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Benvenuto Cellini

Un sublime artista del Rinascimento italiano

Si sa che per nove ore al giorno di indefesso raffinato lavoro Pippo Sediamoci posa cocciutamente le sue delicate terga su una seggiola anatomica del suo attrezzato laboratorio in Via del Sugo 22 di un collinare paese veneto.

Dotato sin da giovane di una precoce manualità, Pippo sa trattare i metalli nobili come l'argento e simili con raffinato talento. Poi da alcune voci di amici che lo frequentano si ritiene, certamente a torto, un allievo del sommo maestro toscano del cesello e della scultura rinascimentale Benvenuto Cellini.

Il Cellini, da secoli osannato per il suo grande intuito artistico e ricco di inventiva, nasce a Firenze nel 1500 e muore nella sua meravigliosa città nel 1571. È inutile ripetere che questo artista è stato nella sua intensa esistenza un sublime orafo/scultore di tanti capolavori, soprattutto nell'elevato campo dell'oreficeria, tanto che nel 1529 Papa Clemente Vllo lo nominò capo della bottega pontificia.

Durante il tragico “sacco di Roma” e cioè nel 1527, Benvenuto combatte contro i lanzichenecchi di Carlo V o.

Le opere di questo periodo, dei splendidi candelabri e un' insieme di gioielli, disgraziatamente sono andati perduti. I libri sulla storia dell'arte puntualmente lo confermano.

Trovandosi a Venezia nel 1535 Benvenuto conosce anche nei loro dettagli le tecniche delle fusioni tanto utili per il suo fare splendidamente arte.

Nel 1554 esegue nella capitale toscana il suo capolavoro, la statua di “Perseo”, mentre nel 1567 verga i trattati di oreficeria e di scultura.

Non ci sono dubbi, in verità avvicinarsi e se possibile imitare i ceselli del maestro Cellini è la missione o ancora lo scopo dei lavori di Pippo Sediamoci. Solo che per questo motivo rimane un ottimo artigiano e non un vero e proprio artista.

Andrea Pagnacco

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