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La verità in tasca

Nonostante tutto la primavera è arrivata. Un'altra primavera, l'ennesima sotto questo cielo. La natura inizia a risvegliarsi, inconsapevole, o meglio, indifferente a ciò che sta succedendo nel mondo. D'altra parte, perché dovrebbe preoccuparsene? Tanto noi passiamo e lei no! Le stagioni si susseguono, il sole continua a sorgere e a tramontare sulle guerre, sulle pandemie, sui disastri naturali, sui buoni e sui cattivi. Il creato non si ferma! Siamo noi fermi! Ci crediamo i padroni del mondo e poi basta un esserino invisibile come un virus e tutto cambia. Basta un solo uomo che decide di scatenare una guerra nel cuore dell'Europa a scombinare le certezze di molti di noi. Di molti, ma non di tutti! Perché, invece, c'è chi di dubbi non ne ha. Sono quelli che, all'esplosione della pandemia, quando a Bergamo i camion militari portavano via le salme, diventavano improvvisamente virologi, epidemiologi e infettivologi privi di incertezze. Nei salotti televisivi si metteva a confronto lo scienziato con il panettiere, che produceva ottimi filoncini ma che di virus e pandemie, come è facile intuire, niente capiva, convinto di avere in tasca la verità. Poi è arrivato il vaccino. Sui social e sul piccolo schermo si assisteva a discussioni tra chi ha passato la vita a studiare ed i cantanti no vax convinti che il vaccino faccia morire. Ora, nonostante la situazione europea sia tragica, col rischio di una guerra mondiale dietro l'angolo, quelli che non hanno mai dubbi si sono trasformati in esperti di guerra (eppure il virus c'è ancora!). I social pullulano di convinti esperti militari. Nei così detti talk show (talk=parlare, show=spettacolo), adesso, si invitano esperti di geopolitica e personaggi sprovvisti di reali competenze che, credendo di essere depositari dell''unica verità, si sentono in diritto ed in dovere di dire la loro. Non si chiedono se ciò che dicono abbia un senso o induca ad una riflessione. Perché loro non hanno dubbi. Io preferisco restare con le mie incertezze. Perché il dubbio è l'unica via per la conoscenza.

Maria Bernasconi

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