L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

Intervista a Valentina Mercanti, Presidente Comites Ginevra

Cosa l'ha spinta a candidarsi a presidente del Com.It.Es?

Ciò che mi ha spinta ad accettare con grande entusiasmo il ruolo di presidente, propostomi dai consiglieri neo eletti, è stato il desiderio di rendermi utile per la comunità italiana a Ginevra. Quando sono arrivata in questa città nel 2002, non conoscevo nessuno. I miei colleghi italiani mi hanno accolta a braccia aperte, invitandomi ad un aperitivo a casa di amici alla fine della mia prima giornata lavorativa. Grazie a loro non mi sono sentita sola nei primi mesi lontana da casa ed ho ricevuto supporto nel processo di integrazione in questa città. Non tutti sono stati fortunati come me all’arrivo in una città nuova. Dopo venti anni a Ginevra è arrivato il momento di “rendere” il sostegno ricevuto.

Cosa ne pensa della scarsa partecipazione al voto da parte dei connazionali? Da cosa dipende secondo lei?

La scarsa partecipazione al voto di dicembre 2021 è la prova che gli italiani all’estero non conoscono i Com.It.Es e probabilmente una parte di coloro che ne sono a conoscenza, se ne disinteressano. Le ragioni sono sicuramente molteplici. La modalità di voto, ovvero la necessità di fare domanda del plico elettorale, è un punto che non gioca sicuramente a favore di una numerosa partecipazione. Ma non è il solo motivo. A mio parere i Com.It.Es delle ultime legislature si sono trovati ad affrontare un cambiamento dell’immigrazione italiana. Mentre in passato, con l’immigrazione “storica”, gli italiani all’estero avevano la necessità di rimanere in stretto contatto con i connazionali presenti sul suolo straniero, non solo per il piacere di condividere usi e costumi ma anche per una questione di facilità di comunicazione, l’immigrazione più recente è spesso frutto di una scelta di vita diversa, alla ricerca di una migliore qualità lavorativa e di un’esperienza arricchente in un contesto internazionale. Queste diverse esigenze hanno portato gli expats, anche grazie ad un elevato bagaglio culturale, ad integrarsi più rapidamente e per ragioni diverse nel contesto locale. Come conseguenza, la facilità di integrazione conosciuta dall’immigrazione più recente e il desiderio di vivere una vita “internazionale” hanno portato all’allontanamento dei connazionali dai Com.It.Es e anche dalle molte associazioni di italiani presenti sul territorio.

Quali sono i problemi attinenti alla comunità che ritiene essere i più urgenti da affrontare?

Primo fra tutti, ridurre la distanza tra i Com.It.Es e la comunità italiana all’estero. A mio parere, tale allontanamento non giova a nessuno. Da una parte, i concittadini italiani che non sono a conoscenza dell’esistenza dei Com.It.Es non possono usufruire della possibilità di scegliere i consiglieri che favoriscano non solo la loro integrazione, ma anche la tutela dei loro diritti e interessi tramite la cooperazione con il Consolato. Dall’altra parte, in tale situazione di allontanamento dai connazionali, per il Com.It.Es diventa difficile interpretare le esigenze degli italiani all’estero e, di conseguenza, fornire loro l’appoggio di cui potrebbero avere bisogno.

Altro soggetto che merita grande attenzione è la comunicazione con i connazionali e tra i connazionali. Vivendo in un contesto internazionale, può succede di essere poco informati sulle attività culturali e sociali italiane presenti sul territorio, così come sulle leggi del nostro paese con profili transazionali che interessano anche noi italiani all’estero.

Un altro argomento da non sottovalutare è l’integrazione femminile nel mondo del lavoro. Le donne possono riscontrare una certa difficoltà ad ottenere dei ruoli di responsabilità. Spesso tale situazione di disparità non è dovuta alla mancata preparazione professionale o al livello dei diplomi ottenuti, ma alla responsabilità che le donne assumono in altri contesti, come quello familiare, e alla mancanza di consigli e aiuti in tal senso.

Pensa di poter collaborare fattivamente con le autorità consolari nella ricerca di soluzioni ai problemi che sollevano gli italiani nella sua circoscrizione?

Certo, uno dei ruoli del Com.It.Es è quello di cooperare con il Consolato nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani sul territorio. A tal proposito, una delle difficoltà sollevate dagli italiani nella circoscrizione riguarda la prenotazione degli appuntamenti online. Tale possibilità ha sicuramente facilitato per molti l’accesso ai servizi consolari, rendendo però il processo più difficile per alcuni, come coloro che non sono forniti di email o che sono meno pratici con le funzioni telematiche. Questi connazionali si possono quindi trovare in difficoltà. Il Com.It.Es di Ginevra ha già cominciato a collaborare con l’autorità Consolare riguardo all’accesso ai servizi del Consolato, ad esempio per il rinnovo dei documenti d’identità. Stiamo anche lavorando per predisporre in sede uno sportello informativo per tutti coloro che volessero un consiglio ed un supporto.

Negli ultimi due anni la pandemia ha rallentato significativamente tutte le attività legate ai Com.It.Es ed alle associazioni. In prospettiva, quali sono i progetti che il Com.It.Es di Ginevra vorrebbe attuare a breve per il rilancio delle attività?

I due anni di Pandemia non hanno sicuramente giovato alla socializzazione e all’integrazione. Per riavvicinare i connazionali, il Com.It.Es di Ginevra ha cominciato a promuovere iniziative culturali e sociali presenti nel cantone e a dare visibilità ad eventi di interesse per la comunità italiana a Ginevra, tramite i canali social più comunemente usati. Il Com.It.Es ha anche in progetto l’organizzazione di eventi che valorizzino le nostre origini, che promuovano le pari opportunità e creino sinergie tra i connazionali presenti sul territorio.

Visto che si è parlato a lungo del fatto che i Com.It.Es fossero poco conosciuti, quali potrebbero essere le vie per promuoverli?

Il modo più genuino per farsi conoscere è rispondere alle esigenze degli italiani, mettendosi a disposizione. Questo non vuol dire riuscire a trovare sempre delle soluzioni, ma comunque far sentire alla comunità che il Com.It.Es c’è ed è interessato alle problematiche ed alle esigenze dei connazionali.

La promozione del Com.It.Es passa attraverso gli eventi e le iniziative da lui stesso organizzate o da lui rese visibili. La valorizzazione della nostra cultura resta centrale, non solo per creare sinergie con i connazionali ma anche con chi ci “ospita” a Ginevra. Tale cammino è al fianco del Consolato e degli enti presenti sul territorio, usando i canali di diffusione più comuni come i social, gli incontri, le riunioni e le assemblee.

Oggi i Com.It.Es si trovano confrontati ad una grande sfida: riallacciare i legami con l’immigrazione storica, e farsi conoscere dagli italiani dell’immigrazione più recente, non per isolarci dalla popolazione locale ma per ricordare e affermare da dove veniamo e dove siamo cresciuti.

A mio parere, integrarsi non vuol dire allontanarsi dalle proprie origini e non è in contraddizione con “tradizione”. L’Italia è un paese meraviglioso! Noi italiani possiamo andare fieri delle nostre origini, della nostra cultura e del “bello” che impregna la nostra esistenza, fin dall’età in cui guardavamo senza sapere di guardare.

CHI SONO?

Sono nata a Siena. Nel 2001 ho conseguito la laurea in medicina e chirurgia nella mia città con una tesi sperimentale in ostetricia. Il mondo della ricerca mi incuriosiva e volevo trascorrere qualche mese all’estero, così ho fatto domanda per uno stage alla Facoltà di Medicina di Ginevra. I pochi mesi di lavoro si sono trasformati in un dottorato di ricerca in biologia e nel 2007 ho conseguito il titolo di “docteur ès sciences”, dopo cinque anni di ricerca intellettualmente stimolanti e umanamente arricchenti. Per i risultati di ricerca ottenuti, ho ricevuto a Ginevra il Premio della Fondazione Arditi 2008 come migliore dottorato in Medicina.

In seguito ad un’offerta di lavoro ricevuta dall’Istituto Marie Curie di Parigi e una presitigiosa borsa di studio vinta per continuare le mie ricerche, mi sono trasferita nella capitale francese. Durante la “parentesi parigina” ha realizzato che volevo svolgere la professione medica. Il rapporto con il paziente mi mancava e anche la pratica ospedaliera. Riguardo alla scelta della specialità non avevo dubbi: ginecologia ed ostetricia. Sono quindi tornata a Ginevra e nel 2010 ho cominciato l’internato all’HUG, fino al 2016. Ho poi lavorato per un anno all’ospedale di Yverdon-les-Bains, dove ho conseguito il titolo di specialista FMH in ginecologia e ostetricia nel 2017. L’ esperienza a Yverdon è stata fondamentale nella scelta di passare all’attività ambulatoriale. L’ospedale era infatti “ a dimensione umana”: ho potuto praticare la professione di ginecologo e ostetrico nella sua totalità, passando da una consultazione di planning familiare, ad una consultazione di menopausa ed una di gravidanza, tutto nello stesso giorno. Grazie a questa esperienza ho riscoperto l’importanza dell’ambulatorio come primo luogo di contatto medico cui la paziente può ricorrere per la diagnosi e la cura dei propri problemi, con la libertà di poter scegliere il proprio medico instaurando con lui un rapporto di fiducia e confidenza. Mi piace il mio lavoro, è appassionante e mi permette di essere sempre a contatto con le donne.

Riguardo alla mia vita personale, abito a Ginevra da venti anni. In questa città non mi sono mai sentita “lontana da casa”, anche quando non parlavo francese. Durante i primi mesi a Ginevra la “comunità italiana”, conosciuta nei laboratori della facoltà di medicina, mi ha aiutato a non sentirmi sola nei fine settimana un po’ grigi. La “comunità francofona” mi ha insegnato il francese, lingua che mi è stata cosi utile durante la formazione ospedaliera. Per non parlare di tutte le culture che convivono a Ginevra e la rendono internazionale.

Ho un figlio di sette anni che adora l’Italia e canta l’inno di Mameli ogni volta che passiamo il Monte Bianco. Per lui essere italiano è un grande pregio, un valore aggiunto al contesto internazionale in cui è nato.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com