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Il diritto privato

Quarta parte

Terminiamo oggi il sorvolo del diritto privato svizzero parlando di un capitolo del medesimo molto importante e, agli occhi dello scrivente, anche molto affascinante quanto complesso. Mi stó riferendo al diritto internazionale privato (DIP).

Quando negli oramai lontani primi anni 80 stavo studiando giurisprudenza presso l’Università di Ginevra, questa materia oltre ad essere insegnata da un professore che era un luminare e una delle massime autorità svizzere in materia, il tutto non era ancora codificato. A noi studenti toccava studiare a memoria i differenti principi e le differenti regole che si trovavano sparse tra la giurisprudenza del Tribunale Federale. Tutto è poi cambiato, a studi ultimati, nel 1987 quando è entrata in vigore la legge federale sul diritto internazionale privato che ha codificato il tutto.

Lo scopo del DIP è quello di regolare l’applicazione del diritto ogni qualvolta, nelle relazioni tra individui uno di questi è straniero o vive all’estero. I rapporti caratterizzati da un elemento straniero per rapporto alla Svizzera sono molteplici e spaziano dalla cittadinanza, al matrimonio, al divorzio e alla separazione, alla filiazione, alle successioni, ecc. Ovviamente non tutti i rapporti o le situazioni con una componente straniera giustificano l’intervento del DIP. Se ad esempio uno di voi lettori di nazionalità italiana prende una multa a Zurigo non si scomoda il DIP, bastando la legge federale sulla circolazione stradale che non distingue se l’autore dell’infrazione è italiano, francese o tedesco. L’intervento del DIP è invece necessario dove il rapporto di diritto con la componente straniera assurge ad una certa importanza. Il DIP Interviene poi su due livelli: la competenza (quale autorità è competente per decidere, giudicare, celebrare il matrimonio, ecc…) e la legge applicabile (quale diritto si applica).

Il DIP in pratica e semplificando, sulla base di alcuni fatti (dove vive la persona, di che nazionalità è la persona) indica, per rapporto ad una situazione giuridica determinata, chi è l’autorità competente e quale legge si applica. Capirete meglio sulla base di un esempio:

A, di nazionalità CH e B, di nazionalità I, intendono sposarsi. Chi li può sposare? Che legge reggerà il loro matrimonio?

Poiché il matrimonio è un istituto giuridico carico di conseguenze di natura personale e finanziaria che non necessariamente si equivalgono in Svizzera e in Italia è necessario che la legge, in caso il DIP, faccia da spartiacque e indichi una soluzione.

A livello di competenza a celebrare il matrimonio, l’art. 43 cpv. 1 LDIP, indica che le autorità svizzere sono competenti a celebrare il matrimonio se almeno uno degli sposi è domiciliato in CH o ne ha la cittadinanza. Dal canto suo l’art. 44 LDIP indica che un matrimonio celebrato in CH è regolato dal diritto svizzero.

Esistono poi situazioni molto piú complesse come ad esempio la successione. Supponiamo che A, di nazionalità I, domiciliato in CH è deceduto in CH. Nel suo patrimonio vi sono dei beni immobili ubicati in I. I discendenti di A litigano per la successione. Quali sono le autorità competenti per dirimere la controversia successoria tra eredi? L’art. 86 cpv. 1 LDIP Indica che per le controversie ereditarie sono competenti le autorità ed i tribunali svizzeri dell’ultimo domicilio del de Cujus (il defunto) in CH. L’art. 86 cpv. 2 LDIP riserva comunque la competenza delle autorità dello stato che rivendica la competenza esclusiva per i fondi situati sul suo territorio (nel caso in esame l’Italia ad esempio). Risolta una parte del problema occorre individuare la legge applicabile. Orbene se il defunto aveva l’ultimo domicilio in CH sarà la legge svizzera ad applicarsi. Quanto precede solo se il defunto non ha, tramite disposizione per causa di morte (testamento) indicato espressamente di voler sottomettere la propria successione al suo diritto nazionale (quello italiano per ipotesi).

Ecco spiegata in poche righe una materia che, ripeto, è affascinante quanto complessa e che può condurre ad esempio un giudice svizzero a dover dirimere un conflitto applicando una legge che non è la sua. Nell’ultimo esempio del defunto se il medesimo era domiciliato in CH prima di morire e aveva pure sottoposo la propria successione, per testamento, al diritto italiano, il tribunale competente CH presso il quale saranno confluiti gli eredi che litigano per la successione, dovrà applicare il diritto italiano. Auguro, come mia abitudine, una buona settimana a tutti i lettori de l’Eco.

Mauro Trentini

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