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Il nuovo diritto delle successioni

Terza parte

Cari lettori,

la settimana scorsa abbiamo visto, tramite un esempio pratico, quanto importante può essere la variazione della percentuale di legittima in occasione di una divisione ereditaria. Quando entrerà in vigore, il prossimo 1° gennaio 2023, il nuovo diritto delle successioni, assisteremo ad un cambiamento relativamente importante per rapporto alla concezione svizzera del diritto successorio. La porzione legittima ha già subito un cambiamento importante nel corso degli anni 70 quando una revisione ha abolito la riserva ereditaria tra fratelli e sorelle. Questo è stato il primo colpo di piccone che ha dato il la verso una sempre più marcata liberalizzazione e di transenna frantumazione del patrimonio tra una generazione e l’altra. Riducendo la legittima si permette al testatore di disporre di una parte sempre più importante della successione a favore anche di terze persone che a volte non hanno legami importanti con la famiglia. Vero è che la riduzione della legittima permette, se vista dalla parte degli eredi, anche di favorire certi di questi a scapito di altri. .

Interessante è quanto ha indicato il Consiglio federale nel suo messaggio concernente la revisione del Codice civile svizzero (Diritto successorio) del 29 agosto 2018 e meglio:

Il vigente diritto successorio è fortemente influenzato dal principio germanico secondo cui la successione a causa di morte sfugge in ampia misura al potere di disporre dell’ereditando. Tale principio trova espressione nella porzione legittima, nozione che si fonda sul principio che esiste, nella famiglia, un ordine naturale alla successione che il disponente non può abolire”. Se è vero che esiste questo ordine naturale è altrettanto vero che restringendo sempre più la porzione legittima si finisce per svuotarla di qualsiasi contenuto e continuano su questa strada di abolire quello che non si vuole venga abolito.

Le porzioni legittime costituiscono la parte del patrimonio sottratta alla libertà di disporre e della quale gli eredi non possono essere privati, salvo nei rari casi di diseredazione. Con esse si mira a garantire le risorse necessarie ai membri della famiglia che sopravvivono all’ereditando, garantendo che almeno una parte del patrimonio sia trasmessa in seno alla famiglia da una generazione all’altra, a garantire una certa equità tra eredi e a proteggere le relazioni familiari limitando il pericolo che il futuro ereditando subisca indebite pressioni dai suoi eredi. Le porzioni legittime previste dal diritto svizzero sono relativamente elevate nel confronto internazionale e limitano di conseguenza la parte di beni di cui l’ereditando può disporre liberamente chiamata porzione disponibile. Malgrado vi sia una corrente di pensiero favorevole all’abolizione completa delle porzioni legittime e alla liberazione del diritto delle successioni, il nostro Consiglio ritiene che ció sarebbe eccessivo (cfr. messaggio indicato, pg. 4916-4917).

Abolire la porzione legittima significherebbe spingere il nostro diritto, verso l sistema anglosassone che risulta particolarmente liberale in materia. Vi sarà già capitato di sentire di successioni americane o inglesi attribuite per testamento, a dei perfetti sconosciuti in ambito famigliare. La legittima impedisce appunto che questi obbrobri legali, sconosciuti dal nostro diritto continentale, possano succedere. Alcuni anni or sono era apparsa sui quotidiani la notizia che una ex dipendente delle nazioni unite aveva lasciato, per testamento, parte del suo patrimonio ai propri gatti. Non metto in discussione la libertà di poter disporre del proprio patrimonio come ognuno meglio crede, mi interrogo peró su questi eccessi che senza le porzioni legittime, potrebbero succedere anche da noi. Il diritto rimane pur sempre l’espressione di una società dopo anni di evoluzione. Se nelle nostre nazioni continentali questa libertà di disporre non ha mai raggiunto gli eccessi dei sistemi anglosassoni è forse perché la famiglia con tutti i pro e contro che questa comporta, è rimasta, bene o male, al centro delle riflessioni anche in ambito successorio. Giusto pertanto, a mio modesto modo di vedere, che il legislatore non abbia voluto. Per il momento, spingersi oltre e liberalizzare oltremodo un campo importante del diritto come sono le successioni..

Come mia abitudine una buona settimana a tutti i lettori de l’Eco.

Mauro Trentini

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