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Sissi De Martin…

...e i suoi incisivi acrilici

Nella mia periodica permanenza a Venezia nonostante questa maledetta pandemia alle calcagna, ho incocciato delle entusiasmanti giornate di sole. Ma non basta, tirava una “bava” da far volare facilmente i cappelli di chi si trovava all'aperto, cappelli come fossero degli argentei gabbiani, mentre, dato i cieli tersi e cristallini, da certi punti della città che guardano la laguna, si poteva da molto lontano notare la catena delle splendide montagne venete.

Chi con il suo impeto fra le persone che conosco e frequento mi ha telefonato subito è stata una sensibile e vivace pittrice che non nascondo di stimare molto, ossia Sissi De Martin. Visto che a questa artista non sfugge mai niente, va da se che venne sapere in anticipo del mio ritorno in città, tanto che mi aveva sollecitato con un colorito dialogo dei suoi a un precoce invito nel suo studio.

Uno studio che dopo qualche giorno raggiunsi con una certa fatica, anche perché ho dovuto affrontare delle rampe di scale con il cuore per niente leggero. Come da prassi, sulla soglia di casa vi era ad attendermi Sissi De Martin.

Dopo i rituali e, ahimè, ancora virtuali abbracci, la De Martin, con un gran sorriso mi fece premurosamente accomodare su un sedile di foggia orientale, offrendomi con il suo stile sbarazzino dell'intenso, profumato tè nero.

Il motivo principale della mia visita, oltre lo stimolante incontro con la mia amica, era quello alquanto impegnativo della scelta dei suoi acrilici su carta da esporre nella mostra personale in una galleria piemontese. Un compito che, a dire il vero, accettai e apprezzai molto anche perché ho avuto occasione di conoscere quanto il lirismo pulito di banali sentimentalismi e romanticismi vari incida nei lavori di Sissi. Anche nei colori che stende nei suoi fogli, fa notare certi eccitamenti vitali che spaziano sino ai bordi delle sue carte.

Ho in serbo una segnalazione che ci tengo molto a fare, l'apertura alla Galleria “Spazio Bianco” di Mestre di una mostra personale di Neno Franco, un sensibile artista mancato qualche anno fa dalle grandi potenzialità che, anche se alla lontana, ho sempre seguito,.

Andrea Pagnacco

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