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Il ritorno alla natura – La propoli

Il nome propoli deriva da due termini di origine greca,“pro” e “polis”, che letteralmente significano "a favore, davanti la città". La propoli infatti, è costituita da una sostanza resinosa che riveste gli alveari e li protegge dagli agenti esterni come muffe, funghi, batteri e insetti.

La propoli (chiamata impropriamente anche il propoli) è una sostanza naturale che deriva dal lavoro delle api bottinatrici, ovvero il gruppo di api che si occupa della raccolta di tutte quelle sostanze indispensabili per la sopravvivenza dell'alveare. La propoli deriva da una resina che si trova soprattutto nelle gemme e nella corteccia di pioppi, betulle e conifere in generale. Le api bottinatrici raccolgono queste resine con le mandibole e le conducono nella borsa pollinica per trasportarle fino all'alveare. Una volta giunte all'alveare, le api si liberano del loro carico: si ottiene così la propoli, una miscela di sostanze resinose, polline, cere ed enzimi secreti dalle api stesse. Il colore della propoli varia, a seconda della sua fonte botanica, tra le tonalità del giallo, del rosso e del marrone scuro (più diffuso), mentre il suo odore è fortemente aromatico.

Nell’alveare viene utilizzata come materiale da costruzione (per chiudere fessure, come isolamento termico e per impedire l’entrata di insetti), come vernice antisettica, e nelle cellette dei favi, prima che la regina deponga le uova, in modo da creare una culla sterilizzata.

COME SI UTILIZZA

La raccolta della propoli da parte delle api coincide con il periodo di maturazione dei pollini. Generalmente, questa stagione è tra agosto ed ottobre, periodo che corrisponde anche alla fase dell’anno nella quale le api si preparano a modificare l’alveare per fronteggiare l’inverno.

La propoli può essere impiegata allo stato naturale: in forma solida, come pasta da masticare o frammenti, a granuli o polverizzata; in soluzione idroalcolica (al 20-30%) o estratto molle (una pasta cremosa ottenuta per evaporazione dell’alcol da una soluzione idroalcolica di propoli, da utilizzare in caso di piaghe, eczemi, ustioni, eritemi, ferite, contusioni, problematiche alle gengive).

Propoli pura (o grezza): la propoli si presenta in granuli di varie dimensioni e sfumature di colore. La sua consistenza è dura e friabile in natura, ma non appena viene manipolata e quindi leggermente riscaldata diventa viscosa e appiccicosa, fino a fondere a temperature intorno ai 70°C. La propoli allo stato grezzo è indicata soprattutto contro le affezioni del cavo orale: è sufficiente lasciare sciogliere in bocca qualche granulo, nella dose massima di circa 3 grammi al giorno.

Tintura madre: chiamata anche tintura madre di propoli, è forse la forma più diffusa. Qualche goccia tutti i giorni, per 2-3 volte al giorno, diluita in acqua tiepida o miscelata con un po' di miele, come prevenzione dai malanni stagionali. Qualche goccia da applicare su una garza sterile, per disinfettare e velocizzare la guarigione di ferite, scottature, micosi della pelle o herpes. Inoltre 20-40 gocce, per 2-3 volte al giorno, diluite in acqua tiepida o miscelate con uno o due cucchiaini di miele, per trattare mal di gola, tosse e altri sintomi influenzali.

Propoli in pastiglie: la propoli viene molto impiegata per la preparazione di pastiglie per la gola o perle masticabili. La formulazione prevede spesso l'aggiunta di miele, agrumi e sostanze balsamiche come menta e eucalipto. Le pastiglie di propoli somigliano a vere e proprie caramelle molto amate dai più piccoli.

Unguenti e pomate alla propoli: l'utilizzo della propoli è ormai ampiamente diffuso anche in campo cosmetico. In commercio è possibile trovare formulazioni a base di propoli ad uso topico adatte ad ogni esigenza: creme per pelli impure e acneiche, pomate lenitive per pelli sensibili e unguenti protettivi contro i rossori causati dal freddo. La propoli infatti, grazie alla sua azione antiossidante e protettiva nei confronti dei capillari, oltre che antisettica, è una sostanza indicata per aiutare le pelli più delicate e reattive, soggette a dermatiti e irritazioni.

PROPRIETÁ

Azione antibatterica e antimicotica: la propoli è in grado di agire direttamente sui batteri, fermando la loro proliferazione. Molti studi dimostrano la sua efficacia anche contro i funghi, in particolare candida e funghi che causano le micosi della pelle. Ma non solo: la propoli risulta utile anche contro alcuni funghi dei vegetali, tanto da giustificare il suo impiego come antiparassitario naturale in agricoltura biologica. L'azione antibatterica della propoli si è rivelata efficace anche contro infezioni da Helicobacter pylori, ovvero il batterio che è causa di forme di gastriti croniche e dell'ulcera peptica.

Azione cicatrizzante: uno dei metodi più antichi per sfruttare la propoli è proprio quello di applicarlo sulle ferite per velocizzarne la guarigione e per trattare dermatiti e psoriasi. La propoli infatti, oltre ad essere un efficace antisettico, stimola il rinnovamento cellulare accelerando il processo di cicatrizzazione della cute.

Azione antinfiammatoria: la propoli aiuta in caso di affezioni del cavo orale come gengiviti, carie, afte, tonsilliti e placche. Usata sotto forma dspray o sciroppo, la propoli è in grado di disinfettare la gola, calmare il dolore e la tosse e spegnere l'infiammazione.

Azione antivirale: tale attività sembra essere efficace soprattutto verso alcuni ceppi virali, come: Herpex simplex ma anche verso i principali virus influenzali, parainfluenzali e verso alcuni virus della famiglia dei Coronavirus e degli adenovirus.

Azione immunostimolante: lpropoli è considerata come un antibiotico naturale e aiuta il sistema immunitario ad essere pronto e reattivo in caso di necessità. 

Non sono segnalate controindicazioni, salvo ipersensibilità e sensibilizzazione specifica in soggetti allergici alle resine delle piante da cui le api traggono la propoli.

CURIOSITÁ

L'uomo conosce e sfrutta le proprietà della propoli ormai da migliaia di anni. I sacerdoti dell'Antico Egitto ad esempio, prendendo a modello le api, usavano la propoli per mummificare le spoglie dei faraoni, mentre i medici ne facevano uso per curare le infezioni della pelle, dell'apparato respiratorio e come cicatrizzante e disinfettante delle ferite.

I Greci invece, raccoglievano la propoli per uso esterno, in particolare per velocizzare la cicatrizzazione di ferite o piaghe, e lo stesso facevano i Romani. Gli Incas del Sud America impiegavano la propoli nella cura degli stati febbrili, mentre in Russia era in uso contro carie e infiammazioni del cavo orale.

Sembra che la propoli venisse utilizzata dai liutai italiani del XVIII secolo. L’analisi macro e microscopica di un violino “Guadagnini” del 1750 rivelò la presenza di polline e pezzi d’ape, il che fa pensare a una vernice a base di propoli. Ricercatori tedeschi provarono a riprodurre la vernice dei liutai italiani, ma elementi balsamici contenuti nella propoli tedesca rendevano difficile l’essicazione della vernice, al contrario di quella proveniente dai dintorni di Cremona, centro della liuteria italiana. Le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno nuovamente portato in auge l'uso della propoli come efficace rimedio naturale.

La ricetta

Tintura di propoli

Occorre congelare la propoli grezza per poi poterla più facilmente sminuzzare o polverizzare, in un mortaio o con l’aiuto di un macinino, tenendo conto che il calore indotto dalla macinazione, se prolungata, può riportare la propoli al suo stato resinoso, e che perciò essa può incollarsi agli strumenti usati.

25 grammi di propoli polverizzata possono essere mescolati a 75 grammi di alcool puro tenendo la miscela a temperatura ambiente per almeno 30 giorni. Occorre scuotere vigorosamente ogni giorno per favorire la dispersione dei principi attivi nell’alcool. A macerazione ultimata, senza agitare, la parte liquida (che avrà formato uno strato superiore) può essere filtrata con carta da filtro. Il resto delle impurità e della cera della parte fangosa che si forma sul fondo possono essere filtrate alla fine, per non ostruire subito il filtro.

Stefania Calzà Santoni

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