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Assegno familiare per il figlio in Italia

La materia è regolata dall'Accordo sulla libera circolazione in vigore tra la Confederazione e l'Unione Europea

Carmelo è un giovane immigrato siciliano arrivato recentemente nel Cantone di Svitto per lavorare in una ditta di gessini (gipsergeschäft) ed ha lasciato in Italia la moglie ed un figlio. Carmelo, non essendo riuscito ad avere una risposta esauriente dal suo datore di lavoro ed avendo trovato una copia de L’ECO in casa di un suo parente, si è rivolto a noi per domandarci se avendo il figlio all’estero, anche lui, ha ugualmente diritto all’assegno familiare come i suoi colleghi che, invece, hanno la famiglia in Svizzera e per sapere a quanto ammonterebbe mensilmente l’assegno.

Innanzitutto - anche a beneficio di altri nostri lettori interessati a questo argomento - ricordiamo che in Svizzera l’importo delle prestazione sociali, relative agli assegni familiari ed a quelli di formazione (come pure l’assegno di nascita o di adozione, peraltro non previsti da tutti i Cantoni) variano da Cantone a Cantone e, a questo proposito, va segnalato, che quelli che erogano le migliori prestazioni sono i Cantoni francofoni. Tuttavia, dal 2009, in tutta la Confederazione l’importo minimo mensile dell’assegno familiare ammonta a 200 franchi mentre quello per la formazione a 250 franchi. Qui di seguito, rispondendo a Carmelo, tratteremo la normativa relativa ai lavoratori non addetti all’agricoltura, un settore dove la materia è disciplinata da una diversa normativa. Danno diritto agli assegni familiari: i figli nei confronti dei quali sussiste un rapporto di filiazione ai sensi del Codice civile; i figliastri; gli affiliati; i fratelli, le sorelle e gli abiatici dell’avente diritto se il richiedente dell’assegno provvede prevalentemente al loro mantenimento. Il diritto all’assegno familiare per il figlio inizia con la sua nascita e dura fino al compimento del 16.mo anno di età e, in ogni caso, cessa con la decorrenza del diritto all’eventuale assegno di formazione. A sua volta, quest’ultimo, inizia con la formazione post obbligatoria (al più presto con il compimento del 15.mo anno di età) e termina al più tardi a 25 anni. A riguardo del diritto dell’assegno familiare e di formazione per i figli residenti all’estero, la normativa vigente li prevede unicamente se esso è riconosciuto da una convenzione di sicurezza sociale con il Paese di residenza del figlio, altrimenti il Consiglio federale svizzero ha previsto che l’importo dell’assegno familiare dipenda dal potere d’acquisto nello Stato di domicilio.

Ciò premesso, tornando al caso di Carmelo, egli ha pertanto diritto a queste prestazioni e negli importi previsti dal suo Cantone di residenza. Infatti anche questa materia è regolata dall’Accordo sulla libera circolazione in vigore tra la Confederazione e l’Unione Europea che non permette discriminazione nei diritti socio-previdenziali tra cittadini elvetici e dell’Unione. Ovviamente Carmelo può far valere questo diritto sempre che sua moglie non riceva già un assegno familiare da parte della previdenza sociale italiana. Per quanto concerne il Cantone Svitto - dove risiede Carmelo - l’assegno familiare ammonta mensilmente a franchi 230 e quello per la formazione a franchi 280. Questo Cantone prevede anche l’assegno di nascita ammontante a 1'000 franchi. Se Carmelo dovesse ancora incontrare difficoltà, nel farsi riconoscere questo diritto dal suo datore di lavoro, lo consigliamo di rivolgersi all’Ufficio AVS presente in ogni Comune elvetico e quindi certamente anche nel suo Comune di residenza.

Dino Nardi

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