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Curiosità statistiche sugli italiani in Svizzera

CURIOSITÀ STATISTICHE SUGLI ITALIANI IN SVIZZERA

Una coppia dei così detti “cervelli in fuga” dall’Italia - Lucia e Filippo - che ha scelto come loro approdo la Svizzera, anche perché negli anni 80 del secolo scorso vi erano già emigrati dei loro parenti, è consapevole di risiedere in un Paese in cui la presenza italiana è stata sempre notevole fin dall’ultimo Dopoguerra e dove ancora oggi, come è stato a loro detto, la comunità italiana è la più importante numericamente tra quelle straniere. Questa coppia di giovani, che risiede a Baden nel Cantone Argovia, vorrebbe saperne di più sulla presenza italiana in Svizzera e gli è stato suggerito di rivolgersi a questa rubrica de L’ECO. Premesso che, settimanalmente, L’ECO ospita una interessante rubrica che ripercorre la presenza della comunità italiana nella Confederazione, curata da Giovanni Longu, ecco qui di seguito - in sintesi - alcuni dati statistici che possono soddisfare la curiosità non solo di questa giovane coppia ma anche di molti altri nuovi immigrati arrivati ultimamente in Svizzera dal Belpaese.

LA POPOLAZIONE COMPLESSIVA

Nella Confederazione la maggior parte della popolazione vive nelle zone urbane. Nel 2018, l’84,8% della popolazione viveva in un centro urbano o, comunque, nelle sue vicinanze. Circa la metà della popolazione urbana viveva in uno dei cinque maggiori agglomerati della Svizzera (Basilea, Berna, Ginevra, Losanna, Zurigo). Sempre nel 2018 la crescita demografica negli spazi a carattere urbano era meno marcata di quella registrata negli spazi fuori dall’area d’influenza dei centri urbani. Ecco nel dettaglio il numero degli abitanti, Cantone per Cantone: Svizzera 8'544’500 abitanti (di cui stranieri il 25,1%); Zurigo (ZH) 1'521’000 (26,9%); Berna (BE) 1'035’000 (16,3%); Vaud (VD) 799’100 (33,2%); Argovia (AG) 678’200 (25,1%); San Gallo (SG) 507’700 (24,1%); Ginevra (GE) 499’500 (40,0%); Lucerna (LU) 409’600 (18,5%); Ticino (TI) 353’300 (27,8%); Vallese (VS) 344’000 (22,7%); Friburgo (FR) 318’700 (22,7%); Basilea Campagna (BL) 288’100 (22,8%); Turgovia (TG) 276’500 (24,9%); Soletta (SO) 273’200 (22,6%); Grigioni (GR) 198’400 (18,6%); Basilea Città (BS) 194’800 (36,4%); Neuchâtel (NE) 176’900 (25,3%); Svitto (SZ) 159’200 (21,6%); Zugo (ZG) 126’800 (28,3%); Sciaffusa (SH) 82’000 (26,1%); Giura (JU) 73’400 (14,7%); Appenzello Esterno (AR) 55’200 (16,3%); Nidvaldo (NW) 43’200 (14,7%); Glarona (GL) 40'400 (24,1%); Obvaldo (OW) 37’800 (14,7%); Uri (UR) 36’400 (12,3%); Appenzello Interno (AI) 16’100 (11,3%).

GLI ULTRA SESSANTACINQUENNI IN SVIZZERA

Totale uomini donne svizzeri stranieri

93'072 45'794 47'278 80'137 12'935

LA PROVENIENZA DEGLI IMMIGRATI

Nel 2020 risiedevano in Svizzera 1'470’945 cittadini dell’UE/AELS/UK e 680’909 cittadini di Paesi terzi. 33’873 stranieri sono stati naturalizzati, ossia 6’073 in meno (-15,2%) che nel 2019. Nel 2020 gli Italiani hanno rappresentato il maggior gruppo di popolazione straniera residente in Svizzera (328’270 persone, ovvero circa 650'000 considerando i doppi cittadini italo-svizzeri), seguiti da Tedeschi (311’481), Portoghesi (260’921) e Francesi (146’367).

L’EVOLUZIONE DELLA COMUNITÀ ITALIANA IN SVIZZERA

Nel riquadro sottostante è riportata l’evoluzione della presenza della comunità italiana in Svizzera negli ultimi quarant’anni: 1980-2020. Come si può vedere il numero dei cittadini italiani, che nel 1980 ammontava a 423’008 persone, anno dopo anno, è andato calando sino a raggiungere le 287’130 unità nel 2010. La causa è da addebitare innanzitutto al blocco dell’immigrazione dall’Italia, in secondo luogo dal rimpatrio di molti emigrati di prima generazione al raggiungimento del pensionamento di vecchiaia e, infine, dalla naturalizzazione elvetica di molti giovani di seconda generazione - e non solo - con l’entrata in vigore, nel 1992, della legge italiana che ha consentito di acquistare una cittadinanza straniera senza perdere quella italiana, in pratica, di ottenere una doppia cittadinanza. Poi, dopo il 2010, si è avuta una inversione di tendenza con una ripresa dell’immigrazione in Svizzera così che da 287'130 è arrivata a 328'270 unità nel 2020. Un aumento dovuto, da un lato, al fatto che gli emigrati più anziani hanno smesso di optare per un rimpatrio, al momento del pensionamento, decidendo di trascorrere la loro terza età in questo Paese per restare vicino ai figli e, dall’altro, alla ripresa dell’emigrazione dall’Italia dei così detti “cervelli in fuga” che, per molti di loro, ha significato privilegiare la Svizzera, sicuramente per le molte opportunità d’impiego offerte da questo Paese e, probabilmente, per la vicinanza geografica o, magari, una scelta dettata anche dal fatto che molti di quei giovani in fuga dall’Italia avevano un passato legato alla Confederazione per esserci nati oppure per una precedente esperienza lavorativa di qualche familiare o, ancora, per avervi l’appoggio logistico tramite dei parenti, amici, conoscenti.

(1980) 423'008 cittadini italiani,

(1981) 419'651, 414'341, 407'125, 400'970, 394'812, 390'755, 387'407, 384'786, 382'275, 381'493, 380'458, 374'872, 370'699, 367'074, 361'892, 352'669, 344'591, 336'850, 329'773, 321'795, 315'619, 309'913, 305'371, 301'736, 297'917, 293'273, 291'185, 291'585, 290'631,

(2010) 287'130,

(2011) 287'995, 291'822, 298'875, 306'414, 311'742, 316'525, 317'267, 319'313, 321'309,

(2020) 328’270 

Dino Nardi

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