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Il ritorno alla natura – Il mandorlo

 (Prunus dulcis)

La mandorla è il nome del seme commestibile prodotto dal mandorlo (Prunus dulcis o Prunus amygdalus), un albero appartenente alla famiglia delle Rosaceae (sottofamiglia Prunoideae) proveniente dall’Asia Minore e da oltre 4000 anni presente nei paesi del bacino Mediterraneo.

Originario dell’Asia, quest’albero si diffuse nell’antica Grecia, poi nell’Impero Romano e successivamente, con le invasioni arabe, cominciò a diffondersi in tutto il bacino del Mediterraneo. Con la scoperta delle Americhe si diffuse anche nel Nuovo Mondo e in pratica oggi è diffuso ovunque possibile. Fino agli anni ’50 l’Italia deteneva il primato mondiale della produzione di mandorle, soprattutto in Sicilia, dove la “mennulara” era la figura di raccoglitrice manuale di mandorle, e anche in Puglia. In seguito abbiamo perso questo primato a causa dell’arrivo di produzioni molto più competitive dagli Usa e dall’Australia.

Pianta rustica e longeva, che può raggiungere secondo la varietà anche i 10 m d'altezza, ha foglie lanceolate e sottili, simili a quelle del pesco, i fiori sono generalmente di color bianco rosato e fioriscono abbondantemente prima della comparsa delle foglie. Nei giardini, il mandorlo è molto apprezzato per la spettacolarità della fioritura e per la scarsa sensibilità a malattie e parassiti.

Il frutto è un drupa di forma ovale allungata che contiene una mandorla che può essere, secondo le varietà, dolce oppure amara e di varia grandezza.

Le mandorle possono essere raccolte per essere consumate fresche o per essere conservate. Nel primo caso si può procedere da metà estate, per tutte le varietà, eseguendo il lavoro a mano, quando l’endocarpo risulti ancora morbido. In tutti gli altri casi dovremo aspettare l’inizio dell’autunno: l’endocarpo dovrà essersi completamente seccato e faremo cadere le mandorle scuotendo i rami.

I mandorli selvatici producono mandorle dal sapore amaro e ricche di sostanze tossiche quali l’acido cianidrico. Le varietà dolci diffuse oggi in coltivazione derivano da una antica selezione originaria della Turchia centrale.

COME SI UTILIZZA

Raccolta e conservazione

Raccogliere i frutti in estate, quando, a maturità raggiunta, cadono dall’albero. Fare asciugare i semi con tutto il guscio all’ombra, conservare quindi in scatole di legno o in sacchetti di tela.

Decotto di gusci: dopo aver frantumato, abbastanza finemente, 50-60 g di gusci, farli bollire in un litro di acqua per circa trenta minuti, togliere dal fuoco e lasciare in infusione ancora per altri 15-20 minuti circa. Filtrare e prendere secondo le indicazioni una tazza due volte il giorno.

Pasta di mandorle: schiacciare con forza 30-35 g di mandorle fino a ottenere una pasta omogenea, aggiungere quindi due cucchiai di latte e uno di panna, mescolare bene e prendere a cucchiai a stomaco vuoto.

Latte di mandorle: fare macerare per una notte intera 60 g di mandorle dolci in acqua fredda, eliminare la pellicina scura e pestarle in un mortaio aggiungendo delle pari quantità di zucchero e ammorbidendo con un poco di acqua. Quando si è ottenuta una pasta omogenea e uniforme diluirla in un litro di acqua, filtrare infine attraverso una tela e berne a volontà come bevanda rinfrescante.

Olio di mandorle: si acquista già pronto in erboristeria, e si distingue in olio di mandorle dolci e olio di mandorle amare.

Bellezza

Olio detergente per pelli secche: mescolare accuratamente 20 ml di olio di mandorle dolci con 5 g di lecitina di soia liquida, oppure con il contenuto di due capsule di lecitina di soia (reperibili in erboristeria). Dopo aver ottenuto una miscela omogenea, inumidirvi un batuffolo di cotone e con questo pulire accuratamente la pelle del viso. Con quest’applicazione anche la pelle più arida tornerà a risplendere.

Sapone dolce e nutriente per il viso: mettere 10-15 g di farina di mandorle sul palmo della mano, aggiungere un poco di acqua e miscelare bene fino a ottenere una pastella dalla consistenza simile a quella del semolino. Utilizzare come sapone, una-due volte la settimana, il composto così preparato. Questo tipo di sapone è inoltre particolarmente indicato anche per chi ha problemi di acne e brufoli, in questo caso utilizzarlo ogni due giorni.

Massaggi: utilizzare l’olio di mandorle dolci per fare massaggi, diluendo in esso alcune gocce di oli essenziali variabili secondo il disturbo da curare.

In cucina

In cucina e in pasticceria sono utilizzate soprattutto le mandorle dolci, si usano per preparare torte, dolci e biscotti come gli amaretti, sono inoltre usate in alcuni piatti piccanti e per la produzione di liquori, infine con le mandorle tritate è preparato il famoso “marzapane”, tipico della tradizione siciliana.

PROPRIETÁ

Azione antinfiammatoria: le foglie e i gusci del mandorlo possiedono ottime qualità calmanti e sedative della tosse, sono un efficace rimedio nella cura di frangiti, laringiti, mal di gola in genere, catarro gastrico, infiammazioni dell’esofago e delle vie urinarie. I frutti, e in particolare l’olio ricavato dai semi, svolgono un’azione emolliente, nutriente, emulsionante, rinfrescante e lassativa.

Azione gastroprotettiva e digestiva: in caso di bruciori di stomaco, cattiva digestione, infiammazioni dell’apparato digerente, irregolarità intestinale, stitichezza, ulcera gastrica. La fibra contenuta nelle mandorle è un’ottimo prebiotico naturale che fornisce un substrato per il mantenimento di una flora batterica intestinale sana.

Azione lassativa: le mandorle sono di grande aiuto, anche, in caso di stipsi o in presenza di disbiosi intestinale, causata da uno squilibrio della flora batterica intestinale che si manifesta sotto forma di gonfiore addominale. Poiché favoriscono l’evacuazione delle feci, in molti considerano le mandorle lassativi naturali. Prendere all’occorrenza, a stomaco vuoto, alcuni cucchiai di pasta di mandorle. Se la stitichezza dura da parecchi giorni, impiegare l’olio di mandorle per fare un clistere.

Azione fortificante delle ossa: fortificano le ossa, i denti, prevengono l'osteoporosi e combattono l’anemia. Il Calcio in contenuto nelle mandorle le rende un alimento ideale per quanti siano affetti da osteoporosi e per il buon mantenimento dei denti. Le mandorle inoltre sono antianemiche. Il buon contenuto di Ferro fa delle mandorle delle buone alleate in caso di anemia sideropenica.

Azione ipolipidica: riducono colesterolo e trigliceridi. Le mandorle fanno bene al cuore grazie alla presenza dei grassi polinsaturi, sostanze in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e di trigliceridi nel sangue. In questo modo, si garantisce un ottimo aiuto nella prevenzione della formazione di placche aterosclerotiche nei vasi sanguigni e si abbassano i rischi di ictus e infarto.

Azione energizzante: le calorie delle mandorle (circa 600 Kcal/100gr), unite alle diverse vitamine e ai sali minerali presenti, rendono il prodotto particolarmente indicato in tutti quei casi in cui occorra dare maggiore energia all’organismo: stress da studio, convalescenza, sport, mancanza di concentrazione, gravidanza, menopausa.

La ricetta

Rossetto casalingo

Far bollire due cucchiai di mirtilli (anche quelli surgelati) in mezzo bicchiere di acqua per quindici minuti, togliere dal fuoco, spremere e filtrare per eliminare le bucce. Rimettere a bollire il succo fino a ridurlo a una quantità di 10 ml circa, o anche meno secondo l’intensità di colore desiderata. Nel frattempo sciogliere a parte in 40 g di olio di mandorle dolci, 25 g di cera d’api e aggiungere quindi il succo di mirtilli. Mescolare piano piano e, quando la miscela sarà ben amalgamata, riporre in barattolini vuoti ben puliti, o in porta-rossetti usati.

CURIOSITÁ

Il modo migliore per consumare le mandorle è metterle in ammollo per qualche ora e poi mangiarle con la pelle. Mangiare mandorle in ammollo rappresenta una tradizione dei nostri nonni. Oggi gli studi e le ricerche hanno dimostrato quanto questa “vecchia abitudine” sia importante da riprendere. Questo processo è fondamentale allo scopo di allontanare alcuni anti-nutrienti che limiterebbero l’assorbimento da parte del nostro corpo delle tante sostanze utili. Infatti con l'ammollo viene allontanato, in particolare, l'acido fitico che tende a limitare l’assorbimento di sali minerali importanti come calcio, magnesio, ferro, rame e zinco e di vitamine. Inoltre la buccia delle mandorle è ricca di sostanze nutritive ottime per la salute e il benessere dell’organismo, per cui è preferibile consumarle senza spelarle. Nella mandorla sbucciata si perdono antiossidanti tra cui fenoli, flavonoidi e acidi fenolici che svolgono un ruolo importante nella riduzione dei fattori di rischio contro malattie infiammatorie croniche e disturbi dell'invecchiamento.

Stefania Calzà Santoni

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