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Pubblicità, anima del commercio

Vi ricordate il vecchio Carosello? Io ero piccola, ma ho ricordi ancora nitidi. Tutta la pubblicità era concentrata nei 15 minuti che seguivano il telegionale, quando i bambini, dopo, andavano a letto e nelle case italiane calava il silenzio. Era un modo di concepire la pubblicità paragonabile ad un piccolo, serio, vero spettacolo serale. Ricordo Calimero, Carmencita, Ernesto Calindri con il carciofo, spezzoni di pubblicità recitati da attori come Dario Fo, Nino Manfredi, Edoardo Vianello che sembravano un ritaglio di uno spettacolo teatrale. Nostalgia? Un pochino si, ma mi rendo conto che con il passare del tempo le strategie per vendere un prodotto non potevano rimanere quelle di un tempo. Ora, però, mi pare si stia esagerando. Sulle nostre televisioni passa di tutto: centinaia di corpi nudi, di seni, natiche, assorbenti, macchine potenti, baci appassionati e situazioni violente ed equivoche. La pubblicità imperversa ovunque, in ogni piega dello spettacolo di qualsiasi argomento, sia esso leggero o tragico. Capita così che, fra le immagini di una guerra come quella che si sta consumando in Ucraina, eccola che arriva, con il volume più alto e i colori più accesi perchè tu possa, anche se non vuoi, accorgerti di lei. Ed ecco che, fra le immagini di corpi dilaniati, di gente che sta vivendo in situazioni disumane, di città rase al suolo, di lunghe code di profughi alla frontiera e della conta dei bambini che sono stati uccisi dalle bombe russe, compare una meravigliosa nave da crociera che naviga in un infinito, limpido, mare azzurro. Per rendere la pubblicità più efficace “utilizzano” un bambino che, finita la crociera, piange perché non vuole tornare a casa. Ebbene, ogni volta che vedo questa pubblicità rimango sbalordita e mi chiedo, pur capendo che "gli affari sono affari" e che la pubblicità sarà costata un patrimonio, con quale animo si possa, in un momento simile, continuare a mandarla in onda. Sarò un'idealista, ma se fossi io la responsabile di quella società di navigazione, la ritireri immediatamente. Per rispetto nei confronti di chi tanto sta soffrendo.

Maria Bernasconi

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