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Maternalità…

Care lettrici e cari lettori,

giorni fa, proprio in merito a questo atroce scontro a fuoco e uccisione di moltissimi civili e giovanissimi soldati di leva tra la Russia e l’Ucraina, mi è capitato di cogliere una parola a me non familiare. A pronunciarla è stato il Papa, parlando delle donne. Esaltava la loro maternalità.

Considerando il fatto che Bergoglio parla molte lingue, mi sono giustamente chiesta, se non avesse confuso con maternità. Stuzzicata dalla curiosità, sono andata a controllare. E sono rimasta molto sorpresa da quanta dimistichezza con le parole abbia il Santo Padre.

La capacità di prendersi cura dell’altro viene chiamata in psicologia maternalità ed è quell’energia che appartiene al mondo femminile, che consente alle donne di elaborare e soddisfare i desideri e i sogni altrui.

Mentre la maternità è spesso confusa e ridotta alla sola capacità biologica di mettere al mondo un bambino, la maternalità è qualcosa di molto più complesso che può appartenere anche a chi non ha figli propri.

Sicuramente non avevamo bisogno di un’ulteriore guerra per renderci conto della maternalità di noi donne. Ma questa parola forse ci invita, una volta in più, a dare il giusto peso a quello che diciamo. E questo sia in senso positivo, che negativo.

In effetti, se pur cautamente, cerchiamo di prestare attenzione alle traduzioni dei discorsi dei due belligeranti, ci accorgiamo, che il linguaggio di Putin rispecchia un mondo arcaico che merita indubbiamente non essere interrotto a livello culturale. Ma non è al passo con l’attualità sociolinguistica e sociopolitica.

Il linguaggio di Zelenzky è in tempo reale. Con il suo linguaggio scende allo stesso livello del suo popolo. Entrambi, sono coscienti, che i loro popoli senza maternalità non sarebbero in grado di scontrarsi. Purtroppo, non ci saranno vinti o vincitori da questa guerra. Ma un uso di parole mal usate al momento meno opportuno. Un linguaggio che incita all’odio. Al solo uso della violenza.

Non è nell’interesse di nessuno questa guerra. Ma non voglio esprimermi né in sostegno di qualcuno. Né condannare.

Mi preme soprattutto di prestare attenzione a certe fusioni. A partire da quelle linguistische.

Fondere il concetto di maternità e maternalità, significa portare verso convinzioni errate, come quelle che fanno pensare che una donna non possa essere davvero realizzata se decide di non avere dei figli. O, che non è in grado di occuparsi davvero di nessuno, se non è una madre.

Si tratta di preconcetti, che possono essere dannosi perché fanno sentire inadeguate le donne senza prole, ma che magari hanno un forte istinto materno che trasformano in maternalità.

Ci rendiamo conto proprio in questa atroce guerra e dagli interventi di molte persone, del ruolo e del peso che hanno le parole.

Non c’era bisogno di altre atrocità per sottolineare la maternalità delle donne, mettevo in evidenza. C’è bisogno di umanità e, a volte solo di capire il senso delle parole.

Graziella Putrino

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