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Lo “splitting” nell’AVS

Ormai anche nei Paesi non anglofoni siamo sommersi dalle parole inglesi che saranno sempre più familiari per le giovani generazioni ma non certamente per quelle più anziane. Anche in Svizzera quando, nel 1997, venne introdotta la 10.a revisione della legge AVS e si introdusse - tra l’altro - la ripartizione paritaria tra coniugi dei contributi versati da entrambi nel sistema previdenziale elvetico dutante il matrimonio, i legislatori definirono questa ripartizione con il termine inglese “splitting”. Chissà, poi, perché? Ma lasciamo ai posteri la risposta a questo interrogativo e vediamo invece di cosa si tratta, nella pratica pensionistica elvetica, questo splitting anche per rispondere a Filomena una nostra lettrice del Cantone Appenzello. Ebbene, per il calcolo della rendita del sistema previdenziale statale, i contributi versati all’AVS durante il matrimonio dai due coniugi (lo splitting viene applicato anche alle coppie legate da una unione domestica registrata) vengono sommati e poi divisi in due parti uguali e accreditati sui rispettivi conti AVS. Lo splitting si applica d’ufficio da parte della Cassa di Compensazione AVS al momento del calcolo della rendita non appena entrambi i due coniugi raggiungono l’età del pensionamento di vecchiaia, oppure quando una persona vedova matura il diritto ad una rendita di vecchiaia. A quest’ultimo proposito va pure ricordato che lo splitting viene applicato anche qualora la vedova si sia già risposata nel momento in cui matura il suo diritto alla rendita di vecchiaia. A parte queste scadenze legate al pensionamento, lo splitting deve essere richiesto immediatamente dopo un eventuale divorzio ad una delle Casse di Compensazione in cui sono stati versati i contributi AVS. Questo allo scopo di evitare complicazioni future nel momento del pensionamento, sempre che il matrimonio sia durato almeno un anno civile intero (esempio: matrimonio avvenuto nel corso del 2017 con divorzio nel 2019, lo splitting si applica solo per l’anno 2018).

Tutto ciò ricordato vogliamo tranquillizzare Filomena che, avendo in corso un procedimento di divorzio, ci ha manifestato la sua preoccupazione per lo splitting - di cui solo ultimamente è venuta a conoscenza - temendo di venirne penalizzata. Infatti con la sommatoria e successiva divisione in due parti uguali dei redditi percepiti - quindi dei contributi accreditati all’AVS - nel corso del matrimonio dai due coniugi, in genere, ne viene ad essere gratificata proprio la moglie: vuoi perché, come noto, le donne percepiscono quasi sempre dei salari inferiori a quelli degli uomini; vuoi perché le mogli - non fosse altro che per la maternità e l’accudimento dei figli - spesso hanno interruzioni lavorative o periodi di lavoro a tempo parziale. In ogni caso Filomena - come ogni altra persona che ne sia stata coinvolta - potrà verificare il risultato dello splitting, se sarà o meno a suo favore, attraverso l’estratto conto dei suoi contributi che la Cassa di compensazione normalmente invia agli assicurati a conclusione della procedura di ripartizione dei contributi.

Dino Nardi

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