L'ECO tele7

Informarsi è un piacere!

“No grazie, non fumo”

Punti di vista delle donne emigrate

"No grazie, non fumo" è stato pubblicato l’anno scorso. In esso racconti di tua nonna. Come è nato il progetto?

I libri hanno un ruolo importante nella mia vita. Sono una grafica e mi sono specializzata nella realizzazione di libri. Inoltre, mi è sempre piaciuto scrivere. L'idea del libro mi è venuta dopo lo studio, dove nella mia tesi mi sono concentrata sugli oggetti quotidiani nello spazio pubblico e sulla nostra relazione e interazione con essi. In seguito ho voluto dedicarmi agli oggetti dello spazio privato, che avevo ricevuto da mia nonna. Poiché ad ogni singolo oggetto associo un ricordo legato a lei. Come designer, ero principalmente interessata a dedicarmi alla realizzazione grafica del progetto. Cioè l'impaginazione, la tipografia e la forma aptica del libro. Il motivo per cui ho infine scritto un testo completo è che mia nonna è morta nel frattempo.

Tua nonna, che in Italia lavorava come sarta, è arrivata in Svizzera all’età di 22 anni da sola. Prima era ad Arosa, poi a Zurigo e Winterthur. Tra l'altro ha lavorato come domestica, aiutante di cucina e cameriera. Perché lo sottolinei così tanto?

Quando è morta mia nonna, mi sono resa conto che molti amici qui in Svizzera non sapevano che negli anni 50’ e 60’, oltre ai lavoratori ospiti uomini sono venute a lavorare anche donne indipendenti da un marito o da una famiglia. È importante tenere in mente, che la frase citata di Max Frisch: “Abbiamo chiamato dei lavoratori, ma sono arrivate delle persone” si rivolga anche alle donne. Ci sono persone che non sanno in quali circostanze le cosiddette lavoratrici stagionali hanno dovuto vivere e lavorare e che esse, così come gli uomini, hanno dato un grande contributo al boom economico della Svizzera. Con il libro, ho voluto riprendere il tema della migrazione e in particolare approfondire i punti di vista delle donne, mostrando la storia di mia nonna come uno dei tanti esempi.

Per questo hai invitato anche la storica Flavia Grossmann a contribuire quattro articoli sul tema della migrazione?

Sì, esattamente. Era molto importante per me che la storia individuale della mia famiglia venisse inserita in un contesto storico. La storia di mia nonna è solo uno dei tanti destini che esiste. Ecco perché un inquadramento storico, come descritto da Grossmann, è importante per capire i contesti politici ed economici.

Il libro non è né un romanzo classico né una biografia cronologica. È un libro sperimentale con episodi brevi della vita di tua nonna. Tutto questo in un design accurato. Diverse parti del testo sono state intrecciate in appena 80 pagine. Il ritratto letterario di tua nonna viene accompagnato da una ricetta. Cosa ti ha spinta a questa decisione?

Ho avuto il vantaggio di potermi esprimere creativamente sia a livello scritto che a livello illustrativo. Come grafica, ho la responsabilità di decidere come presentare un tema. Mi era chiaro che nel mio libro avevo l'opportunità di dissolvere certe rappresentazioni cliché della cosiddetta italianità. Inoltre, mi sono trovata di fronte al fatto che il mio ricordo di mia nonna e della sua vita non è cronologico. Perciò nel libro racconto la sua vita molto liberamente e mi lascio guidare dagli oggetti che ho ricevuto da lei o che le appartenevano. Il libro è diviso in 12 capitoli, e ognuno parte da un oggetto. Il filo conduttore è un piatto di famiglia: la lasagna. Ogni strato della lasagna divide il libro. Per me la lasagna è una metafora: il ricordo di mia nonna si accumula come gli strati di una lasagna cremosa.

Francesca Petrarca: No grazie, non fumo

edition clandestin 2021, 80 pagine, 34.–

La Redazione

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com