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Le questioni di forma in diritto (2a parte)

Continuiamo oggi le osservazioni fatte la scorsa settimana a seguito del quesito posto dalla cara Signora Rossana in merito alle questioni di forma in diritto svizzero.

Abbiamo visto che nel nostro sistema esistono fondamentalmente tre forme (orale, scritta e autentica).

La forma autentica, necessaria per tutte le transazioni legate agli immobili, è la più “pesante” nel senso che, formalmente, richiede l’intervento di un notaio. Un’importante eccezione a questo principio lo troviamo in ambito di successioni.

Quando qualcuno muore i suoi attivi e passivi passano agli eredi. Questo insieme di beni e diritti che trapassano è detto massa successoria. La massa successoria dovrà, un giorno, essere divisa tra gli eredi. Se tra i beni figurano degli immobili anche questi dovranno essere assegnati ai beneficiari. Formalmente parlando, si tratta anche in questo caso di un trapasso immobiliare nel senso che il vecchio proprietario (il defunto) deve essere sostituito a Registro Fondiario con l’erede che riceverà in proprietà l’immobile. In questi casi l’intervento di un notaio non è necessario poiché tutti gli eredi potranno sciogliere la massa ereditaria tramite la firma di un accordo scritto redatto dai medesimi. Se questo accordo di divisione è firmato da tutti gli eredi, l’ufficiale del Registro Fondiario è obbligato a riceverlo e ad apportare tutte le modifiche del caso a registro.

Le regole che reggono la forma autentica obbligano il notaio e lo Stato a conservare a tempo indeterminato una copia originale dell’atto redatto. Per soddisfare questa esigenza gli atti allestiti dai notai vengono in un primo tempo conservati in appositi archivi detti “archivi notarili”. Questi stessi atti vengono poi trasferiti negli “archivi cantonali”. La conservazione di tutta questa massa di carta genera dei problemi legati alla protezione da possibili danni causati dall’acqua e/o dal fuoco. Poiché i costi generati da questa conservazione particolare sono importanti, quasi tutti i cantoni si stanno muovendo proponendo fondamentalmente due soluzioni:

la prima consiste nel ridurre tramite apposite leggi il numero dei documenti di origine notarile che devono essere conservati. Il Cantone Zurigo ad esempio si è già mosso in questo senso.

La seconda strada percorribile che vede un numero di cantoni sempre più interessato è quella della digitalizzazione degli atti notarili. In pratica i notai, in un prossimo futuro, potranno svolgere tutti i loro compiti, senza dover ricorrere alla carta e alla stampa. Tutto verrebbe gestito con il computer e salvato, con notevole risparmio di costi e di spazio, su degli appositi server. Nello stesso senso si muovono anche i tribunali che, sempre nei vari cantoni, stanno pian piano organizzando le procedure per permettere agli avvocati, e non solo, di produrre i loro atti in forma elettronica. Anche in questo caso con una notevole riduzione non solo di spazio negli archivi ma anche di costi di archiviazione.

Molti studi legali, dal canto loro, si sono organizzati per conservare tutti gli atti che ricevono e producono, dopo averli scannerizzati, sui rispettivi server. Anche in questi casi con una notevole riduzione dei costi di archiviazione.

A livello svizzero un progetto attualmente in implementazione è costituito dal “justitia swiss” o “justitia 4.0” che prevede, entro il 2026, una trasformazione della giustizia svizzera in materia processuale penale, civile e amministrativa. Entro la data indicata tutti i partecipanti ad un procedimento, sia a livello cantonale che federale, i giudici, i ministeri pubblici e le altre autorità preposte al perseguimento della giustizia, dovranno poter scambiare i dati su di una piattaforma dotata di sicurezza accresciuta. In pratica esisteranno degli incarti giudiziari privi del supporto cartaceo.

Questo movimento legislativo e procedurale in corso non è niente altro che l’adattare un sistema all’evoluzione tecnologica. Alle tre forme degli atti conosciute sino ad oggi, quella orale, quella scritta e quella autentica, dovrà essere aggiunta a breve anche quella elettronica con le sue regole particolari.

Una buona settimana a tutti i lettori de l’ECO.

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