e Francia.

COME COLTIVARLO

Il carciofo esige un clima mite a abbastanza umido ma resiste bene a temperature più basse, anche intorno agli zero gradi. Giugno è considerato il periodo migliore per la coltivazione dei carciofi: in questo mese la pianta può produrre da 10 a 15 capolini. La raccolta dei carciofi avviene tra novembre ed aprile. Per utilizzare e gustare al meglio il carciofo, occorre ripulire il gambo della parte esterna dura e legnosa; anche le foglie più esterne e dure del fiore vanno eliminate. Si taglia quindi la parte superiore per eliminare le spine interne, infine si taglia il capolino.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

I capolini, talvolta detti mammole, si recidono con la prima porzione del peduncolo quando sono abbastanza grossi, ma ancora sodi; le foglie si raccolgono a primavera o anche in altre stagioni, mentre il rizoma si scava a fine estate o in autunno. Le parti della pianta si fanno essiccare all'ombra, in un luogo fresco e ben aerato: si conservano in sacchi di carta o di tela. Quando i carciofi sono molto freschi, con il gambo lungo, si possono conservare immersi in acqua come se fossero fiori. In frigorifero invece si conservano per almeno 5-6 giorni in un contenitore ermetico, dopo aver tolto le foglie esterne ed il gambo ed averli lavati e asciugati.

Decotto: in un pentolino, versate 250 ml di acqua, o quel che serve per riempire una tazza. Pulite il carciofo tagliando la parte superiore con le spine, eliminate il gambo e le foglie più esterne. Dopo aver liberato una ad una tutte le foglie, fatele bollire per 15-20 minuti nell’acqua. Filtrate, fate intiepidire e bevete il vostro decotto di carciofi, dolcificandolo se necessario. Se volete, potete conservare la tisana in frigorifero in una bottiglia di vetro per un paio di giorni.

Infuso: portate a ebollizione 3 litri di acqua, tuffatevi 250 g di foglie di carciofo tenere, 1 cucchiaio di semi di finocchio e cuocete per 15 minuti. Bevete l’infuso, caldo o freddo, addolcendolo a piacere con miele o foglie di stevia. Ha proprietà depurative e digestive.

PER LA BELLEZZA

Maschera detergente: eliminare le foglie più dure del carciofo tenendo solo il cuore tenero, quindi metterlo in un pentolino, coperto con poca acqua. Far bollire per alcuni minuti, lasciarlo raffreddare e frullarlo insieme a 1 cucchiaio di olio e il succo di 1/2 limone fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Applicare la maschera su viso e collo evitando la zona del contorno occhi e lasciare in posa per 10 minuti, quindi risciacquare con acqua tiepida e applicare la crema idratante come d’abitudine.

PROPRIETÀ

La principale funzione del carciofo è sicuramente quella epatoprotettrice. Nelle foglie del carciofo, infatti, è presente la cinarina, una sostanza che favorisce la diuresi e la secrezione biliare per cui è utile in patologie come l’epatite e la cirrosi. Essa però è disattivata dalla cottura, per cui è necessario consumare il carciofo crudo per beneficiare di questa proprietà.

Azione diuretica: stimolano la diuresi grazie alla presenza di potassio e cinarina, per cui sono importanti per la depurazione renale, per abbassare la pressione sanguigna e per contrastare la cellulite. L’infuso preparato con le foglie di carciofo è l’ideale per stimolare la diuresi ed eliminare le tossine, il sapore è molto amaro ma ne vale sicuramente la pena. Azione antiossidante: sono utili nel contrastare l’azione dei radicali liberi, sostanze che possono favorire l’insorgenza dei tumori. Nei carciofi, in particolare nel cuore, è presente l’acido clorogenico, un forte antiossidante utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e arterosclerotiche. Nei carciofi sono presenti anche altri antiossidanti, come i polifenoli, rutina e quercetina e i flavonoidi.

Azione digestiva: questa proprietà dei carciofi è data dalla presenza di cinarina, sostanza amara che abbiamo già avuto modo di conoscere, la quale favorisce i processi digestivi, in particolare stimolando la secrezione biliare.

Azione reegolarizzante del transito intestinale: sono utili nel regolarizzare il transito intestinale in caso di stipsi e aiutano a ripulire il colon da scorie e tossine.

Contro l'itterizia: versare un cucchiaio di foglie in una tazzina da caffé di acqua calda e far bollire per un minuto. Filtrare e bere mezz'ora prima dei pasti. Contro l'anemia: versare due cucchiaini di foglie di carciofo in 1/2 litro di acqua calda e far bollire per 5 minuti. Filtrare e bere una tazza da tè subito dopo i pasti addolcito con miele o melassa.

Controindicazioni

È sconsigliato nei soggetti che soffrono di calcoli biliari in quanto potrebbero provocare il blocco o l’ostruzione del dotto biliare. Vietata l’assunzione a chi soffre di allergia alle piante della famiglia delle Asteraceae e alle donne che stanno allattando: inibisce la secrezione di latte.

CURIOSITÀ

Secondo una credenza dell’antichità sognare carciofi era segno di sventura: ritenuto un cibo povero e privo di nutrimento, era simbolo di dolore e disgrazia. Il concetto è stato totalmente stravolto nel 1575, periodo nel quale, veniva considerato una verdura di lusso, che pochi potevano gustare, tra questi, Caterina De Medici, estremamente golosa, tanto che, in occasione di un pranzo di nozze, rischiò di morire di indigestione per averne mangiati troppi. In epoca medioevale se ne sono perse quasi completamente le tracce e lo ritroviamo nella seconda metà del Cinquecento, grazie alle abili mani dei giardinieri. Venne reintrodotto dal XVI secolo in poi nelle mense e ci si accorse delle sue caratteristiche terapeutiche, e oltre a quelle precedentemente citate, si pensava avesse anche proprietà eccitanti eafrodisiache.

LA RICETTA LIQUORE DI CARCIOFO

Ingredienti:

•200 g foglie e bucce di gambo di carciofo mondato

•2 scorze di arancia

•1 seme di cardamomo

•1 l alcol 95°

•1100 ml acqua

•400g zucchero

Lavare ed asciugare le foglie e le bucce di carciofo e inserirle in un vaso capiente con tappo. Aggiungere le due scorze d’arancia ed il seme di cardamomo. Versare sopra 1 l di alcol 95°. Chiudere e lasciar macerare per 10 giorni. Trascorso il periodo, in una casseruola far sciogliere 400 g di zucchero in 1100 ml di acqua calda. Far raffreddare completamente. Prendere una ciotola grande e capiente e versare l’alcol utilizzando un colino, scartando il residuo. A questo punto unire lo sciroppo raffreddato. Mescolare bene ed imbottigliare filtrando nuovamente attraverso un colino ricoperto da un piccolo strofinaccio. Lasciarlo riposare in credenza per 1 mese. Potrete gustarlo a temperatura ambiente o freddo! In entrambi i casi sarà ottimo!

NOTE

Questo liquore ha la tendenza a formare un leggero residuo. Quando lo consumerete agitatelo leggermente.

Di Aty Lenzo

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