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Il ritorno alla natura – L’anice verde

(Pimpinella anisum)

L'anice comune, “Pimpinella anisum”, detta anche anice verde, è una pianta erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Apiaceae o Umbrelliferae, la stessa delle carote. Non va confusa con l'Illicium verum (Anice stellato) e lo Xanthoxylum piperitium (Anice pepato), che sono due tipi di anice differenti.

La Pimpinella anisum è un’erba aromatica, annuale, originaria dell’area mediterranea la cui coltivazione si è estesa da lungo tempo a tutta l’Europa. Produce sottili ciuffi di fusti, che portano ampie foglie allungate, pinnate, con foglioline che cambiano di forma a seconda dell’età. Le foglie sono sottili, di colore verde chiaro, ricordano vagamente il prezzemolo, e non hanno un aroma eccessivamente forte; in estate i fusti più alti, che possono raggiungere i 50-70 cm di altezza, producono grandi infiorescenze ad ombrello, costituite da minuscoli fiorellini bianchi. La parte aromatica della pianta, utilizzata in cucina è il seme, di piccole dimensioni, semi-legnoso, che contiene grandi quantità di anetholo, un olio essenziale dall’aroma penetrante, dolce e gradevole, quello che tutti conosciamo come anice. Fiorisce in estate, ha bisogno di tanto sole e di terreni non argillosi.

COME SI UTILIZZA

Raccolta e conservazione

Sradicare le piante prima della maturazione dei frutti, essiccarle al sole e batterle per separare i semi. Disporli su vassoi e farli essiccare all’aperto, in posizione ombreggiata, o in ambiente chiuso con moderato riscaldamento, e conservarli in sacchetti di carta o tela, al riparo dalla polvere e dall’umidità.

Infuso: portare a bollore un litro di acqua, nel frattempo pestare in un mortaio 10-15 g di semi, quindi versarvi sopra l’acqua e lasciare in infusione per dieci minuti circa. Colare e assumere all’occorrenza.

Tintura: mettere a macerare 20 g di semi finemente sminuzzati in 100 g di alcool a 70°, lasciare a macero per 10-15 giorni, quindi colare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro con contagocce. La dose media è di 10-20 gocce per volta, disciolte in un poco di zucchero o miele, non superare le cinquanta gocce al giorno.

Liquore: lasciare macerare, per circa un mese, in un litro di grappa 50-60 g di semi pestati, aggiungere un pizzico di cannella, tre chiodi di garofano e un baccello di vaniglia. Prenderne all’occorrenza un bicchierino dopo i pasti.

Elisir: per rinfrescare e disinfettare la bocca, per profumare l’alito, per sbiancare i denti e tonificare le gengive: miscelare bene, in un recipiente che si possa tappare ermeticamente, 50 g di semi di anice ridotti in polvere, 8 g di chiodi di garofano in polvere, 10 g di cannella macinata, 1 g di essenza di menta e 850 ml di acquavite. Lasciare macerare le spezie nell’acquavite per 10-15 giorni circa, quindi filtrare e conservare la lozione in una bottiglietta di vetro scuro. Utilizzare l’elisir (qualche goccia in un bicchiere di acqua tiepida) per fare sciacqui e gargarismi due volte al giorno.

In cucina

In cucina sono utilizzate tutte le parti della pianta. Il seme, intero oppure sminuzzato, è impiegato nella preparazione di pane, focacce, strudel, salse, creme e canditi, può essere aggiunto a formaggi freschi e cremosi, a marinate e nell’acqua di cottura dei crostacei. Con i semi di anice inoltre si preparano numerose bevande e liquori tra cui il famoso Pernod. la Sambuca, o il Pastis. Il fiore e le foglie possono essere mescolate alle macedonie con fichi, datteri e castagne. la foglia è indicata per fare guarnizioni di torte dolci e salate. Il gambo e la radice sono mescolati a minestre e stufati per dare un leggero aroma alla liquirizia.

PROPRIETÁ

L’anice comune svolge la sua attività principale sull’apparato digerente con un’ azione antispasmodica del tubo gastro-enterico, carminativa, antifermentativa e antiputrefattiva; sull’apparato respiratorio svolge un'azione balsamica e secretolitica.

Azione digestiva e spasmolitica: i semi, grazie all’anetolo contenuto, contrastano il gonfiore addominale, inibiscono la fermentazione intestinale e la flatulenza rilassando la muscolatura liscia dell’intestino. Per queste sue caratteristiche l’anice verde è indicato per chi ha problemi di acidità gastrica, aerofagia, cattiva digestione, coliche gastrointestinali, flatulenza, meteorismo.

Azione balsamica, fluidificante e sedativa: fra le proprietà dell’anice troviamo anche un blando potere sedativo da poter sfruttare contro il mal di gola, la tosse, secca o grassa, asma, catarro nei bronchi e raffreddore, con un effetto rinfrescante e fluidificante delle secrezioni dell’apparato respiratorio.

Azione antisettica e carminativa: l'anice verde è ricco di proprietà antisettiche, utili ad inibire fenomeni fermentativi associati ad aerofagia e flatulenza, anche se l’azione carminativa è meno potente di quella del cumino o del finocchio.

Azione galattogena: nella medicina popolare i frutti di anice rientrano nella preparazione di tisane galattagoghe che, oltre a stimolare la montata lattea, danno un sapore gradevole al latte materno, esercitando contemporaneamente un’azione sedativa e antispasmodica sul lattante.

CURIOSITÀ

Già gli Assiri ritenevano l'anice verde un prezioso medicamento per lo stomaco, come è riportato nella famosa tavola del re assiro Assurbanipal, e anche gli antichi Egizi ne conoscevano l'uso a scopo medicinale, come risulta da un un papiro egizio del 1550 a.C. Il grande filosofo greco Pitagora che lo considerava una pianta sacra per i suoi poteri soprannaturali e Ippocrate, il padre della medicina, lo riteneva in grado di sciogliere il muco nelle affezioni respiratorie.

Gli antichi Romani l’adoperavano spesso come spezia per insaporire i piatti a base di carne e verdure, con lo scopo di risvegliare i sensi, ossia di eccitarli per combattere l’impotenza sessuale. L’anice comune divenne talmente gradito e ricercato in epoca romana che iniziò ad essere usato persino come moneta. Con Carlo Magno l’uso di tale spezia si sviluppò anche nel nord Europa. Nelle isole britanniche il suo valore d’importazione era tanto prezioso che veniva soggetto a tassazione (venne imposta una tassa sulla sua compra-vendita per riparare il Ponte di Londra).

La ricetta

Biscotti all'anice verde

350g di farina 00

180g di zucchero

100g di olio di arachidi

100g di vino bianco

8g di lievito chimico per dolci

2 cucchiai rasi di anice verde di Castignano

1 ciotolina con dello zucchero semolato

(per circa 45 biscotti)

In una ciotola versate la farina e formate una fontana. Al centro versate i restanti ingredienti. Impastate e fate amalgamare e poi aggiungete l’anice verde. Se l’impasto dovesse risultare troppo morbido aggiungete un po’ di farina. Viceversa aggiungete un po’ di vino. Formate con l’impasto dei piccoli cordoncini di 10 cm di lunghezza e poi chiudeteli a cerchio e passate un lato del biscotto nello zucchero.  Adagiateli su una teglia coperta di carta da forno con il lato zuccherato rivolto vero l’alto e infornate a 180° per  20 minuti.

Stefania Calzà Santoni

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