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LIBRETTI POSTALI DORMIENTI - E NON SOLO - A RISCHIO CHIUSURA

Già in passato (inizio del decennio scorso) in questa stessa rubrica avevamo informato i nostri lettori del pericolo che correvano i così detti “Libretti postali dormienti” - ovvero tutti quei Libretti postali giacenti presso POSTEITALIANE che non avevano subito alcuna movimentazione nel decennio passato -  di essere estinti con gli importi in essi contenuti trasferiti al Fondo CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici) al quale, poi, rivolgersi successivamente  per una eventuale richiesta di restituzione delle relative somme. Ebbene dallo scorso mese di marzo e fino al 21 giugno prossimo POSTE ITALIANE sta nuovamente procedendo alla chiusura non solo tutti i Libretti di risparmio postali dormienti (con depositi pari o superiori a 100 euro) ma anche di conti correnti, assegni circolari, Libretti nominativi o al portatore, certificati di deposito  nominativi o al portatore,  fondi di investimenti, purché non movimentati negli ultimi dieci anni. Anche in questo caso i relativi importi verranno trasferiti al Fondo CONSAP restando a disposizione dei rispettivi titolari. Riteniamo utile  dare questa informazione perché è notorio - a seguito delle autodenunce fiscali, relative ai beni posseduti in Italia, presentate alle autorità cantonali elvetiche degli scorsi anni - che tantissimi emigrati italiani residenti in Svizzera hanno risparmi investiti, o ereditato, presso POSTE ITALIANE. Gli interessati a questo provvedimento, se non vogliono complicarsi la vita dovendo poi inseguire i loro risparmi per recuperarli presso il Fondo CONSAP, dovranno movimentare questi Libretti dormienti, o altri eventuali investimenti, entro la scadenza del prossimo 21 giugno oppure quella definitiva del 20 ottobre 2022.

CAMBIO DI RESIDENZA CON UN CLICK

Importante innovazione introdotta in Italia. Infatti, dopo che le informazioni anagrafiche di tutti i 67 milioni di cittadini (tra residenti nei 7'904 comuni italiani e iscritti all’AIRE) sono stati inseriti nell’Anagrafe Nazionale, dallo scorso 27 aprile è possibile richiedere online (cioè con un click!) il cambio di residenza da un Comune all’altro, come pure il rimpatrio di un iscritto all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), collegandosi con il portale dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). Naturalmente l’accesso al portale per il cambio di residenza online (come, peraltro, a qualsiasi altro portale dell’Amministrazione Pubblica) necessita di doversi identificare utilizzando la propria identità digitale, cioè con la Carta di Identità Elettronica (CIE), oppure con il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o, ancora, con la Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Dunque questa novità del cambio di residenza con un click è un motivo in più, anche per gli italiani all’estero, di munirsi di una (o di tutte e tre) delle identità digitali summenzionate, anche per chi non ha dimestichezza con internet poiché, in caso di bisogno, ci si può avvalere dell’aiuto di un familiare o persona/ufficio di fiducia. Ma, a proposito di cambio di residenza, ricordiamo ancora una volta che gli iscritti all’AIRE possono chiedere il trasferimento dell’iscrizione da un Comune italiano all’altro unicamente al verificarsi di due situazioni: avere membri del proprio nucleo familiare iscritti all’AIRE nel Comune in cui si vuole trasferire la propria iscrizione, oppure avervi sempre membri del proprio nucleo familiare iscritti all’Anagrafe delle persone residenti (APR). Pertanto, per gli iscritti all’AIRE, non è consentito il cambio di iscrizione da un Comune all’altro per altri motivi come, per esempio, in seguito all’acquisto di un immobile in un Comune diverso da quello di iscrizione.

BONUS 200 EURO

Nel recente Decreto Aiuti – approvato dal governo Draghi la scorsa settimana – è stato inserito anche un Bonus da 200 euro, una tantum, destinato a: lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati con redditi fino a 35mila euro, nonché i percettori del reddito di cittadinanza, colf e lavoratori stagionali. Il Bonus lo avranno pure i lavoratori autonomi ma sono ancora da definire in quale forma e sostanza. Un Bonus di cui dovrebbero beneficiare, secondo il governo, circa 28 milioni di italiani con lo scopo di aiutare coloro che stanno subendo maggiormente le conseguenze economiche dovute alla crisi energetica ed alla guerra in Ucraina. Questo Bonus, uguale per tutti, i lavoratori  ed i pensionati se lo ritroveranno rispettivamente nelle buste paga o nel cedolino di pensione il prossimo mese di luglio senza dover fare alcuna domanda. Sarà la stessa Agenzia delle Entrate che, sulla base delle singole dichiarazioni dei redditi, deciderà quali saranno i beneficiari del Bonus. Pertanto dubitiamo che di questo Bonus possano godere, contrariamente alle loro aspettative, anche i titolari di una pensione italiana residenti all’estero che, non essendo imponibili fiscalmente in Italia, non presentando l’annuale dichiarazioni dei redditi sono sconosciuti all’Agenzia delle Entrate italiana. Ovviamente speriamo di essere in errore!

Dino Nardi

 

 

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